Scatto dai belvedere di Pantalica: roccia chiara, verde profondo e luce intensa. Qui il viaggio lento diventa respiro, tra sentieri e necropoli rupestri.
Pantalica, dove la roccia parla piano
Pantalica è una riserva naturale nel cuore della Sicilia sudorientale, sospesa tra Ferla e Sortino. Il paesaggio è un intreccio di canyon calcarei scavati dal fiume Anapo e dal torrente Calcinara, pareti chiare traforate da migliaia di tombe rupestri e una vegetazione profumata di timo, lentisco e carrubo. La luce qui ha una qualità particolare: scalda la pietra, addolcisce i profili e invita a rallentare.
Arrivare è semplice sia da Ferla sia da Sortino. I sentieri più noti costeggiano l’ex tracciato ferroviario dell’Anapo e scendono verso l’acqua, dove pozze smeraldo e vecchi mulini raccontano un passato operoso. Dall’alto, i belvedere aprono scorci che cambiano con le ore del giorno. Al mattino i colori sono compatti, nel tardo pomeriggio si accendono di rosa e arancio.
È un luogo perfetto per il viaggio lento: si cammina senza fretta, ci si ferma ad ascoltare il ronzio delle cicale, si osservano le ombre che scivolano tra le balze. Portate scarpe da trekking, acqua e cappello, soprattutto in estate quando il sole picchia forte. Primavera e autunno sono stagioni ideali per godere dei profumi e della temperatura mite.
Pantalica è anche rispetto. Le necropoli sono fragili e preziose: non oltrepassate i cordoli, non entrate nelle cavità e riportate con voi ogni rifiuto. Così il silenzio resta pulito e i colori continuano a parlare. Se partite da Ferla, fermatevi in paese per un dolce di mandorla o una brioche col tuppo: è il modo più sincero di chiudere una giornata tra roccia, verde e cielo.
Immagine tratta dall’articolo/racconto di Antonella 👇🏻
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