“I Difensori del Castello” è un carro da getto identificato dalla lettera E: la lettera, insieme al nome, serve a riconoscere ufficialmente il carro in gara e a collegarlo a iscrizione, regolamento e valutazioni della manifestazione. Nelle liste ufficiali dei carri, “E – I Difensori del Castello” risulta tra i tiri a quattro, cioè i carri con quattro cavalli, una categoria distinta dalle “pariglie” per struttura e gestione in battaglia.
Il tiro a quattro, in generale, è la versione più imponente e “pesante” del carro: richiede maggiore coordinazione tra conducenti e gestione degli spazi in piazza, perché entra in aree di tiro molto affollate e deve mantenere traiettorie e soste in condizioni caotiche. Per questo i carri sono protetti da equipaggiamento rigido (caschi e protezioni) e la piazza è organizzata con zone transennate e reti, che riducono l’esposizione del pubblico e aiutano a contenere l’energia dei lanci. La Battaglia delle Arance è rituale e identità cittadina, ma è anche un evento con regole e dispositivi concreti che permettono di far convivere partecipazione e sicurezza.
Carnevale d’Ivrea: chi sono i lanciatori di arance a terra?
I lanciatori a terra rappresentano il popolo, cioè la gente comune.
Il lancio delle arance simboleggia la ribellione contro l’oppressione e la lotta per la libertà.
Chi rappresentano i lanciatori sui carri?
Chi sta sui carri rappresenta gli oppressori, come le guardie del tiranno o il suo esercito.
I carri da cui lanciano le arance simboleggiano l’esercito del tiranno.
Secondo la leggenda, una giovane donna chiamata Violetta si ribellò a un signore tirannico che voleva imporre il diritto di prima notte.
Il suo gesto scatenò la rivolta del popolo e portò al rovesciamento del tiranno.
La Battaglia delle Arance rievoca questa ribellione e simboleggia la lotta contro l’oppressione e la difesa della libertà.
Va ricordato però che si tratta di una leggenda storica, non di un fatto documentato.
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