Segnaletica del sentiero all’ingresso di Brosso – quota 797 m

Segnaletica del sentiero all’ingresso di Brosso – quota 797 m

Il cartello in legno segnala l’arrivo a Brosso, uno dei borghi più alti dell’Alta Via, posto a 797 m s.l.m. Dopo una lunga salita tra boschi e paesaggi aperti, questa targa annuncia l’ingresso nel paese e il passaggio verso panorami più vasti sul Canavese.

Brosso, non è solo panorama.

Per secoli è stato un luogo di lavoro duro e sotterraneo: la sua storia è legata alle miniere, in particolare al ferro, in continuità con l’area di Traversella. È una memoria concreta, fatta di gallerie, attrezzi, turni, comunità che si organizzano e regole nate dalla necessità. Anche per questo, nella zona si parla di tradizioni e statuti minerari molto antichi, un segno di quanto l’attività estrattiva fosse centrale per la vita locale.

Quando attraversate il borgo, vale la pena alzare lo sguardo e pensare a questa doppia anima: sopra, le case e i punti di riferimento della comunità; sotto, la montagna scavata che ha dato lavoro, identità e racconti. Se avete voglia di approfondire prima o dopo la tappa, qui trovate alcune pagine utili: una scheda sull’Alta Via dell’Anfiteatro Morenico (Piemonte Outdoor), un riferimento sul patrimonio delle miniere e della cultura ipogea (Opera Ipogea, dossier in PDF), una pagina descrittiva della chiesa parrocchiale di San Michele come luogo di interesse (Turismo Torino e Provincia), e una scheda di catalogo per la Chiesa del Gesù (Catalogo generale dei beni culturali).

E poi si riparte.

Con quella sensazione tipica dei borghi di quota: un punto fermo alle spalle, e davanti la promessa di sentieri più ampi, luce diversa, e nuove storie da scoprire passo dopo passo.

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Leggi l’articolo completo sull’Alta Via dell’Anfiteatro Morenico 👇🏻🍃

Il cammino dell’Alta Via dell’anfiteatro morenico di Ivrea in Piemonte 🥾

Brosso – storia, miniere e panorami del Canavese

Altitudine: circa 797 m
Popolazione: tra 390 e 480 abitanti

Origini e sviluppo: insediamenti già dalla preistoria, con i Salassi che iniziarono l’estrazione mineraria di ferro e rame; successo poi in epoca romana e medievale.

Epoca medievale: sede di un castello dei Conti di San Martino; teatro della rivolta dei Tuchini nel 1386 e legata alla leggenda di Antonio Capra.

Punti di interesse: Chiesa di San Michele Arcangelo (XII sec.) con vista sull’anfiteatro morenico, resti del castello, Museo Mineralogico con strumenti e documenti dell’antica metallurgia.

Tradizione culturale: forte legame con le attività minerarie, patrimonio di feste, canti popolari e iniziative legate alla natura e alla memoria della Valle.


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