Questa scena rimanda a uno dei segnali più chiari che, a Ivrea, “il Carnevale è iniziato”: l’uscita dei Pifferi e Tamburi. Nelle guide ufficiali la loro marcia dell’Epifania è descritta come apertura del periodo carnevalesco, perché le note del piffero e il ritmo dei tamburi attraversano le vie e riportano la città dentro il suo calendario rituale. In altre parole, prima ancora del corteo e delle battaglie, è il suono che riaccende la festa.
Il repertorio non è generico: le musiche tradizionali vengono chiamate “pifferate” e sono considerate un patrimonio identitario, tramandato con attenzione per mantenere stile, tempi e “modo” eporediese. Lo stesso gruppo spiega che si tratta di un repertorio stratificato, nato dall’incontro di epoche diverse, e che proprio questa continuità rende riconoscibile il Carnevale anche a occhi chiusi.
La forza di queste marce deriva anche da una scelta precisa di strumenti: piffero (piccolo flauto traverso, spesso in legno di bosso), tamburo e grancassa. Sono pochi, ma pensati per la strada: suono diretto, ritmo netto, capacità di “tenere insieme” un gruppo in movimento e una folla che si apre e si richiude lungo il percorso. Sul sito del gruppo viene ricordato anche l’aspetto artigianale, perché gli strumenti vengono ancora realizzati seguendo indicazioni interne.
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Fonti: Associazione dello Storico Carnevale di Ivrea (guida PDF); Pifferi e Tamburi di Ivrea, storia; Pifferi e Tamburi di Ivrea, pifferate; Pifferi e Tamburi di Ivrea, strumenti.
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