In questa foto suggestiva di Francesco Ungaro il sole cala dietro i monti, il profilo della torre campanaria si accende e il Ponte Gobbo accompagna lo sguardo fino al cuore di Bobbio. Siamo in Emilia-Romagna, nella Val Trebbia, a circa un’ora da Piacenza.
Bobbio è un borgo che invita a camminare piano tra pietra, acqua e silenzio.
Il Ponte del Diavolo
Il simbolo è proprio il Ponte Gobbo, detto anche Ponte del Diavolo.
Le sue arcate irregolari sembrano onde di sasso. Attraversarlo al mattino presto o al tramonto è un piccolo rito. Sotto scorre il Trebbia, limpido in estate, con pozze dove fare il bagno e spiaggette di sassi dove sdraiarsi con un libro.
D’inverno l’acqua è più scura e il fiume racconta altre storie.
Nel borgo si gira a piedi.
Le vie porticate, il Duomo, il Castello Malaspina Dal Verme e soprattutto l’Abbazia di San Colombano ricordano la storia lunga di questo luogo. Qui, dal VII secolo, i monaci copiavano testi e custodivano saperi. Nella biblioteca si respira ancora quel passato. A pochi passi, piccole botteghe e osterie tengono vivi i sapori locali. Da provare i maccheroni alla bobbiese, fatti a mano con il ferro da calza e conditi con stracotto, e un bicchiere di Gutturnio dei colli piacentini.
Viaggiare a Bobbio significa… scegliere tempi morbidi.
Una passeggiata sull’argine, una sosta in piazza per ascoltare il dialetto, una giornata intera tra il fiume e le ombre del castello.
La luce cambia di continuo e il paese cambia con lei. In primavera il verde risale i versanti, in autunno la valle profuma di legna e di mosto. Si arriva facilmente con bus da Piacenza e non serve l’auto per goderselo.
C’è anche una curiosità che qui si sente spesso ripetere. Molti dicono che questa sia la valle più bella del mondo. Forse è solo una frase romantica, ma a fine giornata, quando rientri sul ponte e vedi il campanile stagliarsi contro il cielo, ti sembra una definizione onesta.
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