Venere acchiappamosche (Dionaea muscipula): come i peli sensoriali fanno scattare la trappola

Venere acchiappamosche (Dionaea muscipula): come i peli sensoriali fanno scattare la trappola

La pianta in foto è la Venere acchiappamosche. La “bocca” che vedi è una foglia divisa in due valve con ciglia ai margini e peli sensoriali all’interno. Non scatta a caso: ha un sistema di sicurezza. Per chiudersi richiede due tocchi ai peli sensoriali entro pochi secondi. Così evita di sprecare energia con pioggia o detriti. Il segnale corre come un piccolo impulso elettrico lungo la foglia e, in circa 0,1–0,3 secondi, le valve si richiudono. Se la preda continua a muoversi, altri tocchi inducono la chiusura ermetica e la secrezione di enzimi digestivi che sciolgono le parti morbide dell’insetto. La pianta assorbe soprattutto azoto e fosforo; l’energia resta quella fornita dalla fotosintesi.

Ogni trappola può funzionare alcune volte prima di esaurirsi. Il colore interno tende al rosso, che insieme agli odori zuccherini attira le prede. La specie è originaria delle paludi della Carolina, in Nord America. In coltivazione preferisce pieno sole, acqua piovana o demineralizzata e un substrato acido e povero di sali. Non servono concimi e non si offrono cibi da tavola: le trappole sono progettate per piccoli insetti. Curiosità utile: in inverno la pianta entra in dormienza; foglie più piccole e crescita lenta indicano un riposo naturale, non un problema.

foto crediti: Jemma Liggett

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