Botti della cantina del Castello di Montegiove – affinamento in barrique nel cuore dell’Umbria

Botti della cantina del Castello di Montegiove – affinamento in barrique nel cuore dell’Umbria

A Montegiove il vino matura senza fretta. In queste stanze voltate, fresche e umide per natura, le barrique in rovere fanno il loro lavoro: micro-ossigenazione lenta, scambio di tannini nobili, arrotondamento dei profumi. Sono botti piccole (225–300 litri), usate soprattutto per i rossi di struttura; il legno non deve coprire, ma integrare ciò che viene dal vigneto del Monte Peglia: altitudine, escursioni termiche, vendemmie spesso tardive.
La routine è concreta: colmature periodiche per compensare l’evaporazione (“parte degli angeli”), travasi per chiarire, assaggi di cantina che guidano i tempi di sosta (da 8–10 fino a 18–24 mesi, a seconda dell’annata). Le barrique nuove e di secondo/terzo passaggio sono alternate per modulare l’impronta del legno; i bianchi e i rosati, quando prodotti, di solito restano in acciaio o in botti grandi.
La cantina del castello è parte viva della tenuta agricola: visite e degustazioni si fanno su prenotazione, spesso abbinate a passeggiate tra ulivi e boschi. Autunno è la stagione più intensa (fermentazioni, olio nuovo); in primavera la luce morbida e l’aria pulita rendono perfetti i giri in campagna. Un promemoria utile: questi spazi sono luoghi di lavoro, non set fotografici—si entra con rispetto, si ascolta, si assaggia. È così che il vino di Montegiove racconta il territorio meglio di qualsiasi brochure.

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