I cavalli dei carri da getto sono parte della scena quanto le squadre, perché la loro presenza racconta una tradizione locale di allevamento, cura e conduzione che a Ivrea ha sempre avuto un peso. La “bellezza” qui non è solo estetica: finimenti puliti, mantello in ordine e decorazioni coerenti con il carro sono anche un segnale di decoro e di attenzione, e oggi vengono richiesti proprio per mantenere la manifestazione riconoscibile e rispettosa del contesto storico.
Accanto a questo aspetto c’è quello più importante: preparazione e benessere animale. Nel regolamento dei carri da getto valido per l’edizione 2026 la Fondazione indica requisiti precisi per i cavalli (età, identificazione con microchip, condizioni generali, Body Condition Score (BCS) tra 3 e 5) e chiede una dichiarazione veterinaria di idoneità con data molto ravvicinata alla presentazione dei carri. Il testo insiste anche sul fatto che i cavalli debbano essere “opportunamente preparati” e che non siano tollerati atti di maltrattamento, uso improprio di aiuti (come fruste o imboccature punitive) o sostanze dopanti.
Dal punto di vista dell’addestramento, lavorare in un ambiente come questo significa puntare su abituazione graduale e gestione calma degli stimoli: folla, rumori improvvisi, movimento vicino ai posteriori, superfici scivolose. Le linee guida internazionali sul benessere equino sottolineano che l’addestramento deve ridurre rischio e stress evitando dolore e confusione, con una conduzione coerente e un ambiente sicuro. È un lavoro che si costruisce prima dell’evento, con sessioni brevi e progressive, perché un cavallo “affidabile” non nasce dall’improvvisazione ma da routine solide e scelte responsabili.
Approfondimenti: Regolamento carri da getto (edizione 2026); FEI (Fédération Equestre Internationale), Code of Conduct for the Welfare of the Horse; EU Platform on Animal Welfare, guida alle buone pratiche per il benessere dei cavalli.
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