Il “pavimento arancione” è una delle conseguenze più concrete della Battaglia delle Arance: alla fine degli scontri, piazze e vie diventano un tappeto di bucce, spicchi schiacciati e polpa che rende scivolosa la pietra e cambia letteralmente la percezione dello spazio urbano. Non è un dettaglio secondario: la gestione di questa massa organica fa parte dell’organizzazione del Carnevale tanto quanto il cerimoniale del corteo.
Dopo la battaglia entra in gioco una macchina logistica enorme, con raccolta e lavaggi intensivi per ripristinare la sicurezza dei passaggi e l’igiene degli spazi pubblici. Negli ultimi anni, proprio perché il volume di “scarto” è visibile e impressionante, il tema del recupero è diventato centrale nel racconto dell’evento: si parla sempre più spesso di tracciabilità degli agrumi usati e di trasformazione della parte organica in compost o altri percorsi di valorizzazione, nel tentativo di ridurre l’impatto ambientale di un rito che resta, prima di tutto, identitario per la città.
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