Pochi chilometri d’acqua che separano due terre e un cambio di luce immediato. Sullo Stretto il viaggio lento diventa rito d’ingresso in Sicilia.
Stretto di Messina: cose da sapere
Collega Mar Tirreno e Mar Ionio e separa Sicilia e Calabria nel punto più vicino per circa 3,3 km tra Torre Faro e Punta Pezzo. Le correnti nascono dall’incontro di masse d’acqua con temperatura e salinità diverse e possono creare vortici visibili in superficie.
Il passaggio in traghetto. Le navi collegano Villa San Giovanni a Messina in circa 20–30 minuti. Salire in coperta regala viste su Scilla e sulle colline peloritane. Con maestrale l’aria è tersa e si scorgono Etna e Costa Viola; con scirocco la luce è morbida e lattiginosa.
Punti d’interesse. A nord di Messina, Capo Peloro e i laghi di Ganzirri sono perfetti per una sosta fotografica. I “Piloni” dello Stretto, oggi dismessi, sono un’icona di archeologia industriale. Sul lato calabrese, il borgo di Scilla e la frazione marinara di Chianalea meritano una passeggiata.
Natura e tradizioni. Lo Stretto è corridoio di migrazione per rapaci e cicogne in primavera. In estate si pratica ancora la pesca del pesce spada con le feluche, imbarcazioni con lunga passerella e torre d’avvistamento.
Consigli lenti. Scegli l’alba o il tramonto per colori più intensi, porta una giacca leggera per il vento di bordo e concediti il tempo di osservare le correnti che cambiano direzione sotto la prua.
Immagine tratta dall’articolo/racconto di Antonella 👇🏻
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