SciLit: alfabetizzazione scientifica contro bufale e disinformazione

ersona seduta in biblioteca usa un computer portatile accanto a libri e quaderni
Una persona studia in biblioteca utilizzando un computer portatile e alcuni libri. Foto: Ludovic Delot / Pexels.

Una notizia ci sorprende, conferma qualcosa che pensavamo già o provoca una reazione immediata. In pochi secondi possiamo condividerla, commentarla o usarla per formarci un’opinione. Verificare da dove arriva, quali prove porta e quanto siano solide richiede invece un po’ più di tempo. Una buona alfabetizzazione scientifica aiuta a capire quali prove sostengono davvero un’informazione, da dove arriva una fonte e quanto possiamo fidarci delle conclusioni che ci vengono presentate.

SciLit nasce attorno a questo problema. È una piattaforma europea gratuita dedicata al pensiero critico, alla comprensione della disinformazione e delle pseudoscienze e al rapporto tra qualità dell’informazione e diritti umani. Il progetto si rivolge soprattutto ai giovani e a chi lavora nell’educazione, ma i materiali possono essere interessanti anche per chi vuole semplicemente allenarsi a leggere con maggiore attenzione quello che incontra online.

Aggiornamento editoriale – 8 ottobre 2026
SciLit è attualmente nella fase di lancio e sperimentazione della piattaforma. Il percorso principale è online, mentre alcune funzioni dedicate alla comunità, agli eventi dal vivo e alla formazione degli educatori risultano ancora in preparazione o con date da definire. Conviene quindi controllare direttamente il sito per gli aggiornamenti sulle attività future.

Che cos’è SciLit

Il nome deriva da Scientific Literacy, alfabetizzazione scientifica. Il progetto completo si intitola Scientific Literacy as a Catalyst for Change: Addressing Pseudoscience and Science Disinformation in relation to Human Rights ed è finanziato attraverso il programma Erasmus+ dell’Unione Europea.

Il progetto è coordinato dall’Asociația Secular-Umanistă din România (ASUR). La partnership riunisce sei organizzazioni di Romania, Francia, Italia, Ungheria, Slovenia e Bulgaria. Per l’Italia partecipa il CICAP – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze.

Secondo il coordinatore ASUR, il progetto europeo si sviluppa tra il 2025 e il 2028. Dopo la costruzione della piattaforma sono previste attività formative, laboratori nazionali, workshop virtuali, campagne guidate dai giovani e una conferenza conclusiva in Italia.

Sette moduli per rallentare prima di credere

La piattaforma italiana presenta un percorso composto da sette moduli progressivi, per un totale dichiarato di circa undici ore di contenuti. Le lezioni utilizzano testi, animazioni, quiz, esercizi e mini-giochi.

I temi affrontati seguono una sequenza abbastanza concreta:

  • Pensa liberamente: come si formano convinzioni e opinioni;
  • Vedi chiaramente: come un’informazione finisce per apparirci credibile;
  • Analizza i processi: bias cognitivi e scorciatoie mentali;
  • Fidati con coscienza: come valutare l’affidabilità delle fonti;
  • Decostruisci le narrazioni: come forma e racconto influenzano ciò che crediamo;
  • Accetta il dubbio: come ragionare quando le informazioni disponibili sono incomplete o incerte;
  • Passa all’azione: strumenti per applicare quanto imparato nella vita quotidiana e nella propria comunità.

Tra le competenze indicate dal progetto ci sono la ricerca e il confronto delle fonti, la ricerca inversa delle immagini, il riconoscimento delle tecniche di manipolazione, la distinzione fra correlazione e causalità, la comprensione dei limiti di uno studio e un primo orientamento fra qualità delle prove, statistica e revisione scientifica.

È un approccio vicino allo spirito della nostra sezione Slow Science: rallentare abbastanza da capire da dove arriva un’affermazione prima di trasformarla in una certezza.

Dalle bufale al metodo scientifico

Il punto interessante di SciLit è il tentativo di andare oltre la semplice classificazione di una notizia come vera o falsa. Una parte del percorso riguarda infatti i meccanismi che rendono persuasive certe informazioni: familiarità, ripetizione, conferma delle proprie idee, autorità apparente, immagini fuori contesto, narrazioni emotive e difficoltà nel valutare l’incertezza.

Sono dinamiche che abbiamo incontrato spesso anche su Viaggiare con Lentezza. Nel caso dei falsi video di Richard Feynman generati o ricostruiti con strumenti di intelligenza artificiale, per esempio, volto, voce e reputazione dello scienziato possono rendere credibile un contenuto prima ancora che qualcuno ne controlli la provenienza.

Un meccanismo diverso compare nelle bufale costruite a partire da fotografie o episodi autentici. Lo abbiamo visto ricostruendo il post virale sul cane ferito e sul presunto proprietario arrestato: un fatto reale può diventare la base di un racconto molto più efficace emotivamente, ma privo di riscontri.

Anche una storia apparentemente positiva può meritare lo stesso controllo. Il presunto “primo grattacielo vivente d’Europa” a Valencia mostrava quanto sia facile scambiare immagini suggestive e descrizioni futuristiche per un progetto realmente costruito.

Ma da dove arriva questa informazione e che cosa permette davvero di concludere?

Un progetto pensato anche per educatori e operatori giovanili

SciLit sta sviluppando anche un percorso specifico per educatori, facilitatori e operatori giovanili. La piattaforma indica sei moduli dedicati a temi come facilitazione del pensiero critico, vulnerabilità alla manipolazione, costruzione della fiducia, metodi inclusivi, sicurezza digitale ed etica e gestione di spazi in cui sia possibile discutere e dissentire.

Sono inoltre annunciati e previsti materiali per organizzare workshop: guide, attività stampabili, strumenti di valutazione, risorse pedagogiche,  workshop virtuali su pre-bunking, cittadinanza digitale e advocacy giovanile, ma le date non sono ancora pubblicate.

Il certificato Youthpass

La piattaforma dichiara che chi completa il percorso può ricevere un certificato Youthpass attraverso l’organizzazione partner del proprio Paese.

Youthpass è lo strumento utilizzato nei programmi europei Erasmus+ Youth e Corpo europeo di solidarietà per documentare partecipazione e apprendimenti maturati attraverso attività di educazione non formale. Informazioni sul suo funzionamento sono disponibili sul sito Youthpass.

Chi può iscriversi e quanto costa

La registrazione a SciLit è gratuita.

Nei Paesi partner l’età minima indicata è di 14 anni, con l’eccezione della Slovenia dove è di 15 anni; per chi accede da altri Paesi valgono le norme nazionali applicabili. La piattaforma è disponibile in italiano, inglese, francese, rumeno, ungherese, sloveno e bulgaro e funziona tramite browser, senza installare programmi dedicati.

Per creare un account vengono richiesti nome, cognome, indirizzo email e l’indicazione del ruolo di giovane partecipante oppure educatore/facilitatore.

Una nota sui dati personali

È utile leggere questa parte prima della registrazione. SciLit specifica che nome, cognome, email e ruolo vengono utilizzati anche per documentare la partecipazione al progetto Erasmus+ e possono essere comunicati all’Agenzia nazionale rumena che gestisce il finanziamento e alla Commissione europea. In caso di completamento del percorso, i dati necessari vengono inoltre trasmessi al partner SciLit del proprio Paese per l’emissione del certificato Youthpass.

L’area di registrazione espone queste condizioni prima della creazione dell’account e rimanda all’informativa completa sulla privacy.

SciLit dichiara anche come utilizza l’intelligenza artificiale

C’è un aspetto che merita una segnalazione particolare. In una pagina dedicata, il progetto spiega apertamente di avere utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per alcune illustrazioni e animazioni, per lo sviluppo di esercizi interattivi, per bozze e revisione di testi, per individuare possibili casi di studio e per assistere le traduzioni. Il team dichiara che obiettivi didattici, struttura, fonti e contenuti fattuali sono stati stabiliti o controllati dai partner e dai loro esperti e che il materiale pubblicato è stato sottoposto a revisione umana.

Vengono citati, tra gli strumenti utilizzati, Claude, modelli aperti eseguiti tramite Ollama e generatori di immagini.

La scelta di pubblicare una pagina specifica su questo processo è coerente con uno dei principi centrali dell’alfabetizzazione informativa: conoscere, per quanto possibile, come è stato prodotto ciò che stiamo leggendo o guardando. Il documento completo è disponibile nel disclaimer sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Un progetto ancora in costruzione

SciLit è stato lanciato da poco e questo si vede in alcune parti del sito.

La cronologia pubblicata dal progetto colloca tra settembre e ottobre 2026 il lancio e il test pilota della piattaforma, seguito dal percorso formativo online nei Paesi partner. Alcune sezioni sono già consultabili, altre riportano indicazioni come “in preparazione”, “presto disponibile” oppure “date da annunciare”. Anche alcune informazioni e alcuni contatori presenti nelle diverse pagine non risultano ancora perfettamente allineati. Per questa ragione consigliamo di considerare SciLit.eu come riferimento diretto per verificare lo stato dei moduli, dei workshop, della community e delle future attività del progetto.

Perché segnalare e diffondere SciLit

Fermarsi davanti a una fotografia, cercarne l’origine, aprire la fonte originale di uno studio, confrontare una dichiarazione con ciò che dice davvero il documento citato o riconoscere quando una conclusione è più forte delle prove disponibili richiede qualche minuto in più. È un’abitudine utile nella divulgazione scientifica, nei social network e nella vita quotidiana. Serve anche quando si organizza un viaggio. Spesso ci ritroviamo davanti offerte improbabili, fotografie attribuite al luogo sbagliato, condizioni di ingresso superate, mappe non aggiornate e annunci di volontariato copiati da vecchie pagine possono produrre decisioni sbagliate per lo stesso motivo. L’informazione appare plausibile e viene accettata prima di verificarne origine e data.

Chi vuole continuare su questi temi può esplorare la sezione Slow Science, gli articoli dedicati alle bufale e la nostra area Cultura & Società.


Fonti e approfondimenti

Controllo redazionale: 8 ottobre 2026. SciLit è un progetto in corso e alcune funzioni, date e attività possono cambiare. Prima di iscriversi a workshop o iniziative future è consigliabile ricontrollare le informazioni direttamente sul sito del progetto.



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