Controllo redazionale: 31 agosto 2026. Le fonti consultate non riportano una distanza univoca per il Cammino della Rosa. La scheda tecnica di in-Lombardia indica 590,90 km in 26 giornate; la pagina Percorsi e GPS dell’Associazione Cammino di Sant’Agostino presenta invece il percorso lombardo come un itinerario di 620 km. Le quattro sezioni indicate dal progetto – Fiore 346 km, Foglia Occidentale 98 km, Foglia Orientale 107 km e Gambo pavese 69 km – sommano effettivamente 620 km.
Anche altre pagine non sono perfettamente allineate. Le 26 distanze pubblicate da Lombardia in Cammino sommano 590,9 km; la pagina di sintesi del progetto dichiara 620 km ma riporta valori giornalieri arrotondati che producono un totale diverso. La stessa scheda di in-Lombardia conserva inoltre nel testo descrittivo il precedente dato di 926 km per i percorsi italiani, mentre il progetto indica oggi 770 km complessivi: 620 km del percorso lombardo e 150 km del collegamento Genova–Pavia.
Questi numeri documentano anche l’evoluzione del Cammino nel tempo. Vecchie brochure e materiali divulgativi possono quindi descrivere una configurazione diversa da quella attuale. Per organizzare il viaggio è più prudente usare le tracce GPS più recenti, verificare la singola giornata e non ricostruire il programma partendo dai vecchi totali chilometrici.
Il Cammino della Rosa, chiamato anche Cammino di Sant’Agostino, è un lungo itinerario pedonale lombardo con partenza da Monza e arrivo a Pavia. Il suo disegno complessivo richiama una rosa: un grande anello in Brianza forma il fiore, due diramazioni attraversano l’area occidentale e orientale di Milano e un tratto finale, il “gambo”, conduce verso Pavia.
Il progetto collega cinquanta santuari mariani e alcuni luoghi associati alla biografia e alla memoria di Agostino d’Ippona: Cassago Brianza, identificata dal progetto e dalla tradizione locale con Rus Cassiciacum; Milano, dove Agostino ricevette il battesimo; Pavia, dove le sue reliquie sono custodite nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.
Il disegno elaborato dal progetto continua idealmente oltre Pavia. Un secondo percorso italiano collega Genova e Pavia attraverso l’Appennino, mentre le cosiddette radici africane fanno riferimento ai luoghi nordafricani della vita di Agostino, tra Tunisia e Algeria. Queste estensioni sono descritte più avanti e non vanno sommate automaticamente alle 26 giornate del percorso Monza–Pavia.
Non si tratta della ricostruzione integrale di una strada tardoantica percorsa da Agostino. È un itinerario contemporaneo, sviluppato a partire dagli anni Duemila, che mette in relazione luoghi agostiniani, santuari, parchi, vie d’acqua e centri urbani della Lombardia. Il Cammino di Sant’Agostino è inserito nel Catalogo dei Cammini religiosi italiani del Ministero del Turismo.

Cammino della Rosa (in breve)
- Partenza: Santuario di Santa Maria delle Grazie, Monza.
- Arrivo: Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, Pavia.
- Distanza: 590,9 km secondo la scheda tecnica regionale e la somma delle 26 distanze pubblicate da Lombardia in Cammino; 620 km secondo la configurazione presentata dall’associazione che promuove il Cammino.
- Durata: 26 giornate nella suddivisione proposta.
- Dislivello positivo complessivo: 4.310 m secondo in-Lombardia.
- Territori: Monza e Brianza, Comasco, Lecchese, Milanese, Varesotto, Bergamasca e Pavese.
- Struttura: Fiore della Rosa, Foglia Occidentale, Foglia Orientale e Gambo pavese.
- Santuari: il progetto collega cinquanta santuari mariani lungo il percorso lombardo.
- Segnaletica: freccia gialla su adesivo azzurro; lungo il percorso restano anche vecchi segni in vernice gialla.
- Estensione ligure: circa 150 km in 10 giornate tra Genova e Pavia, secondo il progetto.
- Radici africane: oltre 600 km indicati dal progetto tra luoghi agostiniani di Tunisia e Algeria sotto la denominazione Via Augustina; non equivalgono però a un unico cammino oggi segnalato e percorribile con continuità in entrambi i Paesi.
- Periodo indicato dalla scheda regionale: primavera, estate e autunno; le tappe prealpine richiedono comunque condizioni meteorologiche adatte.
Perché le fonti indicano 590,9 km, 620 km e perfino 926 km
La discrepanza è rilevante perché incide sulla pianificazione. La pagina regionale in-Lombardia riporta nella scheda tecnica 590,90 km e 26 tappe. Le distanze pubblicate nell’elenco di Lombardia in Cammino, sommate una per una, restituiscono lo stesso totale di 590,9 km, benché la pagina introduca il percorso parlando di 620 km.
La pagina Percorsi e GPS del Cammino di Sant’Agostino usa invece quattro distanze di sezione: Fiore della Rosa 346 km, Foglia Occidentale 98 km, Foglia Orientale 107 km e Gambo pavese 69 km. La somma è esattamente 620 km.
Anche il sito del progetto contiene dati non del tutto sovrapponibili: la pagina di sintesi dichiara 620 km in 26 giorni, ma le distanze arrotondate riportate accanto alle singole giornate producono un totale inferiore. È quindi evidente che le varie pagine utilizzano livelli di aggiornamento o criteri di misura differenti.
Un ulteriore numero, 926 km, compare ancora nel testo descrittivo di in-Lombardia e in materiali divulgativi precedenti del Cammino. In quella configurazione il “gambo” comprendeva una struttura più ampia tra Pavia e Genova e venivano conteggiati percorsi oggi organizzati diversamente. Il sito dell’Associazione indica attualmente 770 km di percorsi italiani: 620 km da Monza a Pavia e 150 km da Genova a Pavia.
Anche il vecchio totale complessivo di 1.531 km, presente in precedenti materiali del Cammino insieme alle radici africane, va quindi letto come dato storico della configurazione allora descritta e non come chilometraggio da usare per organizzare il percorso contemporaneo.
Per questo nell’organizzazione concreta conviene ragionare sulle tracce più recenti e sulle singole giornate, senza considerare 590,9, 620 o 926 km come numeri intercambiabili.
Un cammino contemporaneo legato ai luoghi di Sant’Agostino
L’archivio dell’Associazione storico-culturale S. Agostino di Cassago registra l’inaugurazione del Cammino di Sant’Agostino il 17 maggio 2009, seguita nello stesso anno dalla presentazione di una guida e, nel 2010, dall’apertura dei collegamenti verso Milano e Pavia. Il percorso si è poi ampliato e modificato.
Questo dato aiuta a distinguere la storia di Agostino dalla storia del cammino moderno. L’itinerario usa la sua biografia come filo conduttore, ma attraversa paesaggi e infrastrutture di epoche molto diverse: sentieri prealpini, centri brianzoli, parchi regionali, canali costruiti nei secoli, alzaie, periferie e quartieri metropolitani.
Agostino nacque nel 354 a Tagaste, l’attuale Souk Ahras in Algeria. Dopo gli anni trascorsi in Africa e un periodo tra Roma e Milano, nel 386 si ritirò con alcuni familiari e amici a Cassiciacum, prima di ricevere il battesimo a Milano nel 387. L’anno seguente tornò in Nord Africa e trascorse la parte finale della propria vita a Ippona, l’odierna Annaba, dove divenne vescovo e morì nel 430.
A Cassago Brianza il progetto colloca il Rus Cassiciacum citato nelle opere agostiniane. È corretto presentare questa identificazione come riferimento del progetto e della tradizione locale, evitando di trasformarla in una certezza archeologica indiscussa. Milano e Pavia hanno invece un legame documentato e centrale con la memoria agostiniana: il battesimo milanese e la presenza delle reliquie nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.
Questa biografia spiega anche la geografia simbolica più ampia del progetto: i luoghi lombardi costituiscono il cuore della Rosa, Genova è collegata alla tradizione della traslazione medievale delle reliquie verso Pavia e le “radici” riportano al Nord Africa, dove Agostino nacque, studiò, insegnò, predicò e concluse la propria vita.
Per chi sta confrontando itinerari religiosi e storici in Italia, su Viaggiare con Lentezza sono disponibili anche la guida alla Via Lauretana da Assisi a Loreto e una panoramica sui cammini e pellegrinaggi europei oltre gli itinerari più conosciuti.
Perché il percorso disegna una rosa
La forma della rosa è una struttura geografica utile per capire il cammino. Secondo la suddivisione attualmente pubblicata dall’Associazione, il Fiore della Rosa è un anello di circa 346 km da percorrere idealmente in quindici giornate: parte e termina a Monza, attraversa la Brianza, raggiunge i primi rilievi prealpini e passa per Cassago Brianza, Montevecchia e la valle dell’Adda. Il progetto indica trenta santuari mariani lungo questa sezione.
La Foglia Occidentale misura circa 98 km in quattro giorni e collega Monza con Milano passando per Saronno, Busto Arsizio e Rho. Segue il sistema del Villoresi e della valle dell’Olona e viene presentata dal progetto anche come raccordo verso l’aeroporto di Malpensa.
La Foglia Orientale è indicata in circa 107 km in quattro giorni. Da Milano raggiunge Gorgonzola, Caravaggio e Trezzo sull’Adda prima di rientrare a Monza, seguendo anche Martesana, Villoresi e Adda. Il progetto la mette in relazione con un collegamento pedonale verso l’aeroporto di Orio al Serio.
Le ultime tre giornate formano il Gambo pavese, indicato in circa 69 km: da Monza si torna a Milano e si prosegue verso la Certosa di Pavia e Pavia, dove il percorso termina presso le reliquie di Sant’Agostino.
Le quattro distanze di sezione sommano 620 km. Come spiegato sopra, le misure delle singole tappe pubblicate da altre fonti producono invece un totale diverso. Questa geometria rende possibile percorrere il cammino anche per sezioni, ma Fiore, Foglie e Gambo non sono varianti equivalenti: nella percorrenza completa vengono affrontati in successione.

Le 26 tappe del Cammino della Rosa da Monza a Pavia
La tabella usa le distanze pubblicate nell’elenco dettagliato di Lombardia in Cammino e compatibili con il totale di 590,9 km indicato nella scheda tecnica di in-Lombardia. Il sito dell’Associazione pubblica oggi anche una propria suddivisione giornaliera con alcuni valori differenti. Le distanze vanno quindi considerate dati di pianificazione: deviazioni verso alloggi, visite, lavori, aggiornamenti del tracciato o diversi criteri di misurazione possono modificare il chilometraggio effettivo.
| Tappa | Sezione | Partenza | Arrivo | Distanza indicativa | Nota pratica |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Fiore | Monza | Rancate di Triuggio | 20 km | Prima parte urbana; successivamente il percorso segue la Valle del Lambro. |
| 2 | Fiore | Rancate di Triuggio | Binzago di Cesano Maderno | 24 km | Giornata in un territorio fortemente urbanizzato, con numerosi tratti asfaltati. |
| 3 | Fiore | Binzago di Cesano Maderno | Cantù | 30 km | Tappa lunga; utile valutare una suddivisione se non si è abituati a camminare per molte ore. |
| 4 | Fiore | Cantù | Mariano Comense | 23,9 km | Alternanza di sentieri e asfalto; nei boschi la segnaletica richiede attenzione. |
| 5 | Fiore | Mariano Comense | Monguzzo | 19,4 km | Strade campestri e aree verdi tra Brianza comasca e lago di Alserio. |
| 6 | Fiore | Monguzzo | Caslino d’Erba | 17 km | Avvicinamento ai primi rilievi del Triangolo Lariano. |
| 7 | Fiore | Caslino d’Erba | Valmadrera | 13,5 km | Prima tappa prealpina: Val Ravella, Colma intorno ai 1.000 m, Passo del Fò e discese ripide. |
| 8 | Fiore | Valmadrera | Pusiano | 12,5 km | La scheda descrittiva parla di circa 15 km e quasi 1.000 m di salita: San Pietro al Monte e Monte Cornizzolo rendono la giornata impegnativa. |
| 9 | Fiore | Pusiano | Cassago Brianza | 25,5 km | Giornata lunga tra laghi e colline briantee, con dislivello più moderato rispetto alle due precedenti. |
| 10 | Fiore | Cassago Brianza | Bevera di Barzago | 25,3 km | Passaggio nel territorio che il progetto associa a Rus Cassiciacum. |
| 11 | Fiore | Bevera di Barzago | Airuno | 17,8 km | Settore collinare con salite locali; verificare fondo e condizioni dopo piogge intense. |
| 12 | Fiore | Airuno | Montevecchia | 23,7 km | Salita verso l’area di San Genesio e arrivo sulle colline di Montevecchia. |
| 13 | Fiore | Montevecchia | Imbersago | 21,8 km | Parco del Curone, Merate e discesa verso la valle dell’Adda. |
| 14 | Fiore | Imbersago | Ornago | 26,7 km | Lungo tratto sull’Adda fino a Paderno, poi ritorno verso l’interno. |
| 15 | Fiore | Ornago | Monza | 22,4 km | Chiude l’anello del Fiore rientrando a Monza attraverso parchi e centri brianzoli. |
| 16 | Foglia Occidentale | Monza | Saronno | 27,6 km | Canale Villoresi, Parco delle Groane e Parco del Lura; giornata lunga ma prevalentemente non montana. |
| 17 | Foglia Occidentale | Saronno | Busto Arsizio | 19,8 km | Passaggio nei boschi e nella valle dell’Olona, con arrivo in area urbana. |
| 18 | Foglia Occidentale | Busto Arsizio | Rho | 26,7 km | Settore molto antropizzato: attenzione agli attraversamenti e alla continuità della traccia. |
| 19 | Foglia Occidentale | Rho | Milano | 19,6 km | Ingresso progressivo nella città fino al Duomo; prevalenza di ambiente urbano. |
| 20 | Foglia Orientale | Milano – Piazza Duomo | Gorgonzola | 23,3 km | Uscita da Milano e lunga percorrenza lungo il Naviglio Martesana. |
| 21 | Foglia Orientale | Gorgonzola | Caravaggio | 29,3 km | Tappa lunga tra Martesana, Adda, campagne e centri abitati. |
| 22 | Foglia Orientale | Caravaggio | Trezzo sull’Adda | 22,6 km | Tratti pedonali asfaltati, campagna, attraversamento dell’Adda e ritorno alla Martesana. |
| 23 | Foglia Orientale | Trezzo sull’Adda | Monza | 32,2 km | È la giornata più lunga della tabella; richiede buona gestione dei tempi e delle soste. |
| 24 | Gambo pavese | Monza | Milano | 25,3 km | Tappa completamente metropolitana, attraverso Parco Nord e il tessuto urbano milanese. |
| 25 | Gambo pavese | Milano | Certosa di Pavia | 30 km | Lunga ma pianeggiante, in gran parte lungo le alzaie dei Navigli. |
| 26 | Gambo pavese | Certosa di Pavia | Pavia | 11 km | Tappa breve conclusiva fino alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. |
Totale delle distanze in tabella: 590,9 km. Il totale non va sommato ai 620 km indicati nelle altre pagine: si tratta di serie di dati riferite allo stesso percorso ma non perfettamente allineate. Prima della partenza è opportuno confrontare il GPX corrente con la scheda della singola giornata.

Difficoltà: perché il cammino è classificato “Difficile”
La scheda di in-Lombardia classifica il Cammino di Sant’Agostino come Difficile e indica 4.310 metri di dislivello positivo complessivo. Il dato va interpretato insieme alla struttura del percorso: gran parte dei chilometri non presenta difficoltà alpinistiche, ma 26 giornate consecutive, diversi tratti asfaltati e numerose tappe sopra i 25 km producono una fatica cumulativa importante.
Le giornate 7 e 8 sono quelle che richiedono maggiore attenzione sul piano escursionistico. Tra Caslino d’Erba e Valmadrera si sale verso la Colma, intorno ai 1.000 metri, si attraversa il Passo del Fò e si affrontano discese rapide. La tappa Valmadrera–Pusiano passa da Civate e San Pietro al Monte e sale verso il Monte Cornizzolo, che raggiunge 1.176 metri. La descrizione regionale parla per questa giornata di circa 15 km e quasi 1.000 metri di dislivello, mentre l’elenco sintetico delle tappe indica una distanza differente: è un altro esempio delle discrepanze presenti nelle fonti.
Anche le tappe più pianeggianti possono essere faticose. Trezzo sull’Adda–Monza supera i 30 km nelle suddivisioni consultate; Milano–Certosa di Pavia è anch’essa una giornata lunga. Le giornate urbane comportano asfalto, attraversamenti, rumore e temperature superficiali elevate in estate. Le alzaie sono più semplici dal punto di vista altimetrico, ma possono diventare monotone e molto esposte al sole.
La difficoltà logistica varia molto da una zona all’altra. In Brianza e nell’area metropolitana i servizi sono frequenti, ma la continuità del percorso può essere meno intuitiva tra strade, parchi e incroci. Nei settori prealpini il problema si sposta su fondo, pendenza, meteo e orientamento. È prudente non affidarsi alla sola segnaletica: servono GPX offline, batteria sufficiente e una mappa alternativa. In emergenza il Numero Unico Europeo è il 112.
Quando partire
in-Lombardia indica primavera, estate e autunno. Questo intervallo è molto ampio e non rende equivalenti tutti i mesi. La scelta va adattata alle sezioni che si intendono percorrere e alle previsioni ravvicinate.
In primavera i sentieri collinari e prealpini possono essere bagnati o fangosi dopo periodi di pioggia. In estate il problema principale può diventare il caldo, soprattutto sulle alzaie, nell’area urbana e nelle lunghe giornate da quasi 30 km. Sui rilievi restano possibili temporali e rapidi cambiamenti delle condizioni. In autunno diminuiscono le ore di luce e aumenta la probabilità di fondo scivoloso nei boschi.
Prima delle tappe 7 e 8 conviene controllare il bollettino meteorologico di ARPA Lombardia e, in caso di maltempo o criticità regionali, il sistema allertaLOM della Protezione Civile regionale. Una previsione sfavorevole sulle Prealpi può giustificare lo spostamento della giornata o una diversa suddivisione del viaggio.
Segnaletica, mappe e tracce GPX
La pagina Percorsi e GPS dell’associazione descrive il segnavia come una freccia gialla su adesivo con fondo azzurro e segnala la permanenza di vecchie indicazioni in vernice gialla, collocate nei primi anni del pellegrinaggio. La presenza di una segnaletica dedicata non elimina la necessità di una traccia digitale, soprattutto nei passaggi urbani e nei bivi nei boschi.
in-Lombardia mette a disposizione un collegamento diretto al GPX dell’intero percorso. L’associazione pubblica inoltre file GPX dei percorsi completi e, nella pagina di sintesi, mappe e tracce per le singole giornate. Considerate le differenze tra i dati chilometrici, è sensato scaricare nuovamente i file poco prima della partenza invece di riutilizzare una traccia conservata da mesi o anni.
Tracce, mappe e aggiornamenti
Il GPX regionale è scaricabile direttamente. Le pagine del progetto permettono di confrontare il percorso completo con le singole giornate e con la struttura delle quattro sezioni.
Scarica il GPX completo
Consulta tappe e mappe
Percorsi e tracce del progetto
Consulta il percorso su in-Lombardia
Credenziale e Testimonium
L’Associazione Culturale Cammino di Sant’Agostino rende disponibile una Credenziale del Pellegrino da vidimare lungo il percorso. I punti indicati comprendono i cinquanta santuari mariani, Cassago Brianza, il Duomo e la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano e la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia.
La pagina consultata indica tra i punti di ritiro la portineria del convento francescano presso il Santuario di Santa Maria delle Grazie a Monza, in Via Montecassino 18, cioè il luogo da cui prende avvio il cammino. Non viene indicato in modo chiaro un prezzo unico della credenziale; disponibilità, modalità di ritiro ed eventuali condizioni vanno quindi ricontrollate prima di partire.
Per il Testimonium, la stessa pagina stabilisce come requisito almeno il 75% dei timbri e precisa tra parentesi “almeno 40 vidimazioni”. Il riconoscimento indicato è un rosario agostiniano, ritirabile nella sacrestia agostiniana di San Pietro in Ciel d’Oro con offerta libera. È preferibile verificare poco prima dell’arrivo che modalità, orari e requisiti siano rimasti invariati.
Dove dormire e mangiare
La pagina Ospitalità del Cammino di Sant’Agostino rimanda alle mappe interattive delle singole giornate, dove sono segnalate numerose strutture lungo o vicino alla traccia. L’associazione chiarisce che la rete viene aggiornata periodicamente e che solo alcune strutture hanno accordi specifici rivolti ai pellegrini.
Per le strutture che applicano condizioni dedicate viene raccomandato di contattare l’ospitalità prima dell’arrivo, comunicare le date e il numero di persone e portare la credenziale. Le condizioni possono comprendere offerta libera o tariffe contenute, ma non vanno date per garantite senza una conferma diretta.
Prima di fissare una tappa conviene verificare:
- apertura nella data scelta e necessità di prenotazione;
- prezzo, donativo o eventuale tariffa collegata alla credenziale;
- orario massimo di arrivo;
- doccia, biancheria e possibilità di lavare o asciugare gli indumenti;
- cena, colazione e disponibilità di alimentari nelle vicinanze;
- distanza reale dell’alloggio dalla traccia;
- eventuale necessità di sacco a pelo, sacco-lenzuolo o tappetino.
Il cammino attraversa molte aree urbanizzate e questo amplia l’offerta commerciale, ma non garantisce una sistemazione economica senza prenotazione in ogni località. Nei fine settimana, durante fiere, eventi e periodi di alta domanda, prezzi e disponibilità possono cambiare rapidamente.
Come arrivare e come tornare
Il punto di partenza indicato dal progetto è il Santuario di Santa Maria delle Grazie a Monza, vicino all’ingresso del Parco. Monza è servita dalla rete ferroviaria regionale e permette di arrivare senza automobile da Milano e da altre località lombarde. Per orari e modifiche di esercizio è meglio usare il motore orario e i quadri ferroviari di Trenord.
L’arrivo è a Pavia. La città è collegata in treno con Milano e con altri nodi regionali; anche in questo caso gli orari vanno verificati per il giorno effettivo di viaggio. Numerose località intermedie sono servite da treni o trasporto locale: questa caratteristica può rendere più semplice percorrere il Cammino della Rosa in più periodi, ma ogni interruzione va pianificata sulla stazione o fermata realmente accessibile dalla tappa.
Il progetto pubblica anche una rete di raccordi pedonali. La Foglia Occidentale è collegata con l’area di Malpensa, mentre la Foglia Orientale viene messa in relazione con Orio al Serio. La pagina Percorsi e GPS indica complessivamente collegamenti con gli aeroporti di Malpensa Terminal 1, Linate, Orio al Serio e Genova, oltre al porto di Genova.
Sono inoltre indicati raccordi da Como e Lecco e un collegamento di circa due giornate a piedi tra Imbersago e Bergamo, passando per luoghi legati a Papa Giovanni XXIII e mettendo in comunicazione il Cammino di Sant’Agostino con l’Alta Via delle Grazie. Questi percorsi accessori vanno pianificati separatamente: il fatto che siano indicati dal progetto non significa che sostituiscano i normali collegamenti ferroviari o aeroportuali.
Aeroporti e raccordi
La pagina del progetto raccoglie i collegamenti pedonali verso aeroporti, porto, Como, Lecco e altri cammini. Prima di usarli verifica la traccia corrispondente e i trasporti disponibili.
Pavia è anche un nodo della Via Francigena. Per chi vuole proseguire o collegare esperienze diverse, può essere utile la guida di Viaggiare con Lentezza alla Via Francigena da Garlasco a Pavia.
Equipaggiamento essenziale
- scarpe già collaudate, adatte a un percorso misto tra asfalto, alzaie, sterrati e sentieri;
- guscio impermeabile e strati sufficienti per le giornate prealpine;
- protezione solare, copricapo e acqua adeguata soprattutto nei lunghi tratti esposti;
- telefono con GPX e mappe offline, più batteria esterna;
- bastoncini se abitualmente usati, utili soprattutto nelle salite e discese delle tappe 7 e 8;
- elementi riflettenti per tratti urbani, attraversamenti e giornate con poca luce;
- piccolo kit di primo soccorso e farmaci personali;
- sacco a pelo leggero o sacco-lenzuolo quando richiesto dalle strutture prenotate.
Varianti ed estensioni del Cammino della Rosa
Il Bocciolo della Rosa: 90 km in 5 giorni
La pagina Percorsi e GPS presenta il Bocciolo della Rosa come un anello di circa 90 km in cinque giorni, con partenza e arrivo a Cassago Brianza. È stato concepito in occasione del Giubileo 2025 come esperienza più breve nell’Alta Brianza e nel Triangolo Lariano.
Va considerato un itinerario autonomo rispetto alla sequenza delle 26 giornate. Chi sceglie il Bocciolo deve usare le sue mappe e tracce dedicate, senza ricavare il programma tagliando arbitrariamente le tappe del percorso lungo.
Percorsi più brevi e prolungamenti
La pagina del progetto raccoglie il Bocciolo, le quattro sezioni lombarde, il collegamento ligure, le radici africane e i raccordi. Prima di partire verifica sempre quale GPX corrisponde alla versione scelta.
Il Gambo genovese tra Genova e Pavia
Il progetto descrive un secondo percorso italiano di circa 150 km in 10 giornate tra Genova e Pavia, percorribile anche nel senso opposto. La suddivisione attuale parte da Genova e passa, tra le altre località, per San Cipriano, Savignone, Mongiardino, Cantalupo Ligure, San Sebastiano Curone, Volpedo, Casei Gerola, Zinasco Nuovo e Cava Manara prima di raggiungere Pavia.

Il significato storico attribuito dal progetto al Gambo genovese riguarda la traslazione medievale delle reliquie di Agostino. Secondo questa ricostruzione, le reliquie giunsero a Genova e furono successivamente portate a Pavia per decisione del re longobardo Liutprando, seguendo la direttrice della Via del Sale.
La configurazione contemporanea del progetto considera il percorso ligure separatamente dal tratto lombardo: 620 km Monza–Pavia più 150 km Genova–Pavia, per 770 km di percorsi italiani dichiarati. Il precedente totale di 926 km che continua a comparire in alcune fonti appartiene a una diversa organizzazione del sistema e non va utilizzato per calcolare le 36 giornate attualmente presentate.
Il Gambo genovese attraversa territori appenninici e richiede una verifica specifica di dislivelli, fondo, acqua, alloggi e trasporti. Non va trattato come semplice prosecuzione pianeggiante del Gambo pavese.
Le radici africane: la Via Augustina tra Tunisia e Algeria
La forma simbolica del Cammino prosegue oltre il Mediterraneo. La pagina Percorsi e GPS dell’Associazione indica oltre 600 km nei territori del Nord Africa attraverso i luoghi agostiniani di Ippona, Tagaste e Cartagine, oggi rispettivamente Annaba e Souk Ahras in Algeria e l’area di Cartagine presso Tunisi. La pagina principale del progetto quantifica questa prosecuzione in circa 605 km e la collega alla denominazione Via Augustina, coordinata da un’associazione distinta.
Questo collegamento riprende la geografia della vita di Agostino. Tagaste fu la sua città natale; Cartagine fu uno dei principali luoghi della sua formazione e attività giovanile; Ippona fu la città episcopale nella quale trascorse l’ultima parte della vita e morì nel 430.

È però necessario distinguere il disegno complessivo del progetto dalla situazione escursionistica effettiva. Nel febbraio 2026 Vatican News, in un approfondimento sui luoghi agostiniani del Nord Africa, ha descritto in Tunisia una Via Augustina con itinerari percorribili a piedi tra diversi siti. Per l’Algeria la stessa fonte precisa invece che non esiste ancora una rete analoga e continua: sono presenti importanti siti legati alla memoria di Agostino, tra cui Souk Ahras e Annaba, ma non vanno presentati come segmenti di un unico sentiero segnalato equivalente a un cammino europeo.
Il dato di 605 km pubblicato dal progetto non deve quindi essere interpretato automaticamente come una traccia continua, segnalata e percorribile oggi da Tunisi a Ippona e ritorno. Chi intende approfondire questa parte deve verificare direttamente con i responsabili della Via Augustina quali itinerari siano effettivamente attivi, quali possano essere percorsi a piedi e quali richiedano trasferimenti.
Attenzione: Tunisia e Algeria richiedono una pianificazione separata. Frontiere, documenti, visti, trasporti e condizioni di sicurezza possono cambiare e non vanno ricavati dalle informazioni relative al percorso italiano.
Prima di organizzare un viaggio nelle radici africane consultare le schede aggiornate del MAECI per la Tunisia e del MAECI per l’Algeria. Al controllo redazionale, la scheda Algeria segnala l’obbligo di visto per i titolari di passaporto ordinario italiano e indica aree soggette a particolare cautela; anche per la Tunisia sono presenti zone per le quali il Ministero invita a verificare attentamente le indicazioni di sicurezza.
Approfondire le radici africane
La Via Augustina è coordinata separatamente dal Cammino lombardo. Verifica direttamente itinerari attivi e modalità di percorrenza prima di considerare questa parte nel programma di viaggio.
Approfondisci la Via Augustina
Consulta il progetto del Cammino
Prima di partire
Il Cammino della Rosa richiede una pianificazione più attenta di quanto possa suggerire la presenza continua di città e paesi. La maggior parte dell’itinerario lombardo si trova in territori densamente abitati, ma le giornate da oltre 25 km, i tratti asfaltati, le due tappe prealpine e la durata complessiva rendono importante distribuire bene il carico.
Il primo controllo riguarda la versione della traccia. Le distanze pubblicate dalle fonti non coincidono e alcune pagine conservano numeri appartenenti a configurazioni precedenti del Cammino. Un GPX recente e la scheda della singola giornata sono quindi strumenti più utili di un vecchio totale generale.
Il secondo controllo riguarda le tappe prealpine, da affrontare con meteo adatto e tempi sufficienti. Il terzo riguarda l’ospitalità: la presenza di una struttura sulla mappa non garantisce apertura, posto disponibile o tariffa. Anche i raccordi verso aeroporti e altri cammini devono essere verificati come percorsi autonomi.
Chi non dispone di 26 giorni consecutivi può dividere il percorso seguendo la geometria della Rosa, tenendo conto dei collegamenti ferroviari e del punto esatto in cui interrompere la marcia. In questo caso è utile registrare con cura i tratti già percorsi e ricontrollare il GPX prima di ogni ripartenza.
Il Gambo genovese e le radici africane richiedono invece una pianificazione distinta. Cambiano territorio, difficoltà, rete di accoglienza e trasporti; nel caso di Tunisia e Algeria cambiano anche documenti d’ingresso e condizioni di sicurezza. Non è quindi corretto considerarli come semplici tappe aggiuntive da accodare al programma Monza–Pavia.

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