Momo, creatura indimenticabile nata dalla fantasia di Michael Ende, è una bambina che appare un giorno ai margini di una grande città e si sistema a vivere nelle rovine di un anfiteatro. Non sa dire con precisione quanti anni ha, non ricorda i genitori, non possiede nulla di prezioso. Indossa abiti logori e troppo grandi, ma ha uno sguardo limpido e curioso che colpisce subito chi la incontra.
Gli abitanti del quartiere, gente semplice, le portano qualcosa da mangiare e la accolgono come una di famiglia. Scoprono presto che Momo ha un dono raro: sa ascoltare. Quando qualcuno si siede accanto a lei sui gradini e le racconta le proprie preoccupazioni, non riceve consigli facili, ma ritrova dentro di sé le risposte. Accanto a Momo i litigi si sciolgono, le idee tornano chiare, perfino i bambini inventano giochi nuovi.
Questo fragile equilibrio viene minacciato dall’arrivo dei Signori Grigi, misteriosi agenti del risparmio di tempo che convincono tutti a correre di più, lavorare di più, vivere di meno. Solo Momo si accorge che qualcosa non va. Con l’aiuto di Mastro Hora, il signore del tempo, e della tartaruga Cassiopea, decide di affrontare i Signori Grigi e di restituire agli uomini il tempo rubato.
Momo Michael Ende è quindi molto più di una semplice protagonista di romanzo. È un simbolo di ascolto, amicizia e lentezza in un mondo che corre troppo. Attraverso di lei voi lettori potete riconoscere le vostre paure e il vostro desiderio di tempo vero, non misurato solo dall’orologio, ma fatto di sguardi, parole e silenzi condivisi.
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