Nuuk in marcia: perché in Groenlandia si protesta contro le pressioni degli USA

Nuuk in marcia: perché in Groenlandia si protesta contro le pressioni degli USA

A Nuuk migliaia di persone sfilano con le bandiere groenlandesi contro le pressioni USA.

In primo piano vedete un corteo che attraversa una strada invernale: persone di età diverse camminano insieme, molte con la bandiera della Groenlandia (bianco e rosso) e qualche cartello. Sullo sfondo ci sono rocce scure coperte di neve e alcuni edifici. È una manifestazione pubblica, con un’atmosfera composta e determinata.

A Nuuk, in questi giorni, molte persone stanno protestando contro le pressioni degli Stati Uniti per un’ipotetica acquisizione della Groenlandia. Lo slogan più ripreso è “Greenland is not for sale”.

Perché si protesta in Groenlandia in questi giorni

La miccia è politica e geopolitica. A gennaio 2026 Donald Trump ha rilanciato con forza l’idea che gli USA debbano ottenere il controllo della Groenlandia, presentandola come una priorità di sicurezza nazionale. In varie dichiarazioni pubbliche, la questione è stata accompagnata da minacce di misure economiche verso Paesi europei e, in alcuni passaggi, da toni che hanno fatto temere un’escalation.

Per molti groenlandesi il punto non è solo “con chi stare”, ma il principio: non essere trattati come una merce o come una pedina. Per questo le manifestazioni di Nuuk hanno assunto un valore simbolico forte, con bandiere nazionali in evidenza e un messaggio chiaro sulla sovranità e sull’autodeterminazione.

Il contesto: autonomia dalla Danimarca e diritto di scegliere il proprio futuro

La Groenlandia è un territorio autonomo all’interno del Regno di Danimarca. Questo significa che molte decisioni interne vengono prese a Nuuk, mentre la Danimarca mantiene competenze su difesa e parte della politica estera. Dal 2009, con l’atto di autogoverno, esiste anche un percorso formale verso l’indipendenza: servono passaggi politici interni e un referendum, seguiti da un negoziato con la Danimarca.

In pratica, quando dall’esterno arriva l’idea di “comprare” o “prendere” la Groenlandia, la risposta si intreccia con un tema già presente da anni: come e quando rafforzare ulteriormente l’autonomia, e con quali garanzie economiche e sociali.

Perché gli USA guardano alla Groenlandia

La Groenlandia è al centro dell’Artico, una regione sempre più strategica per rotte, sicurezza e presenza militare. Gli Stati Uniti hanno già una presenza militare nel nord-ovest dell’isola (Pituffik Space Base, ex Thule), legata anche a funzioni di sorveglianza e difesa. Inoltre, nel dibattito internazionale ricorre spesso il tema delle risorse: minerali critici e accesso a nuove aree, con tutte le implicazioni ambientali del caso.

Questi elementi spiegano l’interesse geopolitico, ma non rendono “normale” l’idea di un cambio di sovranità. È proprio qui che nasce lo scontro: sicurezza e strategie globali da una parte, identità, diritti e autodeterminazione dall’altra.

Se state programmando un viaggio

Le manifestazioni a Nuuk sono state presentate come pacifiche, ma l’attenzione mediatica può cambiare rapidamente il clima in città. Se vi trovate sul posto, rispettate eventuali deviazioni, evitate foto invadenti durante i cortei e seguite gli aggiornamenti locali. Un buon approccio è ascoltare e fare domande con tatto, senza dare per scontato che “sia solo geopolitica”.

Fonti utili per approfondire

foto crediti: Peter Platou

Immagine tratta da 👇🏻

Non si può comprare la Groenlandia | il discorso di Tillie Martinussen 🏞️

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