Laboratorio creativo di gruppo. Foto: Pavel Danilyuk / Pexels.
Sharing economy: condividere, scambiare e utilizzare risorse senza doverle necessariamente possedere
La sharing economy, spesso chiamata anche economia collaborativa o economia della condivisione, comprende modelli nei quali persone e organizzazioni mettono a disposizione beni, spazi, competenze o servizi affinché altri possano utilizzarli temporaneamente, gratuitamente oppure a pagamento.
Internet e le piattaforme digitali hanno reso molti di questi scambi più facili da organizzare su larga scala. La tecnologia, però, è uno strumento: il semplice fatto che un servizio utilizzi un’app o metta in contatto utenti non significa automaticamente che appartenga alla sharing economy.
Che cos’è la sharing economy?
La Commissione europea utilizza soprattutto l’espressione collaborative economy per descrivere modelli nei quali piattaforme collaborative creano mercati per l’uso temporaneo di beni o servizi, spesso forniti da privati. Le transazioni possono avvenire a pagamento oppure senza finalità di profitto.
Puoi approfondire la definizione nella pagina della Commissione europea dedicata all’economia collaborativa.
Il concetto rimane comunque discusso e non possiede confini universalmente accettati. Alcune definizioni comprendono numerose piattaforme peer-to-peer, mentre altre riservano il termine soprattutto alla condivisione o all’utilizzo temporaneo di risorse sottoutilizzate.
Condivisione gratuita e servizi a pagamento
La sharing economy può assumere forme molto differenti. Due persone possono scambiarsi temporaneamente le proprie case, condividere un viaggio in automobile, prestarsi un oggetto oppure utilizzare una piattaforma che facilita l’accesso a un bene o a un servizio dietro pagamento.
Per questo è utile distinguere tra condivisione, scambio e accesso commerciale. Una piattaforma può mettere in relazione persone senza che ciò comporti necessariamente gratuità, reciprocità o gestione comunitaria.
Anche l’OCSE osserva che esistono interpretazioni differenti della sharing economy e che alcune attività comunemente associate al termine sono più vicine a un’economia dell’accesso o a mercati gestiti da piattaforme digitali.
Sharing economy e viaggio
Nel viaggio, i modelli collaborativi possono riguardare soprattutto ospitalità, scambio casa, condivisione dei trasporti, uso temporaneo di mezzi o attrezzature e piattaforme che mettono in contatto persone disponibili a condividere spazi o risorse.
Alcune reti funzionano senza pagamento diretto, altre richiedono quote associative, commissioni o pagamenti tra gli utenti. Le condizioni possono cambiare nel tempo, quindi prima di utilizzare una piattaforma è importante controllare costi, modalità di iscrizione, assicurazioni, responsabilità e sistemi di verifica degli utenti.
Sharing economy non significa automaticamente sostenibilità
Condividere un bene sottoutilizzato può evitare in alcuni casi l’acquisto di un bene aggiuntivo e consentire un uso più intenso delle risorse esistenti. Questo non permette però di considerare qualsiasi servizio della sharing economy automaticamente sostenibile.
Gli effetti dipendono dal modello concreto, dagli spostamenti generati, dai consumi aggiuntivi, dalle condizioni di lavoro, dalla regolamentazione e dal comportamento degli utenti. Anche le piattaforme che nascono intorno alla condivisione possono trasformarsi nel tempo in attività commerciali molto diverse dalle reti originarie.
Fiducia, recensioni e responsabilità
Molte piattaforme utilizzano profili, recensioni e sistemi di reputazione per facilitare gli scambi tra persone che inizialmente non si conoscono. Questi strumenti possono fornire informazioni utili, ma non eliminano i rischi e non garantiscono automaticamente qualità o sicurezza.
È importante capire anche chi è responsabile quando qualcosa va storto. Gli studi della Commissione europea sui mercati peer-to-peer hanno evidenziato proprio la necessità di maggiore chiarezza sulle responsabilità della piattaforma, del fornitore e dell’utente.
Sharing economy, baratto e scambio
Il baratto è una forma di scambio nella quale beni o servizi vengono scambiati senza utilizzare denaro. Può esistere anche senza piattaforme digitali e precede di molto la moderna sharing economy.
Nel viaggio esistono inoltre formule specifiche come lo scambio casa, il couchsurfing e diversi scambi di ospitalità. Le condizioni cambiano da una rete all’altra e alcune formule possono prevedere quote, lavoro, reciprocità o altre forme di contributo.
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Una parte dei contenuti risale ai primi anni del sito. Piattaforme, costi, proprietà societarie e condizioni di utilizzo possono essere cambiate profondamente, quindi per informazioni operative è sempre importante verificare la situazione attuale nel singolo articolo e sul sito del servizio interessato.
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