Perché amiamo i personaggi che diventano cattivi (da Star Wars a Breaking Bad)

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Da Michael Corleone a Walter White: la Wandlung zum Bösen nel cinema e nelle serie

Molte delle serie TV e dei film moderni che guardiamo ci mettono in una posizione un po’ strana: finiamo a fare il tifo per personaggi dalla moralità, diciamo, discutibile. Sono persone che compiono cose atroci, prendono decisioni orribili, mandano in frantumi vite e città… eppure, se perdono o succede loro qualcosa di brutto, ci dispiace. A volte speriamo persino che riescano a farla franca. Gli sceneggiatori sono così bravi a portarci dalla loro parte che ci ritroviamo a supportare i “malvagi” molto più spesso di quanto vorremmo ammettere.

Ci avete mai pensato?

C’è una parola tedesca che sembra partorita da un filosofo con la passione per i drammi esistenziali, ma in realtà descrive benissimo un sacco di film e serie che amate: Wandlung zum Bösen. Letteralmente significa “trasformazione verso il Male”. Ed è, in pratica, il viaggio di un personaggio che parte “normale” o addirittura positivo e finisce dall’altra parte della barricata.

Smontiamo un attimo questa espressione:

  • Wandlung: trasformazione, cambiamento, mutazione.
  • zu: “verso”.
  • dem: articolo determinativo al dativo, “al/verso il”.
  • Böse: il Male, con la M maiuscola, quasi una forza autonoma.

Messa insieme, abbiamo quindi una “trasformazione verso il Male”. Non indica solo il fatto di diventare cattivi in modo generico, ma un percorso, un movimento, un arco narrativo che porta un personaggio a scivolare lentamente nel lato oscuro.

Perché questo tema ci affascina così tanto? Perché è spesso più interessante seguire qualcuno che scende i gradini della moralità, invece di guardare l’ennesimo eroe irreprensibile. La Wandlung zum Bösen ci attira perché suggerisce una verità scomoda: tra noi e il “cattivo” non c’è un muro, ma una scala. E certi film ce la mostrano gradino per gradino.

In questo viaggio cinematografico daremo un’occhiata a come il cinema e le serie, da Il Padrino, a Star Wars, da Taxi Driver, a Breaking Bad, hanno messo in scena questa discesa verso il male, facendoci spesso arrivare al punto di fare il tifo per chi, sulla carta, è il “cattivo”.

Che cos’è la “Wandlung zum Bösen”

Dal punto di vista narrativo, la Wandlung zum Bösen è un certo tipo di arco di trasformazione del personaggio: invece di crescere in saggezza e virtù, il protagonista o un personaggio centrale intraprende un viaggio al contrario, diventando più cinico, violento, egoista o totalmente amorale.

Spesso non inizia come “mostro”. All’inizio è:

  • un idealista deluso,
  • un bravo ragazzo schiacciato dalle circostanze,
  • un professionista frustrato,
  • un individuo solitario che cerca un senso.

Il punto è che noi spettatori siamo invitati a identificarci con lui in quella fase iniziale. Ci rivediamo nei suoi problemi e nelle sue ferite. È da lì che parte il viaggio verso il Male.


Quando i buoni smettono di esserlo: esempi dal cinema e dalle serie 🎥🦹🏻


Michael Corleone | Il Padrino

All’inizio de Il Padrino, Michael è il figlio “pulito” dei Corleone. È stato in guerra, vuole una vita normale, lontana dagli affari di famiglia. Al matrimonio, è quello che racconta alla fidanzata i segreti della famiglia come se stesse parlando di qualcun altro: “questa è la mia famiglia, non sono come loro”.

Alla fine, Michael diventa il Padrino. Freddo, spietato, capace di ordinare la morte persino del cognato e di chiunque intralci la famiglia. La sua Wandlung zum Bösen è un esempio perfetto di come un personaggio possa passare dal ruolo di outsider moralmente pulito a boss criminale.

Trigger della trasformazione: l’attentato al padre, il carico di responsabilità sulla famiglia, la scoperta di essere incredibilmente bravo a gestire il potere e la violenza.

Momenti di soglia: l’omicidio premeditato al ristorante e il montaggio del battesimo, in cui Michael diventa “padrino” in chiesa mentre ordina una serie di esecuzioni. Da “non sono come loro” a “sono il migliore tra loro”.

Anakin Skywalker e Darth Vader | Star Wars

Anakin parte come ragazzo talentuoso e idealista nell’universo di Star Wars: vuole portare equilibrio nella Forza, salvare chi ama, dimostrarsi all’altezza. È emotivo, impulsivo, ma non nasce cattivo.

La sua trasformazione in Darth Vader è una delle più celebri Wandlung zum Bösen della storia del cinema: da cavaliere Jedi a braccio destro dell’Impero, da eroe tragico a icona del Male in armatura nera.

Trigger della trasformazione: paura ossessiva di perdere Padmé, manipolazione di Palpatine, frustrazione per le rigide regole dell’Ordine Jedi, ego ferito e convinzione di essere sottovalutato.

Momenti di soglia: la strage nel Tempio Jedi, inclusi i giovani Padawan, segna il punto in cui Anakin supera un limite irreversibile. L’inginocchiarsi davanti a Palpatine e il giuramento di fedeltà al futuro Imperatore sanciscono la nuova identità. Da lì in poi, nella trilogia originale, vediamo il risultato finale di quella Wandlung: Vader come antieroe tragico e temibile che, solo alla fine, troverà una forma di redenzione.

Walter White | Breaking Bad

In Breaking Bad, Walter White parte come professore di chimica sottopagato e malato di cancro. Vuole solo mettere da parte dei soldi per la famiglia. O almeno questa è la storia che racconta a se stesso e a noi.

Alla fine abbiamo Heisenberg, signore della droga egocentrico, capace di sacrificare chiunque pur di tenere in piedi il proprio impero. Il viaggio di Walter è un manuale di Wandlung zum Bösen puntata dopo puntata.

Trigger della trasformazione: malattia, frustrazione, risentimento verso un sistema che l’ha “messo da parte”, scoperta di essere eccezionalmente bravo in qualcosa di molto illegale.

Momenti di soglia: quando lascia morire Jane senza intervenire, Walter supera un confine morale enorme. Il celebre “I am the one who knocks”  è la dichiarazione definitiva della sua nuova identità: non è più un uomo normale in una situazione estrema, è lui stesso il pericolo.

minifigure Lego in tuta arancione davanti a uno sfondo di cristalli blu, ispirata al personaggio di Walter White di Breaking Bad

Harvey Dent – Il cavaliere oscuro

In Il cavaliere oscuro, Harvey Dent è il “cavaliere bianco” di Gotham: procuratore integerrimo, simbolo di speranza, alternativa legale a Batman. L’uomo che può cambiare davvero le cose.

Dopo il trauma che lo sfigura e la morte di Rachel, Dent diventa Two-Face, un antieroe vendicativo che affida la giustizia a una moneta. Non è più la legge a guidarlo, ma il caso e il desiderio di vendetta.

Trigger della trasformazione: tradimento percepito, dolore personale, crollo totale della fiducia nel sistema che difendeva.

Momenti di soglia: l’omicidio del poliziotto corrotto e la decisione di far decidere alla moneta la sorte delle persone. Da difensore dell’ordine a giudice spietato che usa il caos come regola.

Nina | Black Swan

In Black Swan, Nina è una ballerina perfezionista, controllata, quasi infantile nel rapporto con la madre. Vuole essere perfetta, compiacere tutti e aderire all’immagine di “brava ragazza disciplinata”.

La sua Wandlung zum Bösen non è tanto verso il male esterno, ma verso se stessa. Per incarnare il Cigno Nero, Nina libera pulsioni represse, aggressività, sensualità, fino a distruggere i confini tra realtà e allucinazione.

Trigger della trasformazione: pressione artistica estrema, repressione emotiva, competizione con Lily, convinzione di dover “uccidere” la parte buona e controllata di sé per diventare un’artista completa.

Momenti di soglia: la scena in cui “si stacca” dal proprio riflesso nello specchio e l’aggressione alla presunta rivale. Da quel momento non c’è più un chiaro dentro/fuori: Nina ha attraversato il proprio limite.

Light Yagami | Death Note

Nell’anime e manga Death Note, Light Yagami è, all’inizio, uno studente modello, intelligente e indignato per l’ingiustizia del mondo.

Quando trova il quaderno che può uccidere chiunque semplicemente scrivendone il nome, Light inizia come giustiziere “contro il crimine”, ma finisce come Kira, figura quasi divina e totalmente priva di empatia.

Trigger della trasformazione: potere assoluto senza controlli, senso di superiorità morale, convinzione di sapere chi merita di vivere e chi no.

Momenti di soglia: il passaggio dall’uccidere criminali a eliminare anche gli innocenti che lo indagano. Quando sacrifica legami e identità pur di continuare a essere Kira, la Wandlung è completa.

Travis Bickle | Taxi Driver

In Taxi Driver, Travis Bickle è un reduce del Vietnam che lavora come tassista a New York. È solitario, insonne, alienato da una città che percepisce come marcia. All’inizio è “solo” un tipo disturbato, un outsider che osserva il degrado e ne rimane ossessionato.

La sua trasformazione lo porta a diventare un potenziale assassino politico e poi un vigilante violento. Travis non parte come eroe, ma la Wandlung zum Bösen è chiara: dalla frustrazione muta passa all’azione armata.

Trigger della trasformazione: solitudine estrema, rifiuto da parte degli altri (come la fallita storia con Betsy), senso di impotenza di fronte alla violenza e alla corruzione, alienazione urbana.

Momenti di soglia: l’allenamento ossessivo, la famosa scena allo specchio (“You talkin’ to me?”) e l’acquisto delle armi segnano il punto di non ritorno. Travis si auto-costruisce come giustiziere e decide che sarà lui a “ripulire” la città, a qualsiasi costo.

Jack Torrance | Shining

In Shining, Jack Torrance arriva all’Overlook Hotel come scrittore in crisi ma ancora “funzionante”: vuole rimettersi in sesto, lavorare in pace, stare con la famiglia. È irritabile, fragile, con un passato di alcolismo, però all’inizio è ancora riconoscibile come un uomo comune che prova a ripartire.

La sua Wandlung zum Bösen passa per una lenta erosione: l’isolamento, le pressioni economiche, il blocco creativo e soprattutto l’influenza dell’hotel minano ogni freno inibitore. Jack comincia a scivolare dal malumore alla paranoia, dalla frustrazione alla violenza aperta.

Trigger della trasformazione: solitudine estrema, sensazione di fallimento personale, dipendenza dall’alcool che torna a bussare, presenza “malata” dell’Overlook che sembra amplificare il suo lato peggiore.

Momenti di soglia: la scena in cui conversa al bar con Lloyd, il barman “fantasma”, e quella in cui attacca Wendy con la mazza sono i punti in cui capiamo che Jack non è più solo un uomo stressato. Ha attraversato la linea, e il Jack che inseguiva il figlio nel labirinto non ha più niente del padre che era arrivato in montagna per ricominciare.

Rooney | Ballerina (John Wick Universe)

In Ballerina, ambientato nell’universo di John Wick, Rooney è una giovane ballerina cresciuta nella scuola della Ruska Roma. La sua vita è fatta di disciplina, addestramento e dolore, ma all’inizio la vediamo ancora come un’allieva che si muove a metà fra il palco e il mondo dei sicari, non completamente “attivata” come arma vivente.

Quando la sua famiglia viene sterminata, Rooney smette di essere una semplice pedina dell’organizzazione e decide di usare tutte le abilità che ha imparato per una vendetta personale. La Wandlung zum Bösen qui è legata alla scelta consapevole di abbracciare fino in fondo la violenza di quel mondo, invece di limitarla al “lavoro” controllato che le hanno insegnato.

Trigger della trasformazione: la strage che colpisce la sua famiglia, la consapevolezza di essere stata cresciuta in un sistema che usa le persone come armi, il rifiuto di restare solo una ballerina addestrata a obbedire.

Momenti di soglia: quando Rooney decide di tornare alla Ruska Roma per chiedere il permesso di vendicarsi e quando compie i primi omicidi “per conto proprio”, non più come esecutrice al servizio di altri. In quel momento non è più una ragazza addestrata alla violenza: è lei stessa a scegliere di diventare il fulcro della propria vendetta.


Come funziona davvero una Wandlung zum Bösen 🎩


Se si guarda con un po’ di attenzione, la Wandlung zum Bösen non è mai un colpo di scena improvviso.

È più simile a una serie di micro-scarti, quasi impercettibili, che però messi in fila portano lontanissimo dal punto di partenza. Michael, Walter, Anakin, Travis e gli altri non si svegliano cattivi una mattina: cominciano con qualcosa che, all’inizio, sembra persino ragionevole.

Quasi sempre c’è una buona intenzione dichiarata: proteggere la famiglia, sopravvivere, salvare qualcuno, ripulire il mondo, dimostrare il proprio valore. È il “lo faccio per una giusta causa” che rende difficile condannarli subito. Da lì partono i piccoli aggiustamenti morali: una bugia, un gesto violento “giustificato”, una scelta un po’ sporca che però “era necessaria”. Il primo gradino della scala è quasi sempre presentato come eccezione.

Il problema è che, una volta fatto il primo passo, il secondo arriva con meno resistenza. Ci si abitua all’idea di poter oltrepassare il limite ogni tanto, poi un po’ più spesso, poi quando serve. La violenza diventa routine, il potere un’abitudine. Gli altri smettono di essere persone e diventano ostacoli, pedine, danni collaterali. A un certo punto il protagonista non si vede più come “uno che ogni tanto esagera”, ma come qualcun altro: il Padrino, Darth Vader, Heisenberg, Kira.

E noi spettatori, nel frattempo, dove siamo? Nella sua testa. La storia ci ha portato così vicino al suo punto di vista che, quando compie qualcosa di inaccettabile, una parte di noi pensa ancora “capisco perché l’ha fatto”. È lì che la Wandlung zum Bösen diventa davvero disturbante: non solo perché mostra la caduta del personaggio, ma perché ci mostra quanto facilmente il pubblico, passo dopo passo, finisce quasi a fare il tifo per lui.


Gli eroi che restano buoni: perché spesso ci affascinano meno


Per contrasto, pensiamo a personaggi come John McClane di Trappola di cristallo. Ironico, stanco, con problemi personali, ma sostanzialmente buono dall’inizio alla fine. Fa battute, si fa male, sanguina, ma resta sempre dalla parte “giusta”.

Tanti eroi action e molti supereroi classici seguono questa linea: vengono messi alla prova, soffrono, ma non compiono una vera Wandlung zum Bösen. Al massimo oscillano tra fiducia e dubbio, non tra bene e male.

Narrativamente, le cadute nel male sono spesso più magnetiche perché:

  • l’arco del personaggio è più ampio, da A a Z invece che da A ad A;
  • c’è un mistero psicologico: quando esattamente ha “rotto” qualcosa dentro di sé;
  • c’è il brivido del tabù, vedere qualcuno fare quello che noi non possiamo permetterci;
  • c’è la domanda scomoda: quanto mi ci rivedo, prima della caduta?

Gli eroi “statici” ci rassicurano, ma le Wandlung zum Bösen ci mettono in crisi. E una storia che mette in crisi, a livello cinematografico, di solito è quella che ci resta in testa.


Per concludere: perché ci ossessiona la caduta nel male 🔍🕵🏻‍♂️

Se siamo così affascinati dalla Wandlung zum Bösen, probabilmente è perché queste storie non parlano solo dei personaggi, ma anche di noi. Ci ricordano che il confine tra bene e male non passa tra “noi” e “loro”, ma attraversa ogni persona.

Il cinema e le serie funzionano come un laboratorio emotivo in cui possiamo osservare, in sicurezza, come una persona possa cambiare fino a diventare quasi irriconoscibile. E la cosa più inquietante è che quasi sempre si parte da qualcosa di comprensibile: amore, paura, senso di giustizia, desiderio di riconoscimento.

Forse è per questo che continuiamo a guardare e riguardare la trasformazione di Michael Corleone, il crollo di Anakin Skywalker, la metamorfosi di Walter White, la discesa nella violenza di Travis Bickle. Non vogliamo solo sapere “come va a finire”, vogliamo capire quanto quel viaggio assomigli al nostro, se spinto all’estremo.

In fondo, forse ci affascina il Male proprio perché parte quasi sempre da qualcosa di molto umano. E le storie che amiamo di più sono quelle che hanno il coraggio di mostrarcelo, senza filtri, sugli schermi del cinema e nella nostra testa.

 

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Mi chiamo Davide. Sin da sempre ho coltivato uno spirito indipendentista e ribelle che mi ha spinto a lavorare come programmatore in modalità remota. Oltre alla mia passione per il coding, mi dedico alla fotografia nel mio tempo libero e naturalmente adoro il cinema. Amo immergermi nell'atmosfera dei concerti (adoro la musica dal vivo e l'energia che si sprigiona da essi). Faccio migliaia di altre cose, ma sarebbe impossibile scriverle tutte qui!

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