Bambini tolti alla ‘famiglia del bosco’: quando uno stile alternativo diventa un caso nazionale

Casetta rurale tra gli alberi, giochi dei bambini in primo piano e panorama di città, richiamo al caso della famiglia del bosco Abruzzo che vive off grid

Il caso della famiglia del bosco Abruzzo è diventato in pochi mesi uno dei temi più discussi in Italia. Una coppia anglo-australiana che vive nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti, ha visto i propri tre figli allontanati con un provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila.

Viaggiare con lentezza è da sempre interessato agli stili di vita ecologici, rurali e off-grid, ma riteniamo altrettanto centrale la tutela dei diritti dei bambini, dalla salute all’istruzione, fino alla possibilità di creare legami sociali. Questo testo vuole offrire un quadro il più possibile oggettivo per permettere alle persone di farsi un’opinione informata.


Chi è la famiglia del bosco in Abruzzo e cosa sta succedendo davvero

Secondo diversi servizi giornalistici, tra cui RaiNews e Vanity Fair, la famiglia è composta da Catherine e Nathan, di origine anglo-australiana, e dai loro tre figli, una bambina di otto anni e due gemelli di sei. Vivono in un’ex casa colonica immersa nel bosco, in una zona rurale del comune di Palmoli.

La loro scelta dichiarata è quella di una vita neorurale e autosufficiente: niente allaccio alla rete elettrica tradizionale, uso di pannelli solari e fuochi a legna, acqua prelevata da pozzo, servizi igienici a secco. I bambini non frequentano la scuola in modo tradizionale, perché i genitori hanno optato per l’educazione parentale, con un approccio ispirato all’unschooling, sostenendo che i figli sostengono verifiche periodiche presso scuole pubbliche, come raccontato nelle interviste raccolte da Vanity Fair.

Il fascicolo sulla famiglia del bosco in Abruzzo arriva al Tribunale per i minorenni dell’Aquila in seguito a un episodio di intossicazione da funghi che porta la famiglia in pronto soccorso. Da lì parte l’intervento dei servizi sociali e dei carabinieri, che redigono relazioni sulle condizioni abitative e sull’istruzione dei minori, come ricostruito da
Sky TG24 e RaiNews.

Le ragioni del Tribunale per i minorenni

Il 20 novembre 2025 il Tribunale per i minorenni dell’Aquila dispone l’allontanamento dei tre figli dalla casa nel bosco e il loro collocamento in una comunità educativa, dove la madre può restare con loro per un periodo di osservazione. Il provvedimento sospende temporaneamente la responsabilità genitoriale dei genitori e nomina un tutore provvisorio, come riportato dall’agenzia ANSA.

Nelle motivazioni, sintetizzate da RaiNews e da una nota dell’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni rilanciata da ilfattoquotidiano.it, il tribunale parla di rischio per il “diritto alla vita di relazione” dei bambini, oltre che per l’integrità fisica. Al centro non c’è solo il tema della scuola ma anche quello dell’isolamento dai coetanei, delle visite sanitarie ritenute necessarie e delle condizioni di sicurezza e igiene dell’abitazione, descritta come priva di agibilità, bagno interno e impianti certificati.

Secondo la ricostruzione dei magistrati, l’allontanamento sarebbe arrivato dopo oltre un anno di osservazioni, durante il quale i genitori avrebbero in parte disatteso alcune prescrizioni e indicazioni sulle condizioni abitative e sanitarie dei figli. Per l’Associazione dei magistrati minorili, il provvedimento rappresenta una “extrema ratio” assunta per tutelare diritti fondamentali come salute, integrità psicofisica, educazione e possibilità di relazioni con i pari.

La posizione della famiglia e dei sostenitori

Dal lato opposto, i genitori e chi li sostiene raccontano una storia diversa.

In interviste e video raccolti da RaiNews e da Vanity Fair, la famiglia si presenta come un nucleo unito che ha scelto consapevolmente una vita più semplice, a contatto con la natura, per crescere i figli in un ambiente che ritengono più sano rispetto a quello urbano. La casa nel bosco viene descritta come un luogo essenziale ma accogliente, in cui i bambini partecipano alla gestione dell’orto, alla cura degli animali e a un percorso educativo personalizzato.

I genitori contestano alcune descrizioni contenute nelle relazioni dei servizi sociali e nelle motivazioni del tribunale, che definiscono “falsità”, e hanno annunciato ricorso tramite il loro avvocato, come riportato da RaiNews. Sui social network sono nate petizioni a favore della famiglia del bosco Abruzzo e viene organizzata una manifestazione a Roma, di cui dà notizia anche ANSA Abruzzo.

Accanto a chi vede nel provvedimento un eccesso di interventismo dello Stato motivato anche da pregiudizi culturali verso uno stile di vita alternativo, ci sono anche persone che, pur simpatizzando con la scelta ecologista della coppia, esprimono dubbi sulla compatibilità tra quel tipo di vita e alcuni diritti dei minori quando mancano standard minimi di sicurezza, assistenza sanitaria e socialità.

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Lo scontro politico e mediatico

Il caso non è rimasto confinato alla cronaca locale. Secondo le ricostruzioni di RaiNews, la premier Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio hanno discusso del fascicolo, valutando l’invio di ispettori per verificare la gestione del procedimento. Il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di “sequestro” dei bambini, criticando duramente la decisione del tribunale.

Dall’altra parte, l’Associazione Nazionale Magistrati ha invitato governo e opinione pubblica a non strumentalizzare la vicenda, ribadendo che l’intervento nasce da valutazioni tecniche su sicurezza, salute e obblighi legati all’istruzione. Nel frattempo, la presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila è diventata bersaglio di una campagna di insulti e minacce sui social, documentata da testate come la Repubblica, un segnale di come il dibattito pubblico stia assumendo toni molto accesi.

Vivere off-grid con i figli: libertà, limiti e domande aperte

In Italia l’istruzione parentale è legale e regolata da norme specifiche: i genitori devono comunicare ogni anno la propria scelta alle autorità competenti e garantire che i figli sostengano esami di idoneità periodici presso scuole statali o paritarie, come ricordato dal Ministero dell’Istruzione sul portale dedicato all’istruzione parentale (mim.gov.it). Il caso della famiglia del bosco mostra quanto sia delicato l’equilibrio tra questo diritto e il dovere delle istituzioni di intervenire quando ritengono a rischio i diritti fondamentali dei minori.

Dal punto di vista di chi sceglie stili di vita rurali e alternativi, la vicenda solleva interrogativi importanti: come conciliare la ricerca di autosufficienza con le norme su sicurezza, agibilità, visite mediche, istruzione e socializzazione dei bambini. Dal punto di vista delle istituzioni, resta aperta la questione di come valutare situazioni non standard senza giudicarle solo in base alla distanza dai modelli urbani e consumistici dominanti.

Come redazione non possiamo affermare se il provvedimento sia giusto o meno, anche perché molte informazioni restano coperte da riservatezza e conosciamo la storia solo attraverso le lenti dei media. Ci interessa, però, sottolineare che scegliere una vita nel bosco con i figli richiede non solo entusiasmo e ideali, ma anche una grande responsabilità: prendersi cura dell’ambiente, della comunità e delle esigenze concrete dei bambini, fisiche, emotive e relazionali. È su questo terreno che, al di là delle posizioni, il confronto potrebbe diventare davvero utile.

Nel frattempo, la situazione è in evoluzione: gli avvocati lavorano al ricorso, i bambini restano in comunità con la madre per il periodo di osservazione previsto, e il dibattito pubblico continua. Per farsi un’idea più precisa consigliamo di leggere direttamente i servizi delle testate citate, confrontando punti di vista diversi e mantenendo un atteggiamento critico, ma rispettoso delle persone coinvolte.


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About Anna 16 Articles
Mi chiamo Anna, sognavo di fare la bibliotecaria ma alla fine mi sono dovuta arrangiare con un noioso lavoro come segretaria di una piccola ditta. Nel tempo libero mi piace camminare per i boschi, leggere libri di storia antica e medievale e tenermi aggiornata sulle novità della scienza.

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