Gli Abbà sono uno dei simboli più “civici” del Carnevale di Ivrea: piccoli priori* in costume rinascimentale che rappresentano le parrocchie storiche della città e incarnano l’idea di continuità, passaggio di testimone e appartenenza.
Vengono presentati ufficialmente nelle settimane che precedono i giorni centrali del Carnevale, con la cerimonia dell’Alzata, e durante la festa accompagnano i momenti più solenni del cerimoniale. Il loro ruolo non è decorativo: la sera del Martedì di Carnevale gli Abbà hanno il compito di accendere i fuochi degli Scarli, i grandi pali rivestiti di erica che bruciano come rito collettivo di chiusura e di “rinnovamento” della comunità. La presenza dei cavalli nel corteo richiama anche la dimensione regolata dell’evento: animali, accompagnatori e pubblico devono muoversi in modo ordinato, perché la festa resta spettacolare solo quando ogni ruolo è rispettato.
*“priore” qui va inteso in senso carnevalesco, non come carica religiosa.
Nel Carnevale di Ivrea gli Abbà sono i “piccoli capi” simbolici delle parrocchie (San Grato, San Maurizio, Sant’Ulderico, San Lorenzo, San Salvatore). In molte descrizioni vengono chiamati anche “piccoli priori” perché, nella tradizione rionale, il priore è chi rappresenta e guida il gruppo durante i riti, con una funzione di coordinamento e di presenza pubblica. Non è il priore di un monastero.
Il termine Abbà deriva storicamente dall’idea di “abate/abbé” legata alle antiche badie (confraternite o gruppi rionali). In passato il ruolo era affidato a un adulto; oggi è affidato a bambini, con un significato soprattutto simbolico dentro il cerimoniale del Carnevale.
Leggi l’articolo sul Carnevale d’Ivrea 🍊👇🏻

Leave a Reply