Il Cammino dei Briganti è uno dei percorsi più interessanti dell’Appennino centrale per chi cerca natura, borghi veri e un ritmo più umano. Si sviluppa tra Abruzzo e Lazio, attraversa zone di confine che in passato separavano lo Stato Pontificio dal Regno Borbonico, e oggi unisce boschi, vallate, sentieri ben segnati e piccoli paesi dove il rapporto con chi passa è ancora semplice e diretto. Il Cammino dei Briganti non è lunghissimo, ma non va preso alla leggera: i chilometri si gestiscono bene, però alcune giornate richiedono fiato, attenzione e una minima preparazione.
CdB in breve 🔍
108 km totali, 7 tappe, partenza e arrivo a Sante Marie, quote medie tra circa 800 e 1300 metri, con un passaggio più impegnativo nella zona del Lago della Duchessa. È un cammino ad anello, quindi la logistica è più semplice rispetto ad altri percorsi lineari.
“Il brigantaggio” da cui il nome del cammino non è semplice folklore da cartolina, ma piuttosto parte di una memoria di frontiera fatta di ribellione, durezza, spostamenti tra vallate e vita in territori isolati. Camminando, questa dimensione storica resta sullo sfondo senza appesantire il viaggio, e lascia spazio a quello che conta davvero per chi parte oggi: sentieri, ospitalità diffusa, silenzio, acqua da rifornire, posti dove fermarsi e una buona organizzazione prima di mettersi in cammino.
Le tappe del Cammino dei Briganti
| Tappa | Percorso | Km | Tempo indicativo |
|---|---|---|---|
| 1 | Sante Marie – Santo Stefano | 6 km | 3 h |
| 2 | Santo Stefano – Nesce | 13,9 km | 5 h 30 |
| 3 | Nesce – Corvaro | 15,5 km | 6 h |
| 4 | Corvaro – Cartore | 15,3 km | 7 h |
| 5 | Cartore – Rosciolo – Massa d’Albe | 15 km | 6 h |
| 6 | Massa d’Albe – Magliano – Casale Le Crete | 19 km | 6 h 30 |
| 7 | Casale Le Crete – Sante Marie | 21 km | 6 h 30 |
La prima giornata è volutamente corta. Serve a raggiungere Santo Stefano senza fretta, soprattutto se arrivate da lontano e iniziate a camminare dopo il viaggio. La seconda tappa entra meglio nel carattere del percorso: si passa nella Val de Varri, uno dei tratti meno turistici, e si arriva a Nesce, borgo che conserva ancora un’atmosfera molto raccolta.
La parte centrale è quella da guardare con più attenzione quando si leggono resoconti meno recenti. Oggi il percorso passa da Nesce a Corvaro e poi da Corvaro a Cartore, con il passaggio nella zona del Lago della Duchessa. Questo rende il cammino più continuo e più itinerante. In pratica, la montagna non è più un’aggiunta laterale da valutare a parte, ma diventa il cuore di una delle giornate più forti di tutto il percorso. È anche il momento in cui conviene essere onesti con la propria forma fisica.
Dopo Cartore, la quinta tappa porta verso Rosciolo e poi Massa d’Albe, tra paesi, salite più regolari e una delle zone che meglio raccontano la relazione tra il cammino e i borghi appenninici. La sesta giornata passa da Alba Fucens e Magliano de’ Marsi, quindi aggiunge anche una componente storico-archeologica molto interessante. L’ultima tappa è lunga, ma ha un buon ritmo e riporta a Sante Marie chiudendo davvero il senso dell’anello.
Novità recenti 📣
Per la stagione 2026 il sito ufficiale del Cammino dei Briganti è stato rinnovato ed è disponibile anche in inglese. La novità più concreta, però, riguarda il tracciato centrale: il cammino è stato reso più itinerante, con una nuova organizzazione delle tappe tra Nesce, Corvaro, Lago della Duchessa e Cartore. Inoltre è stato annunciato il progetto vincitore della futura scultura simbolica del cammino, pensata per diventare uno dei suoi punti riconoscibili.
Consigli pratici prima di partire
Il senso consigliato è quello orario. Il tracciato è segnato con segni bianco-rossi e targhette ufficiali, ma questo non basta per affrontarlo con leggerezza. Conviene sempre partire con una traccia offline e controllare il materiale aggiornato sul sito ufficiale del Cammino dei Briganti. Le tracce GPS si possono richiedere online.
La base di partenza è Sante Marie. Per arrivare, il riferimento più pratico resta controllare i collegamenti tra treno e autobus locali: gli orari possono cambiare, quindi è meglio verificare sempre prima su Trenitalia e TUA Abruzzo. Chi arriva in auto trova sul sito ufficiale anche le indicazioni sulla partenza e sui parcheggi.
Il salvacondotto esiste, ma è bene chiarirlo: non è obbligatorio. È la credenziale del cammino, utile per raccogliere i timbri e ritirare poi l’attestato finale, ma il percorso si può fare anche senza. Per molti resta comunque un dettaglio piacevole, perché rende il viaggio più concreto e lascia un ricordo materiale delle tappe.

Tre cose da ricordare.
La prima è l’acqua: nei paesi si trova, e lungo il percorso ci sono anche fonti e fontanelle, ma in estate alcune fontanelle possono essere chiuse in certe ore. La seconda è il denaro contante: lungo il cammino i bancomat non sono molti e non tutte le strutture lavorano comodamente con i pagamenti elettronici. La terza è la prenotazione: non aspettate l’ultimo momento, soprattutto nei periodi più richiesti.
Cose da non sottovalutare
La tappa che passa nella zona del Lago della Duchessa è quella da prendere più sul serio. Chi vuole dormire in tenda deve leggere bene le regole ufficiali, soprattutto nell’area della Riserva della Duchessa, dove fuori dai luoghi dedicati può servire un permesso. Le informazioni utili si trovano anche sul sito della Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa.
Quando andare
Il Cammino dei Briganti si può percorrere in diversi periodi dell’anno, ma primavera e inizio autunno restano le stagioni più comode per la maggior parte delle persone. In primavera trovate temperature più gestibili e sentieri molto vivi. In estate le quote non sono altissime, ma nelle ore centrali può fare caldo, quindi conviene partire presto la mattina. In inverno è possibile camminare, però neve, fango e sentieri meno leggibili possono cambiare parecchio la giornata. In quel caso serve più prudenza e più esperienza.
Perché il Cammino dei Briganti continua a piacere
Piace perché non punta tutto su un solo elemento. Non è solo paesaggio, non è solo storia, non è solo sport. Tiene insieme borghi piccoli, tratti davvero silenziosi, ospitalità essenziale ma sincera e una dimensione ancora leggibile del confine appenninico. È uno di quei cammini in cui non serve inseguire effetti speciali: basta partire preparati, camminare con calma e lasciare che siano i luoghi a fare il resto.
Per organizzare bene la partenza, conviene controllare con calma il sito ufficiale, la sezione con mappa e tracce GPS, la pagina su come arrivare e partire e gli aggiornamenti pratici su acqua, trasporti e ospitalità. Così il Cammino dei Briganti resta quello che dovrebbe essere: un viaggio semplice da capire, ma da affrontare con rispetto.


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