Incisioni rupestri nella Riserva della Bessa: coppelle e canaletti su massi erratici

Incisioni rupestri nella Riserva della Bessa: coppelle e canaletti su massi erratici

Coppelle e canaletti incisi nella pietra – uno dei tanti esempi di arte rupestre preistorica visibili lungo i sentieri della Riserva della Bessa. Questo masso, probabilmente utilizzato per riti simbolici o offerte, testimonia la presenza di antiche civiltà nell’area ben prima dell’arrivo dei Romani e dello sfruttamento aurifero.

🔍 Cosa si vede nella foto:
L’immagine mostra un masso erratico inciso, situato lungo uno dei percorsi archeologici della Riserva Naturale della Bessa (Piemonte). Le due fotografie affiancate evidenziano un gruppo di incisioni rupestri dette coppelle, collegate da un sottile canaletto scavato nella roccia. Le foglie secche cadute sul masso – prevalentemente di quercia – e la presenza di uno scarpone da escursionismo aiutano a percepire la scala dell’incisione e il contesto autunnale del luogo.

Le coppelle sono piccole cavità emisferiche, generalmente del diametro di pochi centimetri, scavate nell’era preistorica o protostorica e presenti in numerosi siti dell’arco alpino. La loro funzione non è ancora del tutto chiara: alcune ipotesi suggeriscono un utilizzo cultuale o simbolico (offerte liquide, astronomia), mentre altre ne ipotizzano un impiego più pratico legato al territorio o ai percorsi.

In questo caso specifico, la presenza del canaletto che collega due coppelle suggerisce un’intenzionalità nella disposizione e ha spinto alcuni studiosi a definirlo un “allineamento” rituale. Tuttavia, in assenza di un contesto archeologico preciso, non è possibile datare con certezza l’incisione. È probabile che risalga a un periodo compreso tra il III e il I millennio a.C., ben prima della coltivazione aurifera romana che ha invece lasciato tracce più imponenti sotto forma di cumuli, canalizzazioni e discariche di pietra.

Questo tipo di masso è visibile lungo il cosiddetto “percorso delle incisioni rupestri” all’interno della riserva. Un invito, per chi ama camminare nella storia, a osservare ogni pietra con attenzione: potrebbe raccontare più di quanto sembri.

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