Nel romanzo Momo di Michael Ende i Signori Grigi sono figure misteriose che compaiono all’improvviso nella città. Indossano tutti lo stesso completo grigio, la stessa bombetta scura e portano sempre con sé un piccolo sigaro da cui esce un fumo freddo. A prima vista sembrano impiegati qualunque, ma in realtà sono emissari di una banca speciale che traffica in qualcosa di molto prezioso: il tempo degli esseri umani.
I Signori Grigi convincono le persone che la vita è uno spreco di minuti e ore. Suggeriscono di smettere di giocare con i figli, di parlare con gli amici, di coltivare passioni, perché tutto questo “non rende”. Promettono che, risparmiando tempo e depositandolo nella loro Cassa di Risparmio del Tempo, un giorno si avrà una vita migliore, più ricca e più libera. In realtà si tratta di una grande truffa. Il tempo “risparmiato” viene rubato, congelato e trasformato nel fumo che alimenta l’esistenza stessa dei Signori Grigi.
Questi personaggi vivono solo grazie al tempo degli altri. Per questo hanno sempre fretta, sono incapaci di provare emozioni vere e temono profondamente tutto ciò che è gratuito, come il gioco, l’amicizia, l’arte. Dove passano loro, la città si riempie di persone nervose, produttive ma infelici, che non sanno più perché lavorano tanto.
I Signori Grigi rappresentano la parte della nostra società che misura tutto in termini di efficienza, guadagno e successo. Attraverso di loro Ende mostra cosa succede quando il tempo non viene più vissuto, ma solo calcolato. La battaglia di Momo contro i Signori Grigi è allora la difesa di un tempo umano, fatto di ascolto, lentezza e relazioni reali, che nessuna banca dovrebbe poter comprare.
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