Ho usato Strava in viaggio e ora vedo ogni città con occhi nuovi

Viaggiatrice con zaino in montagna che usa l’app Strava sullo smartphone per seguire un percorso escursionistico durante un viaggio lento.

Strava, il social degli sportivi (che piace anche ai viaggiatori lenti)

Magari hai già sentito qualcuno dire “se non è su Strava, non è successo”. Strava è nata come app per tracciare allenamenti di corsa e ciclismo, ma oggi è un vero social network per l’attività fisica, con milioni di utenti nel mondo e decine di sport supportati, dalla camminata al trekking fino allo sci.

Quello che interessa a noi viaggiatori lenti è un’altra cosa: Strava è anche una mappa vivente del movimento umano. Ogni corsa, passeggiata o pedalata diventa una traccia che si sovrappone alle altre, disegnando percorsi reali, usati ogni giorno da chi vive in quel territorio.

In questo articolo vediamo come un’app pensata per gli sportivi può diventare un alleato prezioso per chi viaggia a piedi, in bici o con i mezzi, e vuole esplorare con calma, in sicurezza e con un pizzico di gioco in più.

 

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Cos’è Strava in parole semplici

Strava è un servizio freemium: si può usare gratuitamente per registrare le proprie attività, vedere le mappe dei percorsi, condividere le uscite e seguire altri utenti. Alcune funzioni avanzate, come gli strumenti più evoluti per creare percorsi o analizzare i dati, sono riservate agli abbonati.

Potete usare Strava:

  • con lo smartphone, attivando il GPS e registrando direttamente dall’app
  • collegando un orologio o un ciclo-computer (per esempio Garmin, Suunto, Wahoo e altri) e sincronizzando i dati

Ogni attività salvata genera una mappa, con distanza, dislivello, tempo e, se vuoi, foto e note. I vostri contatti possono mettere “kudos” (l’equivalente dei like) e commentare.

Fin qui è una normale app per allenarsi.

Ma per chi viaggia, queste funzioni diventano uno strumento di esplorazione molto interessante.

 

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Perché Strava è utile in viaggio

1. Scoprire percorsi reali, usati dalla gente del posto

Una delle funzioni più interessanti è il sistema di mappe e percorsi basati sull’attività della comunità. Nella sezione “Routes” potete far generare all’app un itinerario a piedi o in bici in base alla vostra posizione, alla distanza che volete percorrere e al tipo di attività. Strava usa i dati delle tracce registrate dagli utenti e le sue “heatmap” per proporvi i percorsi più frequentati.

Tradotto per un viaggiatore: invece di affidarvi solo a Google Maps, vi fate suggerire i giri e le passeggiate che le persone del posto fanno davvero. In una città nuova può voler dire:

  • evitare stradoni trafficati e scegliere piste ciclabili e parchi
  • scoprire una salita panoramica dove tutti vanno a camminare, o correre, al tramonto
  • individuare una rete di sentieri fuori dal circuito turistico

 

 

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2. Camminare e pedalare con più sicurezza

Strava ha una funzione chiamata Beacon che permette di condividere la vostra posizione in tempo reale con uno o più “contatti di sicurezza”. Chi riceve il link può vedere dove vi trovate durante la camminata o il giro in bici, anche se non ha l’app installata.

Per chi viaggia da solo, soprattutto in zone che non conosce, è un’aggiunta importante:

  • il partner a casa può vedere se siete ancora sul sentiero
  • un amico può capire se siete arrivati a destinazione
  • in caso di imprevisti è più facile farsi localizzare

Ovviamente non sostituisce il buon senso, ma è un tassello in più per viaggiare lento senza ansie inutili.

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3. Tenere un “diario di viaggio” in forma di tracce

Ogni volta che registrate un’attività, Strava salva la mappa del percorso, la distanza, il dislivello, le foto e le vostre note. Con il passare dei giorni, il vostro profilo diventa una specie di diario di viaggio geolocalizzato.

Immaginate un mese di viaggio in bicicletta:

  • ogni tappa è un’attività
  • potete aggiungere una foto del villaggio dove avete dormito
  • potete scrivere nei commenti come vi siete sentiti, cosa avete incontrato, chi avete conosciuto

Al ritorno, vi ritrovate con una raccolta ordinata di mappe e ricordi, che potete riguardare o condividere con chi sta progettando un viaggio simile.

 

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La comunità: club, sfide e “local legend” in chiave lenta

Strava non è solo mappe e dati. È anche una comunità globale di persone che si muovono. Potete seguire amici, ma anche atleti locali, ciclofficine, negozi di bici, gruppi di escursionismo, associazioni.

Per chi viaggia lentamente, questo apre alcune possibilità:

  • cercare club locali nella città dove vi trovate, per unirvi a un’uscita collettiva;
  • scoprire eventi, ciclogiri, “social ride” o passeggiate organizzate;
  • lanciare una piccola sfida privata fra amici in viaggio, per esempio chi fa più chilometri a piedi nella settimana.

Le “challenge” ufficiali di Strava, invece, possono darvi una motivazione in più per camminare invece di prendere sempre i mezzi: magari state partecipando a una sfida mensile di chilometri a piedi, e quel tratto di due fermate di metro diventa finalmente una piacevole passeggiata.

 

 

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Heatmap e privacy: attenzione ai dettagli

La famosa “Global Heatmap” di Strava mostra sul pianeta intero le linee più percorse dagli utenti: un mare di lucine che evidenzia i percorsi più popolari per correre, pedalare e camminare. È uno strumento affascinante, utile anche per i viaggiatori per capire subito quali sono le arterie pedonali e ciclabili di una zona.

Allo stesso tempo, proprio le mappe di calore e le tracce pubbliche hanno sollevato negli anni alcune criticità legate alla privacy, per esempio la possibilità di individuare abitudini di spostamento in luoghi sensibili o isolati.

Prima di usare Strava in viaggio, è quindi importante:

  • rivedere le impostazioni di privacy;
  • oscurare il punto preciso in cui dormite, soprattutto se siete in un piccolo paese o in campagna;
  • decidere se rendere le tracce visibili a tutti, solo ai follower o solo a voi stessi.

Nell’app trovate opzioni per nascondere l’inizio e la fine delle tracce, limitare la visibilità delle attività e controllare cosa appare sul vostro profilo pubblico.

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Versione gratuita o abbonamento? Cosa serve davvero al viaggiatore

La buona notizia è che la versione gratuita basta già per la maggior parte dei viaggiatori:

  • registrate le attività;
  • avete una cronologia delle vostre uscite;
  • potete seguire amici e club;
  • potete usare le funzioni base di ricerca percorsi e mappe.

L’abbonamento aggiunge strumenti più evoluti per:

  • generare percorsi su misura con il route builder
  • avere suggerimenti di itinerari basati sulle heatmap e su algoritmi più avanzati
  • analizzare meglio i vostri dati, se vi interessa anche l’aspetto “allenamento”

Se il vostro obiettivo principale è esplorare lentamente, muovervi in sicurezza e tenere traccia del viaggio, potete tranquillamente iniziare con la versione gratuita e valutare l’abbonamento solo se scoprite di amare anche la parte più sportiva e “nerd” dei dati.

Idee pratiche per usare Strava nel prossimo viaggio

Per chiudere, qualche spunto concreto che potete usare già dalla prossima partenza:

  • In una nuova città, aprite la sezione mappe e lasciate che Strava vi suggerisca un giro a piedi di 5 km al tramonto. Vi porterà quasi sempre in parchi, lungofiumi, percorsi frequentati.
  • Se viaggiate in bici, registrate ogni tappa e annotate nelle note dove avete trovato fontane, piccoli bar, ostelli accoglienti. Il vostro diario servirà a voi e, se volete, anche ad altri viaggiatori.
  • Attivate Beacon quando fate un trekking solitario in una zona che non conoscete, così chi vi aspetta ha un’idea di dove vi trovate.
  • Seguite club locali nella zona in cui state viaggiando: a volte scoprirete pedalate collettive la domenica mattina o camminate serali gratuite.

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Strava come strumento per ripensare il viaggio

Alla fine Strava resta un’app sportiva, con i suoi numeri, record personali e classifiche.

Tuttavia, usata con lo spirito del viaggio lento può diventare un invito a esplorare a piedi e in bici, a conoscere meglio i luoghi che attraversi, a creare una memoria concreta delle strade che avete percorso.

Invece di collezionare solo selfie davanti ai monumenti, potete iniziare a collezionare tracce, percorsi e piccole storie di movimento. La mappa che si riempie pian piano non è più solo quella di un allenamento, ma quella di un modo diverso di abitare il mondo, un passo alla volta.

 

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Strava, Polarsteps e FindPenguins: tre modi diversi di raccontare il viaggio


Nel panorama delle app utili a chi viaggia lentamente, Strava non è l’unico strumento interessante.

Su Viaggiare Con Lentezza abbiamo già parlato di Polarsteps e FindPenguins, due app nate proprio come diari di viaggio digitali. Vale la pena metterle a confronto, perché in realtà non si escludono a vicenda: possono convivere nello stesso smartphone e raccontare il viaggio da punti di vista diversi.

PolarSteps vs FindPenguins: quale scegliere per raccontare i tuoi viaggi? 💪🏻🐧🧭

Strava rimane perfetta per la parte “in movimento”: camminate quotidiane, giri in bici, piccoli trekking, esplorazioni urbane. Le sue mappe e le funzioni di routing si appoggiano ai dati di milioni di attività sportive e ti aiutano a trovare percorsi già testati da chi vive in zona, spesso più sicuri e piacevoli delle semplici indicazioni stradali. In più, la funzione Beacon e le opzioni di privacy la rendono interessante per chi viaggia da solo e vuole farsi seguire a distanza da qualcuno di fiducia.

Polarsteps e FindPenguins giocano un’altra partita.

Entrambe registrano automaticamente l’itinerario su una mappa del mondo e vi permettono di aggiungere foto, brevi testi e momenti significativi del viaggio. Il risultato è un diario molto visivo, pensato per essere sfogliato con calma, condiviso con amici e famiglia e, se volete, trasformato in un libro stampato. È una logica più narrativa che “sportiva”: non vi interessa tanto quanto avete corso o pedalato, ma i luoghi attraversati e le storie che avete vissuto.

Se vi muovete a piedi o in bici, una combinazione possibile è usare Strava per tracciare le singole tappe e avere dati più precisi su distanza, dislivello e tempi, e allo stesso tempo lasciare che Polarsteps o FindPenguins tengano il filo del viaggio nel suo insieme, con le foto, i racconti, le pause lunghe in un luogo che vi ha colpito. In questo modo il profilo Strava diventa la “pelle” del viaggio, fatta di tracce e mappe, mentre il diario su Polarsteps o FindPenguins diventa il cuore emotivo, dove conservate volti, incontri e dettagli.

Un altro elemento che distingue queste app è il tipo di comunità.

Su Strava vi muovete in mezzo a sportivi e persone che usano la bicicletta o la corsa come allenamento e come mezzo quotidiano. Su Polarsteps e FindPenguins, invece, l’attenzione è tutta sui viaggiatori: famiglie in slow travel, interrail, viaggi zaino in spalla, lunghi giri in camper o in treno. Questo cambia il tipo di ispirazione che ricevete: su Strava vi viene voglia di uscire a camminare o pedalare ancora; sulle altre due app vi viene voglia di partire per un nuovo viaggio.

Alla fine la domanda non è “qual è la migliore”, ma “che cosa volete raccontare?”.

Se il vostro obiettivo è esplorare una città a piedi, trovare sentieri battuti e sentirvi un po’ “local”, Strava è un alleato potente.

Se volete custodire e condividere il filo del viaggio nel suo insieme, tappa dopo tappa, allora un’app come Polarsteps o FindPenguins è più adatta. Se vi riconoscete nello spirito del viaggio lento, la risposta più onesta è che usare più di uno di questi strumenti, ognuno per ciò che sa fare meglio, può arricchire moltissimo il modo in cui ricordate e condividete i vostri spostamenti.

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Mi chiamo Anna, sognavo di fare la bibliotecaria ma alla fine mi sono dovuta arrangiare con un noioso lavoro come segretaria di una piccola ditta. Nel tempo libero mi piace camminare per i boschi, leggere libri di storia antica e medievale e tenermi aggiornata sulle novità della scienza.

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