Istanbul, Moschea Blu: vista dai giardini di Sultanahmet

Istanbul, Moschea Blu: vista dai giardini di Sultanahmet

Nel quartiere di Sultanahmet, la Moschea Blu si riconosce da lontano per i sei minareti e le armoniose cupole. Il viale del parco antistante è un buon punto per ammirarla in tutta la sua simmetria, con palme e siepi curate che incorniciano l’ingresso. L’interno è celebre per le piastrelle di İznik dalle tonalità blu, da cui deriva il soprannome. La moschea è un luogo di culto attivo: l’accesso può essere sospeso durante le preghiere e l’abbigliamento deve essere rispettoso; utile avere con sé un foulard. La zona è perfetta per una passeggiata tra i grandi classici di Istanbul: a pochi passi si trovano Hagia Sophia, l’Ippodromo e la Cisterna Basilica. Per vivere l’area con calma, meglio scegliere le prime ore del mattino o il tardo pomeriggio. Tieni d’occhio gli oggetti personali come in ogni zona molto frequentata e verifica in anticipo eventuali aggiornamenti su orari e modalità di visita.

Immagine tratta da Forbes

Moschea Blu: fatti essenziali e curiosità

Nel cuore di Sultanahmet, la Moschea Blu è uno dei simboli di Istanbul. Il nome popolare deriva dalle piastrelle di İznik che tingono l’interno di tonalità azzurre e turchesi.

  • Nome ufficiale: Moschea di Sultan Ahmed (Sultanahmet Camii).
  • Periodo: costruita agli inizi del XVII secolo per volontà del sultano Ahmed I.
  • Architetto: Sedefkâr Mehmed Ağa, allievo di Mimar Sinan.
  • Segno distintivo: sei minareti e una sequenza di cupole e semi-cupole che creano un profilo inconfondibile.
  • Interni: migliaia di piastrelle di İznik con motivi floreali e calligrafie coraniche, filtrate da centinaia di finestre.

Curiosità che piacciono ai visitatori:

  • Sei minareti “contesi”: all’epoca suscitarono discussioni perché la Grande Moschea della Mecca ne aveva lo stesso numero. La tradizione racconta che a La Mecca fu aggiunto un altro minareto per risolvere la questione.
  • Luce e colore: la resa delle piastrelle cambia durante il giorno. Il momento più suggestivo è spesso il tardo pomeriggio.
  • Cortile ampissimo: tra i più grandi delle moschee ottomane, con fontane per le abluzioni.

Consigli pratici: la moschea è luogo di culto attivo e può chiudere durante le preghiere. Abbigliamento rispettoso (spalle e gambe coperte, foulard per le donne), scarpe da togliere all’ingresso con sacchetti forniti. L’accesso è gratuito, gradita una donazione. Per evitare folla scegli le prime ore del mattino o il tardo pomeriggio. Evita il flash e non fotografare chi prega. Tieni gli oggetti personali al sicuro nelle aree più affollate.

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