Bambino in costume da Abbà a cavallo durante lo Storico Carnevale di Ivrea 🍊

Bambino in costume da Abbà a cavallo durante lo Storico Carnevale di Ivrea 🍊

L’Abbà è una delle figure più delicate e significative dello Storico Carnevale di Ivrea perché mette insieme rito comunitario e passaggio generazionale. Oggi gli Abbà sono bambini scelti per rappresentare le parrocchie storiche della città: compaiono nelle settimane che precedono il Carnevale e diventano, per pochi giorni, i “piccoli priori” che incarnano la continuità del rito. La loro presenza dice una cosa semplice: la festa non appartiene solo agli adulti che combattono o sfilano, ma viene trasmessa e rinnovata attraverso chi la eredita.

Il momento più riconoscibile è l’Alzata degli Abbà. Nel cerimoniale, il corteo si reca presso le abitazioni dei piccoli priori e gli Aiutanti di Campo li “alzano” e li mostrano alla folla, mentre i Pifferi e Tamburi suonano e il Generale rende onore. È una scena che sembra teatrale, ma ha una funzione precisa: rende pubblica la nomina, lega l’abbà alla sua parrocchia e inserisce la famiglia dentro un gesto collettivo, davanti alla città.

Nella storia del Carnevale, la figura dell’abbà cambia nel tempo. In età moderna era un adulto legato alle “badie” rionali e alle feste di quartiere; nel corso dell’Ottocento, con l’unificazione progressiva del Carnevale cittadino, il ruolo si trasforma fino ad arrivare all’impostazione attuale. Oggi lo spadino con l’arancia richiama simbolicamente la ribellione contro il tiranno e collega gli Abbà alla grande narrazione della festa: libertà, comunità, rinnovamento.

Pagine web per approfondire: Guida ufficiale (PDF); Cerimoniale (PDF); Scheda Ministero della Cultura.


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