Ai margini del Lago Pistono c’è un tratto di bosco che sorprende ancora chi lo vede per la prima volta. Si cammina e il terreno risponde con un’onda, come se sotto ci fosse acqua. Ed è proprio così.
Qui la torba, intrecciata a radici e sfagni, galleggia su uno strato d’acqua povera di ossigeno e vibra al passaggio. I vecchi del posto ricordano quando ci si metteva a saltare per far “ballare” tutto il tappeto; oggi invece conviene andarci con passo leggero. Lo strato elastico non è uniforme, la torbiera è un habitat fragile e la pressione ripetuta dei salti la danneggia. L’esperienza non perde nulla se la si vive piano: l’oscillazione si avverte lo stesso, basta fermarsi un attimo e sentire il bosco che si muove sotto i piedi.
Lago Coniglio
La zona è legata anche al Lago Coniglio, uno specchio d’acqua più raccolto che aggiunge atmosfera al giro. Vale una nota pratica: fino a qualche anno fa arrivarci era meno immediato. Il cartello lungo il sentiero non riportava indicazioni chiare e si finiva per sbagliare deviazione. Oggi sul pannello compare una scritta a penna nera, lasciata da un escursionista di buon cuore, che suggerisce la direzione giusta per “Terre Ballerine – girare qui”. Un dettaglio piccolo ma utile: grazie a quell’appunto trovare l’accesso alla torbiera e al Lago Coniglio è diventato più semplice.
Le Terre Ballerine non sono un unicum assoluto.
Il fenomeno è tipico delle torbiere galleggianti, quelle che nel mondo anglosassone chiamano quaking bogs. In Italia affiorano soprattutto in ambiente alpino e prealpino, spesso visitabili dalle passerelle proprio per proteggere il suolo spugnoso. Fuori dai nostri confini si incontrano tappeti tremolanti simili nelle brughiere umide di Irlanda e Scozia e nelle grandi aree torbose di Scandinavia, Germania e Paesi Bassi. Le regole di fruizione sono quasi sempre più restrittive di un tempo: meglio rassegnarsi a osservare e fotografare, lasciando alle torbiere il loro ritmo lento.
Consiglio pratico: se passate da Montalto Dora portate scarpe con buona aderenza, restate sui tratti consentiti e resistete alla tentazione del salto. La torba si è formata in secoli; rovinarla richiede un attimo. Camminare leggeri, ascoltare l’acqua sotto e cogliere i dettagli, come il volo di una libellula o l’odore umido del muschio, è il modo giusto per riportare a casa la memoria di questo luogo curioso senza lasciargli addosso il nostro peso.
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