Pieroad è (quasi) a casa: il giro del mondo a piedi che ci ricorda come si viaggia davvero

Illustrazione di un viaggiatore con zaino e scarponi, ispirato a Pieroad, che trascina un trolley e cammina tra paesaggi del mondo con piramidi, Alpi, Torre Eiffel, Big Ben e faro sul mare.

Trieste lo ha accolto con una piccola folla e un mare di abbracci. Dopo quasi cinque anni di cammino, Nicolò Guarrera, 32 anni, vicentino, conosciuto online come “Pieroad”, è rientrato in Italia lungo l’arco Adriatico. Fin qui ha messo insieme circa 29 mila chilometri a piedi. Ha promesso che il rientro definitivo a Malo sarà una festa pubblica a metà settembre.

 

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Il viaggio

Pieroad parte nell’estate 2020, con una scelta semplice e radicale: andare a piedi. Niente zaino titanico sulle spalle, ma un passeggino da trekking gemellare soprannominato “Ezio”, in cui sta tutto. Dentro ci sono cucina ultrabasica, tenda, sacco a pelo, ricambi essenziali. L’idea nasce negli anni da studente e si appoggia a una filosofia chiara: rallentare per entrare in contatto vero con luoghi e persone. È scritto nero su bianco sul suo sito, dove racconta la “lentezza” come chiave per costruire memorie invece di collezionare spostamenti.

 

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Il percorso, in sintesi

Europa occidentale fino all’Atlantico, traversata in barca a vela verso le Americhe, Sudamerica dal deserto di Atacama ai ghiacci patagonici, poi Oceania con la lunghissima diagonale australiana da Sydney a Darwin, infine Asia e Balcani fino alla porta d’Italia. In Australia aveva un conto aperto con Uluru e c’è tornato per mantenere una promessa fatta anni prima.

 

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I numeri, quelli che fanno sorridere gli amanti delle statistiche e raccontano anche il lato pratico del cammino: oltre 170 ospitalità ricevute in quattro continenti, ventiquattro paia di scarpe finite, una quantità imprecisata di calzini e un menù da strada in cui le lenticchie hanno battuto chiunque, più di novecento porzioni cucinate con il fornelletto. C’è pure l’aneddoto da manuale di frontiera: entrando in Armenia dall’Iran, un ufficiale voleva aprire “Ezio” con un taglierino per cercare droga. È finita bene, passeggino salvo e timbro sul passaporto.

Sui social il viaggio è diventato una “serie” seguita da centinaia di migliaia di persone. All’ingresso in Italia i follower su Instagram sono indicati in circa 430 mila. A chi chiede come si sostenga, oltre a lavori saltuari e sponsor tecnici, ci sono le cartoline digitali e i post per la community su Patreon. Insomma, una narrazione dal campo costruita passo dopo passo.

Qualche dettaglio in più sul “metodo Pieroad”.

Il progetto è dichiaratamente pedagogico verso se stesso: spostarsi piano per scoprire che cos’è “una vita bella”, non necessariamente “la bella vita”. Nel tempo Nicolò ha raccontato la sua ricerca su lentezza, disciplina, cura dei gesti quotidiani. E lo ha fatto in interviste e appunti dal mondo che tengono insieme tecnica e poesia di strada.

Il viaggio non è solo “io e i miei piedi”. È una cosa collettiva. Sul sito invita amici e sconosciuti a farsi un pezzo di strada insieme, “alla Forrest Gump”, ed è capitato davvero in più punti, dall’Argentina alla Grecia fino a questa lunga risalita verso casa. In mezzo ci sono anche esperienze guidate nate lungo la rotta, come una camminata tematica a Sarajevo durante l’ultima tratta europea.

 

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Il lato economico del cammino

C’è un’idea che Pieroad ripete spesso quando gli chiedono “come fai coi soldi?”. Il punto non è diventare asceti, ma capire che il bilancio di un viaggio lento funziona con logiche diverse. Fuori dall’Europa il costo della vita, soprattutto per chi sta in strada, scende parecchio: in tanti Paesi si mangia con 1 o 2 euro, e non come slogan, proprio come routine quotidiana. Il resto lo fa il ritmo. Se il tempo è denaro, scegliendo di andare piano si spende più tempo che soldi. Si rinuncia all’urgenza dei trasporti, si aspetta il meteo giusto, si cucina sul fornelletto, si dorme in tenda o grazie a un’ospitalità trovata lungo il percorso. E poi c’è la grande cura dimagrante delle uscite fisse: niente auto con benzina, bollo, assicurazione, pedaggi e parcheggi, niente affitto o mutuo, niente bollette da pagare ogni mese. Saltano anche gli abbonamenti che di solito consideriamo “normali” quando viviamo stanziali, dai mezzi pubblici alle piattaforme streaming, fino a cinema, palestra, piscina, corsi vari. Persino il barbiere può diventare superfluo per un bel po’ di chilometri.

Questo non significa che i costi spariscano. Semplicemente cambiano faccia. La voce più complessa resta quella degli imprevisti, che arrivano sempre più numerosi di quanto si immagini: un visto che slitta, un pezzo del carrellino che cede, una frontiera che obbliga a deviare, una febbre presa dopo un temporale. Sono i momenti in cui la community e le collaborazioni fanno la differenza. In uno dei suoi post Pieroad ha ringraziato Officine Venticinque per averlo aiutato a coprirne alcuni di recenti. È il lato meno romantico del cammino, ma anche quello che racconta meglio quanto questo progetto sia collettivo, sostenuto da persone e realtà che credono nella lentezza come scelta concreta, non come posa.

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Chi vuole seguirlo lo trova qui:

Tutti canali dove la storia è già un archivio di mappe, aneddoti e scelte logistiche utilissime per chi sogna di provare un cammino simile.

Info utili e dove intercettarlo ora

Al momento Nicolò ha rimesso piede in Italia passando da Trieste e sta marciando verso il Veneto per chiudere l’anello iniziato nel 2020. L’arrivo a casa è annunciato per il 13 settembre, con una festa aperta. Aggiornamenti in tempo reale scorrono sul profilo Instagram e sul sito. Se volete camminare con lui per qualche chilometro, tenete d’occhio le stories.

 

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E prima di lui, chi ha camminato il mondo ❓

La storia del mondo a piedi è corta ma molto densa.

  • Nel 1970 l’americano Dave Kunst firma la prima circumnavigazione “verificata” a piedi, 4 anni di strada, tredici Paesi, anche un evento tragico in Afghanistan dove perse il fratello John. Mezzo secolo dopo, Smithsonian ne ha ricostruito i momenti chiave.
  • Negli anni Novanta l’inglese Ffyona Campbell completa il proprio giro e diventa la prima donna a riuscirci. Le sue traversate sono raccontate nei libri e nelle cronache dell’epoca.
  • Più vicino a noi, Tom Turcich rientra nel 2022 dopo sette anni e sei continenti. Con lui c’è Savannah, diventata il primo cane a fare il giro del mondo a piedi. La loro impresa ha rimesso il tema al centro della cultura outdoor contemporanea.
  • Capitolo leggendario: il canadese Jean Béliveau, undici anni on the road per 75 mila chilometri e 64 Paesi, una marcia dedicata alla non violenza verso l’infanzia e riconosciuta da UNESCO. 👇🏻

Questo elenco non è solo “wow, che numeri”.

Serve a dare coordinate a quello che sta facendo Pieroad. Siamo dentro la stessa tradizione, ma ogni giro ha il suo perché. Nel suo caso la parola chiave è davvero lentezza. Non come posa, ma come strumento per generare incontri. Basti un dettaglio raccontato quando era in Ecuador: una sera pioggia battente, telefono senza rete, arriva davanti a un cancello, trova un biglietto “entra, doccia e letto sono tuoi, ci vediamo nei prossimi giorni”. La fiducia dell’ospitalità è spesso la vera benzina di questi cammini.


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Viaggiatrice seriale. Se non sono circondata da boschi, foreste e montagne mi vengono le crisi d'ansia. 🤭 Animale preferito: il cavallo. Mi piace leggere libri e scambiarli con gli amici. Infine condividere conoscenze & filosofie alternative con altri spiriti affini. In breve: una ragazza con uno spirito hippie e una forte sete d'avventura.

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