A Casa Antheia lo zafferano nasce così: tra ottobre e novembre, all’alba, i fiori di Crocus sativus si colgono ancora chiusi per non disperdere profumi.
Subito dopo si fa la sfioratura – si separano a mano i tre sottili stimmi rossi –, quindi l’essiccazione a bassa temperatura, passaggio decisivo per colore e aroma. Le rese spiegano il valore: servono circa 150 fiori per 1 grammo di zafferano secco (e qualcosa come 150.000 per un chilo). La pianta è sterile: si propaga dividendo i bulbi in estate, senza fitofarmaci pesanti; qui si lavora in biologico e in piccoli lotti. Dopo l’essiccazione lo zafferano riposa in vasetti di vetro scuro: qualche settimana e i profumi si affinano. In cucina non si “bolle”: si reidrata in poca acqua o brodo tiepido e si aggiunge a fine cottura. Oltre a risotti e dolci, qui trovate anche lo sciroppo allo zafferano, buono su yogurt, formaggi freschi e cocktail. Chi vuole sporcarsi le mani può chiedere di partecipare alle giornate di raccolta: si impara davvero quanto lavoro c’è dietro quei pochi fili rossi.
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