All’estremo sud dello Yucatán, vicino al confine con il Belize, la Laguna Bacalar è un nastro di acqua dolce lungo oltre 40 km. La chiamano “Laguna dei Sette Colori” perché il fondale passa da sabbia chiarissima a fosse profonde e cenotes che virano al blu cobalto. Non è mare, non ha onde salate né sargassi: è un sistema di acqua dolce collegato a sorgenti sotterranee, circondato da mangrovie e selva bassa.
L’esperienza migliore comincia presto. All’alba la superficie è uno specchio e il vento non ha ancora increspato il blu. Una canoa o un SUP bastano per scivolare tra pontili di legno, canali trasparenti e banchi di sabbia dove l’acqua arriva alle ginocchia. Quando il sole sale, i colori si accendono e il calore invita a soste lente in una palapa, con succhi freddi e silenzi lunghi. Chi cerca movimento può salpare in barca a vela: niente motori, solo vento e un ritmo che rispetta la laguna.
Bacalar è famosa per gli stromatoliti, strutture viventi formate da cianobatteri che costruiscono rocce concentriche da migliaia di anni. Sono fragilissimi: non si toccano, non si calpestano, non si usano come seduta. La crema solare va scelta biodegradabile e messa con anticipo, meglio ancora indossare maglie anti-UV. Le mangrovie proteggono la riva e filtrano l’acqua: evitarne le radici in kayak è un gesto semplice che fa la differenza.
In paese la vita scorre attorno al baluardo del Fuerte de San Felipe, memoria di traffici coloniali e incursioni di corsari. La sera si esce per una marquesita o un ceviche di acqua dolce; di giorno si raggiunge il Cenote Azul per un tuffo profondo e ombroso. La stagione secca, tra dicembre e aprile, regala giornate terse e vento pomeridiano; con le piogge l’acqua può velarsi per qualche giorno, ma la laguna resta accogliente.
Arrivare è semplice da Chetumal in bus o auto; da Tulum e Playa del Carmen serve qualche ora in più e la voglia di cambiare ritmo. Scegli alloggi e tour che limitano l’uso dei motori, porta via ogni rifiuto, lascia i suoni al minimo. Bacalar non chiede molto: educazione in acqua, lentezza a terra. In cambio offre una luce particolare e una memoria d’acqua che resta.
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