Durante il cammino dell’Alta Via, poco prima del tramonto, ci imbattiamo nella Pera Cunca, un antico masso coppellato immerso nel bosco. Inizia a farsi sera e stiamo cercando un luogo tranquillo dove piantare la tenda.
Questo masso, noto come Pera Cunca, si trova lungo il sentiero boschivo tra il Castello di Masino e Maglione ed è caratterizzato da incavi emisferici chiamati coppelle, alcuni collegati da piccoli canaletti. Le coppelle sono incisioni risalenti probabilmente al periodo protostorico (età del Bronzo o del Ferro), utilizzate per riti rituali legati a offerte o libagioni. Pur privo di ritrovamenti archeologici diretti, il sito è stato studiato dai ricercatori locali come un possibile “masso-altare” preistorico. La posizione dominante e panoramica del sito riflette un possibile significato cerimoniale o simbolico.
Nascosta tra querce e castagni nella località Lusenta, tra Borgomasino, Caravino e Cossano Canavese, la Pera Cunca è un masso erratico di origine glaciale, noto per le sue misteriose coppelle: cavità emisferiche scavate nella roccia, collegate da canaletti, che confluiscono in una conca centrale di forma ellittica. Studi recenti, unendo archeologia, astronomia e simbologia celtica, ipotizzano che la pietra fosse utilizzata come altare per riti legati alla festa di Imbolc, con l’allineamento della vasca centrale alla levata eliaca della stella Capella.
La disposizione delle coppelle potrebbe anche rappresentare un antico calendario rituale. Pur mancando prove archeologiche definitive, la Pera Cunca continua a evocare un affascinante intreccio di natura, storia e spiritualità.
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Il cammino dell’Alta Via dell’anfiteatro morenico di Ivrea in Piemonte 🥾
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