Venere acchiappamosche (Dionaea muscipula): come funziona la trappola a scatto

Venere acchiappamosche (Dionaea muscipula): come funziona la trappola a scatto

In foto vedi la Venere acchiappamosche, nome scientifico Dionaea muscipula. È la pianta carnivora a scatto per eccellenza. La “bocca” è una foglia divisa in due valve con ciglia marginali. All’interno ci sono piccoli peli sensoriali. Due tocchi in rapida successione attivano un segnale elettrico che fa chiudere la trappola in frazioni di secondo. Se la preda continua a muoversi, i margini sigillano la camera e la pianta secerne enzimi digestivi che scompongono il corpo dell’insetto. I nutrienti assorbiti servono soprattutto ad apportare azoto e fosforo quando il suolo ne è povero. L’energia arriva sempre dalla fotosintesi.

È originaria delle paludi costiere di North e South Carolina negli Stati Uniti. In Italia non è spontanea, la si incontra in serre e collezioni. Ogni trappola può chiudersi solo alcune volte prima di esaurirsi. La velocità di chiusura dipende da luce e temperatura. In coltivazione preferisce pieno sole, acqua piovana o demineralizzata e un substrato acido e leggero. Non si concima e non si offrono cibi da tavola. Acquistare piante di vivaio aiuta a contrastare il bracconaggio nelle aree d’origine.

foto crediti: MarcosJH (via pixabay)

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