Nel Palazzo della Corgna di Città della Pieve le sale raccontano l’ambizione di una famiglia potente nel Cinquecento. Il tema del “Convito degli Dei” – banchetto mitologico con divinità riunite – non è decorazione casuale: allude a concordia, prosperità e rango del casato, un messaggio che gli ospiti leggevano subito entrando. Intorno alla scena centrale corre un ricco tappeto di grottesche, putti, candelabre e medaglioni, il lessico tipico del manierismo maturo che si diffonde in Umbria sull’onda delle esperienze romane.
L’attribuzione è riferita all’ambito di Niccolò Circignani, detto il Pomarancio, e bottega: modi narrativi sciolti, colori chiari, figure serrate nella scena conviviale. Il palazzo, residenza urbana dei della Corgna (signori di Castiglione del Lago e protagonisti della politica di frontiera tra Stato Pontificio e Toscana), nasce proprio per rappresentare prestigio e alleanze, non solo per abitare.
La visita si lega bene a un percorso cittadino: a poche centinaia di metri ci sono gli affreschi del Perugino (Oratorio dei Bianchi, Cattedrale) e i belvedere lungo le mura che affacciano sulla Val di Chiana. Periodi consigliati: primavera e autunno; in estate gli interni restano freschi e si apprezzano i dettagli pittorici con luce costante. Suggerimento pratico: informarsi sugli orari e sui biglietti cumulativi con gli altri siti del centro storico. In un raggio di pochi minuti a piedi si attraversano tre secoli di arte umbra, dal Rinascimento al pieno Manierismo, dentro un borgo che ha saputo conservare misura e identità.
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L’Umbria che non ti aspetti: itinerari non turistici per viaggiatori lenti
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