Il Santuario della Madonna della Stella è la chiesa “extra moenia” di Paciano: pochi minuti a piedi fuori dal borgo, lungo la strada che sale tra ulivi e muretti a secco. Dentro, le volte affrescate raccontano una devozione antica: al centro ricorre la stella a otto punte, simbolo mariano e richiamo alla “Stella maris”, guida dei viandanti. Le decorazioni sono quelle tipiche dell’Umbria tra Seicento e Settecento: grottesche, cartigli, medaglioni con episodi sacri e cornici a rilievo dipinte per “sfondare” lo spazio.
È un luogo amato dai residenti: qui si celebrano rosari e processioni nel mese di maggio, e non mancano piccoli ex voto che parlano di grazie ricevute più di qualsiasi brochure. L’atmosfera è semplice, senza effetti speciali: luce laterale, odore di calce, legno vissuto.
Visita pratica: il santuario non è sempre aperto; conviene informarsi presso parrocchia o Pro Loco per orari e aperture festive. Abbina la sosta a una passeggiata verso il Monte Pausillo o a una visita a TrasiMemo in Palazzo Baldeschi: arte, saperi artigiani e paesaggio stanno a pochi passi l’uno dall’altro. Periodi migliori? Primavera e autunno, quando la luce radente fa risaltare colori e dorature. È uno di quei luoghi “minori” che spiegano bene Paciano: misurato, curato, profondamente legato alla sua comunità.
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L’Umbria che non ti aspetti: itinerari non turistici per viaggiatori lenti
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