Un mese in rifugio con vitto e alloggio: Eurac cerca volontari per la ricerca in quota
Aggiornato al 21 marzo 2026.
Eurac Research cerca volontari pagati in rifugio per il progetto MAHE, dedicato agli effetti di un mese a quota moderata sulla salute. Il programma prevede una settimana a Silandro per le misurazioni iniziali, quattro settimane al Rifugio Nino Corsi in Val Martello e tre controlli finali a Bolzano. Per i partecipanti selezionati sono previsti vitto, alloggio e un rimborso lordo di 400 euro.
Volontari pagati in rifugio: la formula colpisce, ma qui rimanda a una proposta reale e ben definita. Eurac Research sta cercando persone tra 18 e 40 anni per il progetto MAHE, uno studio sugli effetti di un soggiorno prolungato a quota moderata. I partecipanti trascorreranno cinque settimane complessive tra Silandro, il Rifugio Nino Corsi e Bolzano, con vitto e alloggio inclusi e un rimborso economico per il tempo dedicato alla ricerca.
L’iniziativa unisce vita in montagna, permanenza lunga e una domanda concreta: come cambia il corpo umano dopo settimane trascorse intorno ai 2.300 metri?
Il rifugio non viene usato come semplice scenario suggestivo ma diventa il luogo in cui osservare sonno, metabolismo, appetito, adattamento e ritmo quotidiano in una fascia altimetrica molto diffusa nelle Alpi e ancora meno studiata rispetto alle quote estreme.
Volontari pagati in rifugio: cosa prevede davvero la proposta Eurac
La call 2026 parla di una settimana iniziale a Silandro per raccogliere i dati di partenza, poi di quattro settimane consecutive al Rifugio Nino Corsi, in Val Martello, e infine di tre visite di controllo a Bolzano nella settimana successiva al rientro. Le visite di screening saranno organizzate tra luglio e agosto, mentre il periodo di permanenza in quota si svolgerà tra metà agosto e inizio ottobre, con partenze scaglionate.
Per chi verrà selezionato sono previsti un rimborso lordo di 400 euro, l’alloggio e tutti i pasti durante il periodo di studio. Eurac spiega anche un aspetto utile per chi lavora da remoto o studia: fuori dalle misurazioni programmate, i partecipanti possono gestire il proprio tempo, per esempio lavorando online, studiando o semplicemente vivendo il rifugio. È disponibile anche il Wi-Fi.
Restano però alcune regole importanti: durante lo studio non bisogna aumentare l’attività fisica abituale e bisogna evitare cambi di quota che potrebbero alterare i risultati.
Prima di candidarvi 🔍
Questa opportunità va letta per quello che è: un protocollo di ricerca con misurazioni ripetute e criteri di selezione molto precisi.
Se cercate un normale lavoro stagionale in rifugio, qui troverete un contesto diverso. Se invece vi incuriosiscono la ricerca e l’idea di vivere un mese in quota con uno scopo ben definito, allora ha senso approfondire.
Perché questo studio interessa anche chi ama la montagna lenta
Il progetto MAHE parte da una domanda concreta: che cosa succede davvero al corpo umano quando vive per diverse settimane a quota moderata? Gran parte degli studi sull’altitudine si concentra infatti su ambienti molto più elevati, dove gli effetti sono più marcati e più facili da misurare. Eurac vuole colmare una lacuna diversa, osservando una fascia compresa tra i 2.000 e i 2.500 metri, cioè quella in cui vivono stabilmente moltissime persone e in cui tanti altri trascorrono periodi lunghi per lavoro, vacanza o allenamento.
Per voi lettori questo significa guardare la montagna da una prospettiva meno stereotipata. Entrano in gioco adattamento, abitudini quotidiane, sonno, fame, fatica, concentrazione e rapporto tra ambiente e corpo. La forza della notizia sta proprio qui: racconta un’esperienza concreta, regolata e utile alla ricerca, senza appoggiarsi soltanto al fascino dell’isolamento o del panorama.
Chi può candidarsi e quali limiti ci sono
La call è rivolta a persone sane tra 18 e 40 anni con indice di massa corporea nella norma, indicato da Eurac tra 18,4 e 24,9. La pagina ufficiale elenca anche diversi criteri di esclusione: allenamento di endurance più di due volte a settimana, fumo, abuso di alcol o droghe, ipertensione, farmaci assunti in modo cronico salvo eccezioni specifiche, soggiorni recenti sopra i 1.500 metri, diete particolari, allergie o intolleranze alimentari, disturbi del comportamento alimentare, gravidanza e carenza di ferro già diagnosticata.
Vale la pena leggere questi punti con attenzione prima di scrivere. Chi si candida senza rientrare davvero nel profilo rischia solo di perdere tempo. Chi invece ha i requisiti giusti può trovare qui un’esperienza insolita, ordinata e più concreta di tante proposte online costruite soltanto su titoli ad effetto.
Come candidarsi per vivere un mese in rifugio con vitto e alloggio
Per candidarvi bisogna contattare Eurac Research all’indirizzo mahe CHIOCCIOLA eurac PUNTO edu e leggere con attenzione la pagina ufficiale del progetto, dove trovate criteri, calendario e indicazioni sulla privacy. Al momento della pubblicazione non è indicata una scadenza pubblica evidenziata, quindi conviene muoversi presto, soprattutto perché gli screening iniziano in estate.
Per chi sogna un periodo lungo in montagna, questa è una proposta particolare. C’è un rifugio vero, c’è la Val Martello, c’è il tempo lento di alcune settimane fuori dal ritmo urbano. C’è anche una ricerca seria che chiede presenza, precisione e disponibilità a seguire regole chiare. Ed è proprio questa combinazione a renderla interessante.
Per approfondire
Foto header: Maël BALLAND.


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