Le colline che circondano Città della Pieve sono la soglia tra Umbria e Val di Chiana toscana: uliveti, cipressi, poderi in pietra e strade bianche che scendono verso la pianura bonificata. Il punto di partenza migliore è la passeggiata panoramica lungo le mura: al mattino, soprattutto d’inverno, la foschia riempie la valle e il borgo resta al sole; nel pomeriggio la luce radente accende i profili dei crinali.
Qui il tempo si misura con cose semplici: un giro nei frantoi in autunno per l’olio nuovo, una sosta nelle cantine dell’area Orvieto DOC, i campi di zafferano che hanno reso famoso il paese natale del Perugino. Per chi cammina o pedala, le strade secondarie collegano rapidamente i borghi vicini (Monteleone d’Orvieto, Paciano, Panicale): percorsi facili, poco traffico, pendenze dolci.
Logistica: uscita A1 Chiusi/Chianciano o Fabro, stazioni ferroviarie di Chiusi e Fabro a pochi chilometri; meglio parcheggiare fuori le mura e visitare il centro a piedi. Periodi consigliati: primavera e autunno per i colori e le temperature, ma anche l’inverno ha il suo fascino con cieli limpidi dopo la nebbia.
Questo è un paesaggio “quotidiano” che non cerca effetti: colture vere, case abitate, silenzi interrotti dalle campane. È una fetta di Umbria da non perdere se ti piacciono viaggi lenti e soste che profumano di campagna.
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L’Umbria che non ti aspetti: itinerari non turistici per viaggiatori lenti
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