Controllo redazionale: 18 settembre 2026. Il percorso oggi presentato dall’Associazione Cammino di San Tommaso collega Roma a Ortona in 16 tappe. Il sito parla generalmente di 316 km; sommando invece le distanze pubblicate nelle sedici schede di tappa si ottengono 317 km.
Il materiale cartaceo meno recente descrive anche un diverso Cammino dell’Apostolo Tommaso da Sulmona a Ortona, di circa 137 km in cinque tappe. Questo itinerario non coincide con il tracciato Roma–Ortona oggi pubblicato dall’associazione e non compare nella sua attuale suddivisione ufficiale delle tappe.
Per pianificare il viaggio conviene quindi utilizzare le pagine correnti del Cammino, la Carta del Pellegrino e le tracce GPS fornite dall’associazione, senza ricostruire il percorso attuale sulla base della vecchia mappa Sulmona–Ortona.
Il Cammino di San Tommaso attraversa Lazio e Abruzzo da Piazza San Pietro, a Roma, alla Basilica di San Tommaso Apostolo di Ortona. Il progetto contemporaneo propone sedici giornate a piedi tra città, parchi regionali, altopiani appenninici, abbazie, piccoli borghi e campagne che scendono progressivamente verso l’Adriatico.
Il punto di partenza e quello di arrivo danno al percorso una forte impronta religiosa: da una parte Roma e la Basilica di San Pietro, dall’altra Ortona, dove viene venerato il corpo attribuito all’apostolo Tommaso.
Il percorso moderno attraversa però anche territori molto diversi tra loro. Nei primi giorni segue Roma, l’Appia Antica e i Castelli Romani; raggiunge quindi Subiaco e sale nei Monti Simbruini. Attraversa successivamente la Marsica, l’Altopiano delle Rocche e la valle dell’Aterno, entra nel territorio di Capestrano e della Maiella e prosegue attraverso Manoppello, le colline teatine e i vigneti dell’area di Ortona.
L’Associazione Cammino di San Tommaso dichiara di essere nata a Ortona nel 2013 per realizzare e promuovere il collegamento turistico e spirituale tra Roma e Ortona. Nello stesso anno organizzò il viaggio collettivo Da Tommaso a Pietro in Cammino, percorso allora da camminatori, ciclisti e cavalieri.
Per chi sta confrontando altri itinerari religiosi e storici su Viaggiare con Lentezza sono disponibili anche il Cammino Ignaziano da Loyola a Manresa e la Via Lauretana da Assisi a Loreto.

Cammino di San Tommaso (in breve)
- Partenza: Piazza San Pietro, Roma.
- Arrivo: Basilica di San Tommaso Apostolo, Ortona.
- Distanza dichiarata: circa 316 km.
- Distanza risultante dalle 16 schede attuali: 317 km.
- Durata proposta: 16 giornate a piedi.
- Regioni: Lazio e Abruzzo.
- Dislivello cumulativo dalle schede: circa +12.499 m e -12.486 m.
- Quota massima dichiarata dal progetto: Monte Autore, 1.855 m.
- Ambienti: città, Appia Antica, Castelli Romani, Monti Simbruini, Marsica, Altopiano delle Rocche, valle dell’Aterno, area della Maiella e colline verso l’Adriatico.
- Credenziale: Carta del Pellegrino rilasciata dall’associazione.
- GPS: inviato digitalmente insieme al materiale del pellegrino dopo la richiesta prevista dal progetto.
- Attestato: denominato Il Perdono, con condizioni specifiche indicate dall’associazione.
Perché oggi il Cammino parte da Roma e non da Sulmona
Il materiale cartaceo fotografato descrive un Cammino dell’Apostolo Tommaso da Sulmona a Ortona: circa 137 km distribuiti in cinque tappe, attraverso località e luoghi religiosi abruzzesi come Santo Spirito al Morrone, San Clemente a Casauria, Manoppello, Bucchianico, Guardiagrele, Lanciano e Ortona.
È una testimonianza interessante di una precedente proposta di itinerario, ma non corrisponde alla configurazione oggi pubblicata dall’Associazione Cammino di San Tommaso.
La pagina Percorso a piedi parte attualmente da Piazza San Pietro a Roma e arriva a Ortona dopo sedici tappe. Sulmona non compare nella sequenza corrente.
Il tracciato moderno entra in Abruzzo più a nord, attraverso Tagliacozzo e la Marsica, quindi attraversa l’Altopiano delle Rocche, Fontecchio, Capestrano, Pescosansonesco e Manoppello.
Per questo motivo non sommeremo né confronteremo direttamente i 137 km del vecchio itinerario con i 316-317 km attuali: sono configurazioni differenti.
Come nasce il Cammino contemporaneo
L’associazione che oggi cura il progetto è nata a Ortona nel 2013. La sua pagina istituzionale spiega che l’obiettivo era ideare e realizzare un percorso turistico e spirituale tra Roma e Ortona.
Tra il 26 maggio e il 9 giugno dello stesso anno venne organizzato il viaggio Da Tommaso a Pietro in Cammino, con partenza da Ortona e arrivo a Roma. L’esperienza contribuì a definire materialmente il tracciato attraversando numerosi comuni del Lazio e dell’Abruzzo.
Il senso di marcia oggi presentato nelle pagine delle tappe è invece Roma → Ortona.
Il progetto richiama anche il pellegrinaggio di Santa Brigida di Svezia. Secondo la tradizione riportata dal Cammino e dagli enti territoriali che lo descrivono, Brigida raggiunse Ortona nel XIV secolo per venerare le reliquie di San Tommaso.
Il Cammino contemporaneo non deve quindi essere descritto come una singola strada medievale ricostruita fedelmente. È un itinerario moderno che collega luoghi storici e religiosi utilizzando sentieri, carrarecce, strade secondarie e porzioni di altri percorsi esistenti.
Da Pietro a Tommaso
La prima tappa comincia davanti alla Basilica di San Pietro e attraversa il centro storico di Roma. Il percorso raggiunge Porta San Sebastiano e segue la Via Appia Antica prima di dirigersi verso Castel Gandolfo e Albano Laziale.
Nelle prime giornate il Cammino condivide alcuni tratti con la Via Francigena del Sud. Successivamente se ne distacca entrando nell’area interna dei Castelli Romani e puntando verso Genazzano e Subiaco.
Il traguardo è invece la Basilica di San Tommaso Apostolo a Ortona. La scelta dei due estremi ha portato il progetto a sintetizzare il percorso come collegamento tra Pietro e Tommaso.
Perché Ortona è legata a San Tommaso
L’Opera della Basilica di San Tommaso Apostolo documenta la presenza a Ortona delle reliquie attribuite all’apostolo.
Secondo la ricostruzione conservata dalla Basilica, le reliquie furono trasferite in epoche diverse dall’India a Edessa e successivamente all’isola di Chios. Nel 1258 furono portate a Ortona insieme alla pietra tombale.
La documentazione medievale conservata in città testimonia già nei secoli successivi la venerazione della tomba. Una bolla di Sisto IV del 1479 conferma la presenza delle ossa dell’Apostolo a Ortona e rinnova un’indulgenza precedentemente concessa ai pellegrini.
La festa patronale detta del Perdono viene celebrata la prima domenica di maggio. Va distinta dall’attestato omonimo rilasciato dall’associazione del Cammino ai pellegrini: i due elementi sono collegati simbolicamente, ma hanno funzioni diverse.
Territori attraversati
Il primo settore attraversa Roma e i Castelli Romani. Dopo Albano Laziale il percorso entra nei boschi del parco regionale, passa per Lariano, Artena e Genazzano.
La quarta tappa conduce a Subiaco attraverso Olevano Romano, Roiate e Affile. Da qui cambia nettamente il carattere del percorso.
Subiaco–Monte Livata è una giornata breve in termini di chilometri ma molto ripida: appena 11 km con circa 1.150 metri di salita. Si passa accanto a Santa Scolastica e al Sacro Speco entrando nel Parco dei Monti Simbruini.
Il giorno successivo si raggiunge il punto più alto dell’intero Cammino, il Monte Autore a 1.855 metri, e si prosegue verso il Santuario della Santissima Trinità e Camporotondo.
Da Camporotondo si scende verso Tagliacozzo. Seguono Massa d’Albe, dominata dal Monte Velino, e la lunga salita verso l’Altopiano delle Rocche.
La parte centrale abruzzese attraversa Rocca di Mezzo, le Pagliare di Tione e Fontecchio. La tappa verso Capestrano passa da Bominaco, con l’Oratorio di San Pellegrino, e intercetta il tratturo Cinturelle–Montesecco.
Da Capestrano il percorso tocca le sorgenti del Tirino e sale verso Forca di Penne prima di raggiungere Pescosansonesco. La giornata successiva conduce all’Abbazia di San Clemente a Casauria, alle sorgenti del Lavino e infine al Santuario del Volto Santo di Manoppello.
Le ultime tre tappe attraversano il territorio pedemontano della Maiella, Pretoro, Rapino, San Martino sulla Marrucina e Crecchio. Da Crecchio si scende tra vigneti e campagne fino a Ortona e all’Adriatico.

Le 16 tappe del Cammino di San Tommaso
Le distanze e i dislivelli della tabella seguono le schede attualmente pubblicate dall’Associazione Cammino di San Tommaso.
| Tappa | Partenza | Arrivo | Distanza | Dislivello + / – | Nota pratica |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Roma – Piazza San Pietro | Albano Laziale | 29,5 km | +710 / -352 m | Giornata lunga attraverso Roma, Appia Antica, Castel Gandolfo e Castelli Romani. |
| 2 | Albano Laziale | Artena | 27,5 km | +980 / -1.060 m | Dislivello elevato; boschi dei Castelli Romani e tratti condivisi con la Francigena del Sud. |
| 3 | Artena | Genazzano | 18 km | +637 / -548 m | Sono presenti settori asfaltati e alcuni tratti su strade con traffico, in particolare presso la SP18. |
| 4 | Genazzano | Subiaco | 25 km | +1.310 / -1.296 m | Una delle giornate più impegnative per dislivello, con continui saliscendi tra Olevano Romano, Roiate e Affile. |
| 5 | Subiaco | Monte Livata | 11 km | +1.150 / -205 m | Molto corta ma quasi interamente in salita. Passaggio da Santa Scolastica e Sacro Speco. |
| 6 | Monte Livata | Camporotondo | 18 km | +992 / -911 m | Raggiunge il Monte Autore, 1.855 m, punto più alto del Cammino. |
| 7 | Camporotondo | Tagliacozzo | 15 km | +418 / -1.085 m | Prevale la discesa attraverso faggete e territorio di Cappadocia. |
| 8 | Tagliacozzo | Massa d’Albe | 18,5 km | +590 / -440 m | Passaggio da Scurcola Marsicana; Alba Fucens richiede una deviazione rispetto alla tappa nominale. |
| 9 | Massa d’Albe | Rocca di Mezzo | 24 km | +1.000 / -619 m | Salita verso l’Altopiano delle Rocche passando nell’area di Ovindoli. |
| 10 | Rocca di Mezzo | Fontecchio | 16 km | +300 / -930 m | Lunga discesa verso la valle dell’Aterno attraverso le Pagliare. |
| 11 | Fontecchio | Capestrano | 23 km | +850 / -1.050 m | Passaggio da Bominaco e dall’Oratorio di San Pellegrino; giornata impegnativa. |
| 12 | Capestrano | Pescosansonesco | 16 km | +870 / -720 m | Salita verso Forca di Penne dopo le sorgenti del Tirino e il Lago di Capodacqua. |
| 13 | Pescosansonesco | Manoppello | 21 km | +592 / -950 m | San Clemente a Casauria, sorgenti del Lavino e arrivo al Santuario del Volto Santo. |
| 14 | Manoppello | San Martino sulla Marrucina | 22 km | +1.060 / -850 m | Giornata impegnativa attraverso San Liberatore a Majella, Pretoro e Rapino. |
| 15 | San Martino sulla Marrucina | Crecchio | 18,5 km | +650 / -880 m | Alternanza di ripide salite e discese, asfalto e carrarecce. |
| 16 | Crecchio | Ortona | 14 km | +390 / -590 m | Ultima giornata tra vigneti, Fontana del Vino e arrivo alla Basilica di San Tommaso. |
Totale delle distanze pubblicate: 317 km. Somma dei dislivelli dichiarati: circa +12.499 m e -12.486 m.
Il sito dell’associazione continua a utilizzare il valore sintetico di circa 316 km. La differenza di un chilometro può dipendere da arrotondamenti o aggiornamenti non uniformemente riflessi nelle pagine di sintesi.
Difficoltà: un cammino molto più montano di quanto suggeriscano i chilometri
Il Cammino di San Tommaso richiede una discreta preparazione escursionistica.
Il problema non è soltanto la lunghezza complessiva. Diverse tappe concentrano dislivelli importanti: Albano–Artena sfiora i mille metri di salita, Genazzano–Subiaco supera i 1.300, Subiaco–Monte Livata guadagna circa 1.150 metri in appena 11 km e Manoppello–San Martino sulla Marrucina supera nuovamente i mille metri positivi.
Sommando i dati pubblicati dal progetto si ottengono circa 12.500 metri di salita cumulativa. È un valore molto diverso da quello di un itinerario prevalentemente pianeggiante della stessa lunghezza.
Anche le discese incidono sulla fatica: Camporotondo–Tagliacozzo perde oltre mille metri, Fontecchio–Capestrano circa 1.050 e Genazzano–Subiaco quasi 1.300.
La quota raggiunge i 1.855 metri sul Monte Autore. Le tappe dei Monti Simbruini e dell’Altopiano delle Rocche devono quindi essere valutate anche in funzione di neve, ghiaccio, temporali, vento e visibilità.
Alcune giornate comprendono inoltre asfalto e tratti stradali. La scheda Artena–Genazzano invita espressamente a prestare attenzione al traffico in alcuni segmenti.
Il GPS va considerato parte dell’equipaggiamento di base e non un accessorio.
Quando partire
La grande varietà di quote rende difficile indicare un unico periodo perfetto.
Primavera e autunno sono generalmente adatti per evitare il caldo più intenso, ma le tappe appenniniche possono presentare freddo, pioggia, fango e, alle quote maggiori, neve residua.
In estate la zona del Monte Autore può essere più favorevole rispetto all’inverno, ma le prime tappe nel Lazio e quelle finali verso la costa possono diventare molto calde.
Le giornate da oltre 25 km richiedono partenze anticipate quando le temperature sono elevate.
In inverno la sezione montana tra Subiaco, Monte Livata, Camporotondo e l’Abruzzo interno richiede verifiche specifiche su neve e percorribilità. Non è corretto considerare il tracciato automaticamente praticabile in ogni mese soltanto perché le pagine delle tappe rimangono online.
Prima della partenza conviene controllare il meteo per le aree effettivamente attraversate e verificare direttamente con l’associazione eventuali criticità recenti.
Segnaletica, mappe e tracce GPS
Il simbolo attualmente utilizzato dal Cammino è il Nautilus, introdotto nel 2017.
Il progetto dispone di una propria segnaletica e l’associazione svolge attività di manutenzione del percorso. Nei primi giorni possono però comparire anche segni appartenenti ad altri itinerari, in particolare alla Via Francigena del Sud.
La traccia GPS è particolarmente importante nelle zone montane, nei passaggi attraverso boschi e carrarecce e dove più percorsi si sovrappongono.
A differenza di altri cammini, il sito non offre attualmente un semplice pulsante pubblico dal quale scaricare liberamente un unico GPX completo.
La pagina Mettiti in Cammino indica che, dopo la procedura prevista dall’associazione, vengono inviati digitalmente:
- la traccia GPS;
- la guida con informazioni tappa per tappa;
- l’elenco delle strutture amiche.
Per questo non presentiamo una traccia trovata su piattaforme di terzi come GPX ufficiale.
Mappe e materiale del Cammino
Le tappe possono essere consultate pubblicamente. Per il pacchetto completo con GPS e Carta del Pellegrino bisogna invece seguire la procedura indicata dall’associazione.
Carta del Pellegrino e attestato “Il Perdono”
L’associazione rilascia una Carta del Pellegrino numerata, timbrata e firmata.
La pagina attualmente online precisa che la Carta non deve essere interpretata semplicemente come una tessera sconto: è il documento che identifica il pellegrino presso le strutture collegate al Cammino.
La stessa pagina indica una donazione libera e suggerisce un contributo di 15 euro per pellegrino per contribuire alle spese di stampa, spedizione e manutenzione.
Questa cifra compare in una pagina pubblicata nel 2019 e va quindi verificata prima di effettuare qualsiasi pagamento.
Dopo la richiesta l’associazione dichiara di inviare digitalmente GPS, guida e lista delle strutture amiche; la Carta viene invece spedita in formato cartaceo.
Il Cammino dispone anche di un attestato denominato Il Perdono.
Secondo le regole attualmente pubblicate può essere richiesto dopo avere percorso almeno:
- Manoppello–Ortona, con ritiro previsto a Ortona;
- oppure Roma–Subiaco, con richiesta dell’attestato tramite l’associazione.
Le modalità vanno ricontrollate poco prima del viaggio, perché riguardano servizi gestiti direttamente dall’associazione.
Preparare il pellegrinaggio
La pagina dell’associazione raccoglie modulo di richiesta, condizioni della Carta del Pellegrino e informazioni sull’attestato.
Dove dormire
Il sito pubblico non mostra attualmente un normale elenco completo di tutte le accoglienze equivalente a quello di alcuni altri cammini italiani.
La pagina dedicata alla preparazione dichiara invece che l’elenco delle strutture amiche viene inviato insieme al materiale digitale del pellegrino.
La Carta del Pellegrino permette di accedere alle condizioni riservate dalle strutture aderenti, ma l’associazione precisa che non si tratta di una semplice carta-sconto.
Prima di fissare il programma bisogna quindi controllare direttamente:
- quali strutture siano ancora presenti nella rete;
- periodi e giorni di apertura;
- necessità di prenotazione;
- prezzo effettivo;
- eventuali condizioni collegate alla Carta;
- cena, colazione e disponibilità di alimentari;
- distanza dell’alloggio dalla traccia.
Questa verifica è particolarmente importante nelle tappe di montagna e nei piccoli centri, dove le alternative possono essere poche.
Come arrivare e come tornare
La partenza da Roma non presenta particolari difficoltà logistiche. Piazza San Pietro è raggiungibile attraverso la rete ferroviaria, metropolitana e di trasporto urbano della capitale.
Il problema maggiore è organizzare il rientro da Ortona.
La città dispone di una stazione ferroviaria RFI sulla linea adriatica. I quadri orari attualmente pubblicati mostrano collegamenti regionali verso Pescara e verso sud, con prosecuzioni lungo la costa.
La stazione non è però indicata da RFI come dotata di servizio di assistenza dedicato alle persone a mobilità ridotta e non dispone di ascensori per tutti i binari. Chi ha esigenze specifiche di accessibilità deve quindi verificare con anticipo le stazioni alternative e i servizi disponibili.
Gli orari cambiano durante l’anno e non vanno copiati in un programma preparato mesi prima.
Subiaco, Tagliacozzo, Rocca di Mezzo e altre località intermedie possono essere utilizzate per dividere il Cammino in più periodi, ma i collegamenti variano molto: alcune località hanno stazione ferroviaria, altre richiedono autobus.
Equipaggiamento essenziale
- scarpe già utilizzate su sterrato e terreno montano;
- guscio impermeabile e strati termici per le sezioni appenniniche;
- protezione solare e cappello per le tappe esposte;
- acqua adeguata ai rifornimenti verificati nella singola giornata;
- cibo di riserva per le sezioni meno servite;
- telefono con traccia GPS disponibile offline;
- batteria esterna;
- bastoncini se normalmente utilizzati, soprattutto nelle lunghe salite e discese;
- elementi riflettenti per i tratti asfaltati;
- piccolo kit di primo soccorso e farmaci personali;
- sacco-lenzuolo se richiesto dalle strutture prenotate.
Con quasi 12.500 metri di salita nominale, un carico eccessivo si sente molto più che su un cammino pianeggiante. Vale la pena pesare lo zaino prima di partire e togliere ciò che non ha una funzione concreta.
La Fontana del Vino negli ultimi chilometri
La tappa Crecchio–Ortona attraversa campagne e vigneti prima di raggiungere la città.
La scheda del Cammino indica tra i punti d’interesse la cosiddetta Fontana del Vino presso una cantina di Caldari di Ortona. È nata in collaborazione con il progetto del Cammino come forma di accoglienza per chi attraversa il territorio.
Non rappresenta naturalmente un punto di approvvigionamento necessario per la tappa e la sua disponibilità non va data per scontata: attività privata, condizioni di accesso e funzionamento possono cambiare.
Poco dopo si raggiunge Ortona e la Basilica di San Tommaso Apostolo.
Prima di partire
Il Cammino di San Tommaso attuale è molto diverso dal breve itinerario Sulmona–Ortona descritto da alcune pubblicazioni precedenti.
Il percorso da utilizzare oggi per la pianificazione è quello in sedici tappe pubblicato dall’associazione: parte da Roma, attraversa due regioni e supera alcune zone appenniniche con dislivelli importanti.
Prima della partenza conviene:
- consultare nuovamente le sedici schede del percorso;
- richiedere GPS e Carta del Pellegrino attraverso il canale indicato dall’associazione;
- verificare che le strutture amiche scelte siano ancora operative;
- controllare meteo e condizioni delle tappe di Monte Livata, Monte Autore e Altopiano delle Rocche;
- non affidarsi soltanto alla segnaletica;
- verificare il rientro ferroviario da Ortona;
- adattare le tappe al proprio allenamento, soprattutto nelle giornate con oltre mille metri di salita.
Il numero di chilometri da solo descrive male questo percorso. I 316-317 km comprendono circa 12.500 metri di salita cumulativa e giornate molto differenti tra loro: quasi 30 km tra Roma e Albano, appena 11 km ma interamente in salita da Subiaco a Monte Livata, valichi appenninici e lunghe discese prima dell’arrivo al mare.

Lascia un commento