Maslenitsa è il sorriso caldo del sole che rompe l’inverno, il profumo dei bliny che si diffonde tra le strade, il canto corale di una comunità che saluta il freddo per accogliere la primavera. È una festa antichissima, nata ben prima del cristianesimo, quando i popoli slavi rendevano omaggio al sole e celebravano il ciclo eterno della natura. Con l’arrivo della tradizione ortodossa ha assunto nuovi significati, ma ha mantenuto la sua essenza: un momento collettivo di passaggio, di purificazione e di gioiosa attesa.
Passeggiare durante Maslenitsa significa perdersi tra colori vivaci, carri allegorici e danze improvvisate. I bliny, sottili frittelle rotonde e dorate, diventano il simbolo della festa: tondi come il sole, fragranti e condivisi senza riserve, sono più di un semplice cibo. Sono un augurio di calore, di unione e di abbondanza. Attorno a un piatto di bliny non si riunisce solo la famiglia, ma l’intera comunità, in un abbraccio che sa di ospitalità e di antica fratellanza.
Il momento più atteso è il rogo dell’effigie di paglia, “Lady Maslenitsa”. Vederla ardere tra canti e risate significa dire addio all’inverno, liberarsi delle ombre e aprirsi a una nuova stagione di luce. Le sue ceneri, disperse al vento o nei campi, portano con sé il desiderio di fertilità, di prosperità e di vita rinnovata.
Maslenitsa è festa, rito e memoria. È un tempo sospeso in cui il passato contadino e il presente urbano si intrecciano, restituendo a chi partecipa la sensazione di essere parte di un racconto collettivo più grande. Entrare in questa celebrazione significa penetrare nel cuore della cultura russa e slava, scoprire come la gioia e il fuoco, il cibo e la condivisione possano trasformarsi in linguaggio universale.
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