Radici antiche, energie nuove: riflessioni dal European Ecovillage Gathering 2025 in Ungheria
Quest’estate il GEN Europe Gathering 2025 ha riunito in Ungheria centinaia di persone impegnate nella transizione ecologica e sociale. Rodrigo Braga del GEN (Global Ecovillage Network) ha condiviso questo articolo di riflessioni che descrive l’atmosfera del raduno, dove condivisione, ascolto e immaginazione collettiva tracciano rotte possibili per il movimento degli ecovillaggi. Il GEN è la rete di riferimento in cui comunità intenzionali ed ecovillaggi iscritti si incontrano per condividere idee, soluzioni ed esperienze.
Spirito collettivo: i cerchi di condivisione
Rodrigo racconta che ogni pomeriggio si apriva con un’ora di sharing circle, uno spazio in cui cuori, menti e visioni si incontrano. Nel suo gruppo c’erano, tra gli altri, Ross, Heather, Amena, Steffen, Margarita, Yuluka, Henny, Jules, Daniel, Dorota; e in giorni diversi Grace, Dolores, Kin, Natalie, Elisangela e Anna. Un caleidoscopio di esperienze che ha reso il cerchio un filo conduttore del Gathering.
Giorno 1: rilevanza in un mondo che cambia
La domanda chiave della giornata: come viene percepito oggi il movimento degli ecovillaggi?
È emerso che, in passato, il movimento era un punto di riferimento per permacultura, agricoltura naturale, facilitazione, economie alternative e pratiche di sostenibilità; oggi molte organizzazioni si sono specializzate in quegli ambiti. I corsi storici, però, hanno perso attrattiva e fonti di reddito, con il rischio di infrastrutture meno sostenute. Da qui l’esigenza di ridistribuire risorse e rafforzare il coordinamento tra locale, regionale e internazionale.
Ricordando le origini di GEN, Ross ha riportato l’idea iniziale: un “imbuto” di risorse capace di redistribuire fondi verso le regioni, garantendo coerenza amministrativa e autonomia regionale. Tra le nuove piste di lavoro: traduzioni con AI per rendere accessibili le risorse in più lingue, supporto a incontri regionali con presenza internazionale e incoraggiamento a trasformare l’engagement digitale in esperienze in presenza.
Giorno 2: tecnologia e fiducia
La tecnologia è emersa come ponte. Ha preso forma l’idea di un “Network Passport”, un’identità riconosciuta in tutta la rete. Il ricordo dell’accoglienza a persone in fuga dalla guerra in Ucraina ha mostrato quanto la fiducia preesistente faciliti collaborazione, ospitalità e scambio di risorse. Una app mobile, proposta da Dolores, potrebbe abilitare matchmaking tra bisogni e offerte, anche oltre i confini di GEN, dialogando con altri movimenti rigenerativi.
Giorno 3: ripensare l’economia
Grace ha condiviso anni di sperimentazioni con token, crypto e DAO, osservando come spesso questi sistemi replichino astrazioni che allontanano dalle relazioni. Ha proposto invece un modello basato sulla valutazione della fiducia: in molte comunità la fiducia già permette accesso a cibo, alloggio o veicoli senza scambio monetario. A livello di rete questo può tradursi in scambi peer-to-peer sostenuti da fiducia e soddisfazione reciproca. Ha presentato anche un gioco per farne esperienza e alcuni casi studio. È riemersa l’urgenza di attrarre giovani e volontari: una banca dati condivisa potrebbe aiutare molte comunità, specialmente quelle con popolazioni in età avanzata.
Giorno 4: uno sguardo avanti
Tra i takeaway finali, l’idea che la comunicazione di GEN debba raggiungere anche imprese e istituzioni, oltre al pubblico già sensibile. Ross ha sottolineato risultati importanti, in particolare nel coinvolgimento giovanile, e il potenziale ancora da esprimere. Si è parlato di partnership, di nuove aree geografiche e di come la nuova piattaforma GEN possa rispondere a desideri reali della rete. Rodrigo ha espresso responsabilità e gioia nel coordinare un percorso che sente condiviso.
Workshop ed energia collettiva
Nel workshop sul nuovo portale, l’entusiasmo dei partecipanti ha rispecchiato molte funzionalità già in roadmap.
Rodrigo ha raccolto contatti di persone interessate a diventare beta tester. Dorota, della nota comunità di Findhorn in Scozia, ha portato quell’energia in plenaria, tra gli applausi della sala. Convivialità e collaborazione hanno preso forma anche attorno ai pasti: interesse di GEN Europe a integrare la nuova sottoscrizione nella membership, sostegno da CASA, GEN Africa e GENOA, collegamenti con la Transition Network e discussioni sull’IT Toolbox.
Preziose le prospettive indigene e tradizionali, con un laboratorio guidato da Sonita, Konkankoh, Coffee, Thalea, Yuluka e Margarita.
Dove si è tenuto il raduno? L’ecovillaggio di Manas Garden
L’incontro si è svolto a Manas Garden, vicino al Lago Balaton, nel comune di Lengyeltóti (indirizzo: Rágniczapuszta 4, 8693). Il luogo è ospitato dall’associazione Mindenegyüttmegy ed è un progetto sperimentale avviato a fine 2021 su circa 80 ettari. La particolarità del sito è che nasce dal recupero di un ex villaggio turistico ungherese, il “Kék-tó Üdülőfalu”, dotato un tempo di un hotel in stile brutalista e di un campeggio. Oggi questi spazi sono stati trasformati in un contesto comunitario e rigenerativo dedicato a permacultura, ricerca, educazione ed eventi.
Il sito comprende aree verdi per workshop e plenarie, zone di campeggio, strutture leggere e spazi comuni. L’impostazione mette al centro la cura del suolo e dell’acqua, l’agroecologia e la vita comunitaria, con attenzione all’ospitalità di iniziative formative e culturali. In questa cornice, il GEN Europe Gathering 2025 ha trasformato Manas Garden in un laboratorio a cielo aperto, dove incontri e visioni si sono intrecciati con la storia e la rinascita del luogo.
Un invito speciale: il libro del 30° anniversario di GEN
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Riflessioni finali
Secondo il report di Rodrigo, le sfide sono concrete: mantenere rilevanza, sostenere economicamente le infrastrutture comunitarie, intrecciare digitale e presenza, valorizzare contesti culturali diversi e percorsi di decolonialità. Ma altrettanto concrete sono creatività e impegno. Che prenda la forma di un Network Passport, di economie basate sulla fiducia o di una piattaforma comune, il movimento sta costruendo strumenti utili alle comunità e all’ecosistema rigenerativo più ampio. Il lavoro è grande e l’energia lo è altrettanto. Soprattutto, lo stiamo facendo insieme.
NdR.
GEN è una grande famiglia diffusa su più continenti. Non tutte le comunità ed ecovillaggi ne fanno parte: è naturale che, in reti ampie, emergano differenze di visione sociale, ecologica o politica. Nel tempo alcuni progetti hanno scelto di non aderire o di uscire.
GEN resta oggi la rete internazionale più consolidata dedicata in modo specifico agli ecovillaggi. Esistono però realtà affini o complementari, come reti nazionali e regionali, oppure network di comunità intenzionali e di transizione, con focus diversi (vedi riquadro rosso qui sotto).
All’interno del movimento c’è anche un dibattito sul peso degli aspetti spirituali: alcune realtà li considerano centrali, altre adottano approcci laici. Questa pluralità è parte della ricchezza, e talvolta della complessità, dell’ecosistema.
Reti nazionali o regionali degli ecovillaggi
- RIVE – Rete Italiana Villaggi Ecologici (Italia): collega ecovillaggi e progetti di comunità, facilita scambi ed eventi sul territorio.
- RIE – Red Ibérica de Ecoaldeas (Penisola Iberica): rete iberica di ecoaldeas e progetti affini, con iniziative di formazione e mappatura.
- GEN Deutschland (Germania): rete nazionale per comunità ed ecovillaggi con attività, reti locali e progetti condivisi.
Reti affini e complementari (focus diversi)
- Foundation for Intentional Community (FIC): risorse, formazione e directory globale sulle comunità intenzionali.
- Transition Network: movimento delle città e comunità di transizione, per azioni locali su clima e resilienza.
- ECOLISE: rete europea che riunisce iniziative comunitarie per clima e sostenibilità, con programmi e advocacy.
- CohoUS – Cohousing Association of the United States: rete e risorse dedicate ai cohousing negli Stati Uniti.
- UK Cohousing Network: supporto, buone pratiche e mappa dei cohousing nel Regno Unito.
Sei mai stato in un ecovillaggio? Vivi in una comunità ecologica o sogni di fondarne una? Scrivici: saremo felici di ascoltare la tua storia e condividerla su Viaggiare con lentezza.

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