Nel sud dell’Islanda, all’interno della riserva naturale di Fjallabak, Landmannalaugar accoglie i visitatori con montagne di riolite dai colori irreali, prati muschiosi e fumarole che disegnano pennacchi di vapore sul paesaggio. Siete nel cuore degli altipiani islandesi, in una delle aree più spettacolari del paese, punto di partenza di celebri trekking come il Laugavegur e luogo ideale per scoprire il volto più selvaggio dell’Islanda.
Il nome Landmannalaugar significa “le piscine dei contadini” e rimanda alle sorgenti calde naturali in cui, un tempo, i pastori venivano a riposare dopo la transumanza. Oggi gli escursionisti continuano questa tradizione: dopo una giornata sui sentieri, immergersi nelle acque termali all’aperto è uno dei momenti più memorabili del viaggio.
Dove si trova Landmannalaugar e come raggiungerla
Landmannalaugar si trova negli altipiani interni del sud dell’Islanda, a nord del grande vulcano Hekla. È raggiungibile solo in estate, quando le piste sterrate ad alta quota (le cosiddette F-roads) sono aperte. Per orientarvi potete cercare “Landmannalaugar” direttamente su Google Maps, così da visualizzare rifugio, area campeggio e parcheggi.
Chi viaggia in auto deve tenere presente che per accedere alle F-roads è richiesto un veicolo 4×4 e che molte compagnie di noleggio vietano la guida su certe piste con auto non adatte. Prima di partire è consigliabile controllare le condizioni delle strade sul sito dei trasporti islandesi e gli avvisi di sicurezza su Safetravel. In alternativa, vari operatori organizzano bus di linea e tour guidati da Reykjavík e da altre località del sud.
Un’area protetta da rispettare
Landmannalaugar si trova nella Fjallabak Nature Reserve, una zona protetta gestita dall’Agenzia per l’Ambiente islandese. Questo significa che è importante rimanere sempre sui sentieri segnati, non calpestare i delicati tappeti di muschio e riportare con voi ogni rifiuto. Le informazioni ufficiali su regolamenti, campeggio e rifugi sono disponibili sul sito dell’Agenzia per l’Ambiente islandese e sui portali turistici nazionali come Visit Iceland.
Un paesaggio di riolite, lava e vapore
Il fascino di Landmannalaugar nasce dall’incontro tra la riolite, una roccia vulcanica chiara, e la forte attività geotermica. I versanti delle montagne si tingono di arancione, ocra, verde e rosa, mentre i depositi di zolfo e di altri minerali aggiungono sfumature gialle e blu. Qua e là si vedono colate di lava scura e tubi di lava ricoperti di muschio, che creano un contrasto ancora più spettacolare.
Camminando lungo il sentiero, come nella foto, vi trovate immersi in un paesaggio quasi surreale: il terreno morbido, le lingue di neve che resistono anche in piena estate, il vapore che sale dalle colline. L’atmosfera è silenziosa e spesso il vento è l’unico rumore, interrotto solo dal passo degli escursionisti e dal gorgoglio di corsi d’acqua che scendono verso la valle.
Trekking e attività a Landmannalaugar
Landmannalaugar è conosciuta soprattutto come punto di partenza del Laugavegur, il trekking di più giorni che collega gli altipiani fino a Þórsmörk. Anche se non avete tempo per un itinerario lungo, potete esplorare la zona con bellissime escursioni ad anello o andata e ritorno: salite su Bláhnúkur, il “monte blu” di riolite scura, o raggiungete la cima di Brennisteinsalda, dove le fumarole e i colori minerali sono ancora più intensi.
Chi preferisce camminate più tranquille può scegliere percorsi brevi che attraversano campi di lava e zone geotermiche, con rientro al rifugio nel giro di poche ore. All’ufficio informazioni del campeggio trovate mappe aggiornate, consigli sui livelli di difficoltà e, spesso, indicazioni sulle condizioni dei sentieri giorno per giorno.
Suggerimenti pratici per la vostra escursione
Portate abbigliamento a strati, giacca impermeabile e pantaloni resistenti al vento: negli altipiani il tempo cambia rapidamente e può fare freddo anche in luglio o agosto. Un buon paio di scarponi da trekking è indispensabile, perché i sentieri possono essere fangosi, ripidi o attraversare nevai residui. Non dimenticate una mappa, acqua, snack energetici e, se pensate di usare le sorgenti calde, costume, asciugamano e un sacchetto per riporre gli indumenti bagnati.
È sempre consigliabile verificare previsioni meteo e condizioni delle piste prima di entrare negli altipiani, consultando i servizi meteorologici islandesi e i siti dedicati alla sicurezza in montagna. In questo modo potete adattare il vostro programma e scegliere il giorno migliore per esplorare Landmannalaugar.
Le sorgenti calde di Landmannalaugar
Dopo ore di cammino tra montagne colorate e campi di lava, la ricompensa è un bagno nelle sorgenti calde vicino al rifugio. Qui un ruscello naturale viene alimentato da acqua geotermica e da acqua fredda, creando un piccolo corso d’acqua dove la temperatura è piacevole per rilassarsi. L’ambiente è semplice e naturale: non ci sono grandi strutture, ma solo passerelle in legno e punti dove potete sedervi o sdraiarvi nel fiume caldo.
L’esperienza di immergersi nell’acqua fumante mentre il vento soffia sugli altipiani e il cielo cambia colore è una delle immagini più forti che molti viaggiatori portano con sé dall’Islanda. È un modo per sentirsi parte di un paesaggio ancora in formazione, modellato continuamente da vulcani, ghiaccio e pioggia.
Perché includere Landmannalaugar nel vostro viaggio in Islanda
Landmannalaugar è una tappa che arricchisce qualsiasi itinerario in Islanda, soprattutto se amate l’escursionismo e i paesaggi poco frequentati. Qui potete allontanarvi dalla costa e sperimentare l’atmosfera degli altipiani interni, dove le strade finiscono e rimangono solo sentieri e piste sterrate. Le montagne di riolite, le sorgenti calde e la luce che cambia continuamente creano uno scenario che difficilmente troverete altrove.
Che scegliate un trekking di più giorni o una semplice passeggiata di poche ore, la camminata tra le colline colorate di Landmannalaugar rimane spesso uno dei ricordi più intensi di un viaggio in Islanda. È un luogo che invita a rallentare, osservare e ascoltare, lasciando al paesaggio il tempo di raccontare la propria storia.
Foto di armelle renard (Pixabay)
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