Perché cammino – riflessioni sulla via Francigena

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Cosa aspettarsi sulla via Francigena (e altri lunghi percorsi a piedi)

Perché cammino – Ringrazio il blog per avermi dato la possibilità di condividere alcune riflessioni a caldo della mia esperienza estiva sulla Via Francigena italiana. Non sono né una scrittrice né una camminatrice professionista, anche se svolgo entrambe queste due attività nel tempo libero e con estrema passione. Sono una via di fuga per me. Soprattutto, mi piace camminare: è un valido modo per praticare l’accettazione e rinforzare la propria autostima.

Condivido qui sotto, sperando che sarà utile a qualcuno, delle note che avevo scritto per spiegare (soprattutto a me stessa😅)  le difficoltà di un lungo viaggio a piedi e i motivi per cui, nonostante tutto, vale la pena farlo.

Ci sono molte altre cose che si potrebbero scrivere, ma diventerebbe una lista davvero lunga.

I giorni

Lungo la Via Francigena, dopo aver camminato per settimane, constati che i giorni appaiono tutti uguali, almeno superficialmente. Svegliarsi, fare i bagagli, uscire dalla porta prima dell’alba, camminare e ancora camminare. Poi fermarsi a mangiare. E di nuovo, camminare. Ripetere il tutto, intervallando momenti di riposo. Finché giunge il buio e bisogna trovare un posto per la notte. Quindi ci si fa una doccia (se è disponibile), si lavano i calzini e le mutande, si mangia e si va a dormire.

È così che appare una giornata di cammino. Che sia Santiago de Compostela o la Via Francigena.

Tuttavia ogni giorno sarà anche diverso. OGNI COSA sarà nuova. Le strade cambieranno. Le persone cambieranno, così come le facciate delle case. Cambierà il tempo e saranno diverse anche le sfide. Questi cambiamenti sono uno dei motivi principali che mi spingono ad andare avanti. Ogni angolo nasconde una sorpresa nuova. È la curiosità della mia anima ad alimentare il cammino.

È la curiosità della mia anima ad alimentare il cammino.

Insicurezza

Ci saranno momenti in cui sbaglierai strada e dovrai tornare indietro. Ci saranno altri momenti in cui ti pentirai di aver fatto una determinata scelta e magari ti sentirai insicuro per qualche ragione. Tutte queste esperienze, però, sono sfide che ti aiutano a crescere e rinforzarti.

Il riposo del pellegrino

Ti addormenterai senza sforzo. Appoggerai la testa, e poi ti sveglierai nove ore dopo, senza incubi, senza essere disturbato. Il riposo ristoratore di un pellegrino è qualcosa che solo chi ha vissuto questa esperienza può comprendere. Provare per credere.via francigena, italia, cammini, sentieri

Pensieri

Mentre cammini il presente ti si srotola davanti. Gli obiettivi cominciano a sembrarti lontani, il tempo si dilata, il giorno della settimana, il tuo nome, chi sei – o chi pensavi di essere – non ha più importanza. Accetterai la pioggia. O non la accetterai, ma pioverà comunque.

Sentirsi grati

Anche se prima avevi l’abitudine di essere grato per le cose semplici – acqua calda, un tetto sopra la testa, calzini puliti – queste cose diventeranno una parte proporzionalmente più importante lungo il percorso.

La gratitudine di un pellegrino: un’altra bella cosa che tutti dovrebbero sperimentare almeno una volta nella vita.

Fare affidamento sugli altri

I pellegrini devono imparare a contare sulle altre persone. Le persone che si contrano possono scegliere se aiutare o no e quando lo fanno, il pellegrino ringrazia. Nella loro lingua o nella propria. Ogni gentilezza sarà custodita nel vostro cuore fino a diventare un grosso carico. Quel carico, man mano che cresce, avrà un effetto diretto e inverso.

Ti faranno male i piedi.

Non importa quanta preparazione si ha.

Non importa quanto hai speso per le scarpe, le solette e i calzini: i piedi ti faranno male. E poi, improvvisamente, smetteranno di far male. Questo succederà quando il tuo scopo diventerà chiaro: continuare a camminare. Tutto soltanto per poter dire a se stessi alla fine di avercela fatta, qualunque cosa tu sia riuscito a fare… E che dire del certificato che ricevi quando sarai all’ufficio del pellegrino. Anche se non sei una persona religiosa, potresti trovarti gli occhi inspiegabilmente lucidi quando dirai “sì” all’impiegato che ti chiede se il tuo è stato un viaggio spirituale. Forse realizzi, di aver trovato qualcosa, in questo cammino.

Qualcosa come un senso di pace.

Cammino di Santiago: un passo dopo l’altro per attraversare la Spagna


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About Mika 43 Articles
Viaggiatrice seriale. Se non sono circondata da boschi, foreste e montagne mi vengono le crisi d'ansia. 🤭 Animale preferito: il cavallo. Mi piace leggere libri e scambiarli con gli amici. Infine condividere conoscenze & filosofie alternative con altri spiriti affini. In breve: una ragazza con uno spirito hippie e una forte sete d'avventura.

1 Commento

  1. È un classico! Il cammino? Bellissimo, se non ci pensi troppo ai piedi che urlano e alle facciate di casa che sembrano sempre uguali (anche se ogni angolo promette una sorpresa, ovviamente!). Linsicurezza? Ah, il classico sbaglio stradale che ti rende più forte, insieme al pensiero: Forse sono tornato indietro per sbaglio, eh?. La gratitudine? Aprendi gli occhi dopo 9 ore di riposo ristoratore e ti accorgi che avere un tetto sopra la testa è un miracolo! E poi, come dimenticare la bellezza di affidarsi agli altri, specialmente quando una gentilezza ti carica come un fardello… Ah, la vita di pellegrino! Unavventura, che sia spirituale o solo per far finire di far male ai piedi. Forza, ogni passo conta! 🥾

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