“I Falchi di Re Arduino” è il carro da getto contrassegnato dalla lettera A e appartiene alla categoria dei tiri a quattro, cioè i carri trainati da quattro cavalli. La lettera non è un dettaglio decorativo: identifica ufficialmente il carro negli elenchi e nella gestione della battaglia, insieme a conducenti e capocarro.
Il nome è un richiamo diretto a Arduino d’Ivrea, figura storica profondamente legata al territorio: marchese di Ivrea dal 990 e re d’Italia dal 1002 al 1014, eletto dopo la morte di Ottone III e protagonista di una lunga contesa politica che si chiude con la rinuncia alle insegne regali nel 1014. In chiave simbolica, dedicargli un carro significa radicare il Carnevale in una memoria locale “forte”: Ivrea non come semplice cornice, ma come luogo di potere, conflitto e autonomia. È lo stesso motivo per cui tanti nomi dei carri giocano con lessico di guardie, falchi, baroni, armate: trasformano la battaglia in un racconto riconoscibile, dove ogni gruppo entra in piazza con un’identità precisa.
La parte “falchi” aggiunge un ulteriore livello: il falco è un animale araldico e di vigilanza, associato a controllo del territorio e prontezza. In un evento in cui contano disciplina di gruppo, coordinamento e presenza scenica, è un simbolo che funziona bene sia nella tradizione sia nella lettura contemporanea del Carnevale.
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