Nel 1800, quando Ivrea fu occupata dall’Esercito di Napoleone, il carnevale era celebrato autonomamente da ogni rione con feste, cortei e pranzi.
Questi eventi spesso portavano a risse tra i rioni. Per garantire l’ordine pubblico, le autorità nominarono un uomo di grande prestigio come “Generale”, che indossava anche l’uniforme napoleonica.
Nel cerimoniale dello Storico Carnevale di Ivrea, il Generale è la figura che “prende possesso” simbolicamente della città e ne garantisce il buon andamento durante i giorni di festa. È un ruolo nato nell’Ottocento, quando il Carnevale diventa sempre più una manifestazione civica e municipale: l’immaginario militare (uniforme, sciabola, cavallo, Stato Maggiore) serve a dare una forma pubblica e riconoscibile a un compito pratico, cioè tenere insieme partecipazione popolare, regole e sicurezza.
Il momento chiave è il Passaggio dei poteri del Giovedì Grasso: il Sindaco affida al Generale, in modo rituale, la “piazza” e la responsabilità della festa. Subito dopo entrano in scena i documenti pubblici del Carnevale: il Proclama (invito alla cittadinanza a vivere la festa nello spirito della tradizione) e l’Ordinanza del Generale, affissa e poi letta ufficialmente. Qui si ritrova anche l’obbligo del berretto frigio, segno di libertà e appartenenza, che distingue chi partecipa dal semplice passante e richiama il tema eporediese delle “tirannie abbattute”.
La dimensione sonora è parte del potere simbolico del Generale: la Generala, eseguita dai Pifferi e Tamburi in suo onore al termine delle marce, è un segnale comunitario. Non è solo musica d’accompagnamento: marca i passaggi del cerimoniale, scandisce l’ordine del corteo e ricorda che la festa è una coreografia collettiva, dove ogni componente (personaggi, squadre, pubblico) ha un posto e delle regole.
In pratica, il Generale è il punto di raccordo tra tradizione e organizzazione: rappresenta l’autorità carnevalesca, coordina lo Stato Maggiore, si presenta in eventi pubblici e visita luoghi “sensibili” del calendario (scuole, istituzioni, momenti rituali). È un’autorità teatrale, ma con effetti concreti: rende visibile l’idea che il Carnevale di Ivrea è anche una disciplina condivisa nonchè responsabilità civica, oltre che essere uno spettacolo.
Pagine web per approfondire: Programma ufficiale (edizione 2026), Cerimoniale (PDF), Tavola cronologica dei Generali.
Il “Generale” è una figura chiave nel Carnevale Storico di Ivrea.
Questo personaggio rappresenta il comandante delle operazioni durante il Carnevale che coordina gli eventi e mantiene l’ordine durante le celebrazioni, in particolare durante la famosa Battaglia delle Arance.
La figura del Generale simboleggia il potere e l’autorità, ma anche il rispetto per la tradizione e la storia locale. È una figura di raccordo tra il passato e il presente del Carnevale, poiché unisce la comunità nella celebrazione di questa festa storica. Solitamente, il Generale viene scelto tra i cittadini di Ivrea per il suo impegno nella comunità e per la sua conoscenza delle tradizioni locali.
La figura del Generale fu introdotta nel Carnevale di Ivrea nel 1858.
Da allora, il ruolo del Generale è diventato fondamentale nel coordinare non solo gli aspetti pratici della festa, ma anche nel preservare il suo spirito e i suoi significati culturali e storici. Il Generale, insieme ad altre figure come la Mugnaia e il Podestà, costituisce un elemento fondamentale nel ricco mosaico di tradizioni, leggende e storia che caratterizzano il Carnevale di Ivrea.
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