lunedì 15 febbraio 2016

13+2 punti su cui rivangare spesso quando si viaggia!

Riflessioni sul viaggio e consigli per viaggiare.


0) Viaggiatore e turista: due specie a parte (la seconda a rischio d'estinzione!).


I turisti utilizzano il loro denaro per un'esperienza generalmente preimpostata, consumando esperienze propinate dai capoccia di una o più determinate società senza immergersi nella cultura della nazione in cui si trovano.

montagnaI viaggiatori, più precisamente "i peripatetici", vogliono stare quanto più a lungo possibile a contatto con i locali, apprendere la lingua e gli usi e i costumi della terra che li accoglie temporaneamente, il tutto cercando di andare sempre con i piedi di piombo, stivalando e mai difilando, andando a diporto con placidità ed agiatezza appositamente per finalizzare i prescritti fini.


1) La maggior parte delle persone al mondo sono amichevoli e moderate



amici
Ci sono svariati stereotipi, è innegabile, ma in genere sono dovuti all'ignoranza delle persone - sì, anche chi ne è vittima certe volte rafforza lo stereotipo coinvolto.

La maggior parte delle persone al mondo sono cordiali, amichevoli e disponibili.

Generalmente, quando si discute con loro, v'è una certa curiosità riguardo il viaggio intrapreso dall'ospitato. E, in genere, tendono ad assistere in caso di bisogno.  Alcune nazioni potrebbero stupire ancor più tanto sono differenti da come vengono inquadrate dai media.

Quella grossa fetta che fa parlare di sé, ovvero criminali e delinquenti di fattispecie varia, sono sempre e solo la minoranza. Una minoranza, ahimè, che a volte è capace di oscurare tutto il resto.

2) Non tutti i luoghi costano quanto casa e spesso nascondono meraviglie



meravigliaAl mondo, una buona parte delle nazioni indipendenti offre servizi analoghi e prodotti alimentari a prezzi nettamente più bassi, in paragone di quantità con i cosiddetti "paesi del primo mondo".

In Guatemala, in America Centrale, per esempio, un albergo di qualità intermedia può costare circa 3 euro a notte, così come in Europa Orientale i prezzi siano molto più accessibili che in Europa Occidentale, non mancando di offrire paesaggi pittoreschi, roccaforti imponenti, meraviglie della natura inconsiderate e culture ricche, vaste ed influenti.

Lo sapevate che è stato un nobile albanese, Gjergj Kastrioti Skënderbeu, ad aver impedito l'avanzata dell'esercito islamico nel 15° secolo, ed oggi a lui sono dedicate moltissime statue ed un enorme mausoleo in Albania, così come svariati castelli e cittadelle fortificate?

3) In molti posti è facile ed economico potersi spostare


Al mondo, una grossa fetta della popolazione fondamentalizza i propri spostamenti tramite l'uso del servizio di trasporto pubblico.

Non è nemmeno troppo difficile intendere dove e come dirigersi, grazie anche alla diffusione mondiale della lingua inglese, facile da apprendere e da conversare, e ad un generale dispiego di informazioni precise da parte delle compagnie dei mezzi di trasporto (ci sono poche ma dolenti eccezioni, particolarmente in madre patria).

coccoOrdinariamente, se si vogliono viaggiare lunghe distanze, converrebbe cercare di prenotare un biglietto per un autobus a basso costo. Ci sono siti quali Megabus grazie ai quali è possibile prenotare uno o più viaggi (sola andata, andata e ritorno) a prezzi molto più convenienti che le offerte consimili da parte di siti concorrenti, raggiungendo addirittura, quando si è fortunati, solo 1 euro di pagamento.

Non solo: essendo tratte in autobus, il viaggio è abbastanza permansuro, quindi si rispetta la filosofia del Viaggiare Con Lentezza.

Nell'eventualità che non vi sia la possibilità di usare un qualunque tipo di mezzo pubblico ad un prezzo conveniente, è sempre possibile affidarsi alle società di affitto d'automobili oppure motociclette, grazie alle quali potete affittare un veicolo privato per del tempo e poi comodamente riportarlo, in condizioni identiche a come l'avete ritrovato, alla concessionaria d'origine.

E' incredibile accorgersi di come alcune delle nazioni "povere" offrano un servizio di trasporto pubblico estremamente efficiente.

3x) Un viaggio sicuro è un viaggio lento e ponderato!


va sano e va lontanoDedicare il proprio tempo all'analisi dei percorsi ottimali e quali siano le migliori compagnie a cui potersi affidare per viaggiare lunghi tratti conviene sempre a lungo termine. In particolare adesso, quando sono a disposizione milioni di terabyte di dati grazie ad internet!
Prevenire è sempre meglio che curare, ed è vero anche in questo caso: nell'eventualità vogliate prenotare un viaggio di una certa durata, sarebbe conveniente prenotarlo osservando le svariate offerte a disposizione da parte di aeroporti oppure studiare le varie azioni a proposizioni su siti internet ove si scambino stanze, appartamenti o addirittura posti letto o divano!

4) Quando si è "mochilero" (vagabondo con zaino a tracolla), oltre i 9 kilogrammi è inutile


preparare lo zaino
Eccetto siate degli sportivi professionisti oppure dobbiate intraprendere un viaggio di lunghezza considerevole, è consigliabile evitare il trascinamento in spalla di un botteghino di oltre 9 kilogrammi: oltre a stancarvi prima del dovuto, vi trovereste spesso a dover gestire un impiccio, tra abiti e strumenti necessari al sostentamento della propria causa.

Immaginate di dover percorrere lunghi tragitti e potervi gustare il mondo con soltanto sette kilogrammi di materiale di primo bisogno addosso: una sensazione irripetibile.

Una buona maniera è seguire la logica del 20\80: con il 20% degli abiti che vi portate, dovete cercare di coprire l'80% del bisogno vestimentario annuale.

Se vi piace svolgere un'attività secondaria durante il vostro viaggio, quale scalare montagne, navigare la tavolozza da surf, è meglio se vi focalizzate su una sola di queste. In alternativa, se non avete i mezzi, potreste prendere in affitto quanto necessario per svolgere una di queste attività.

Anche lo zaino in sé non deve superare un certo peso: oltre il kilo e mezzo è decisamente troppo. Si imparerà, col tempo, una massima fondamentale: più si viaggia, meno si desidera aggravarsi il viaggio con gingilli inutili.

5) Il Viaggio a Lungo Termine è una Missione


spada laser
Immaginate di tornare da un lungo viaggio vagabondo di ben sei mesi, ed i vostri amici vi notano alquanto dirangolati, spossati, se non addirittura quasi con le scarpe ai piedi, nemmeno vi trovaste per davvero al confitermini o stesse andando a Patrasso.

Voi asserite loro, con sincerità, priva di qualunque accidiosaggine: "Il viaggio è stato pressante e faticoso", ed essi rispondono "Ma sei stato in vacanza, dovresti essere fresco come la rugiada di rose al mattino"?

Si immagina, or dunque, che gli amici, al par vostro vitelloni, non essendosi mai spostati dal loro tumulo locale, non abbiano considerato fattori quali i costanti spostamenti tra altitudini differenti, il cambio dell'orario continuo, le costanti curve nel tragitto stradale montanaro, le innumerevoli ore nel traffico, la marea instabile sulla quale poggiava la nave che vi ha condotto ad una delle destinazioni.

Non è solo un'aggravamento fisico, ma anche mentale: quanto tempo vi è occorso per evitare di incappare in sbolognature; quante volte avete ripetuto a memoria, per esserne certi, i nomi delle varie stazioni e gli orari ad esse attribuite, per evitare di perdere quell'incipiente rotta con l'autobus?

6) La solitudine spesso è la migliore compagnia, quando si è in viaggio.


viaggiare in solitariaIncontrate persone ovunque, durante il vostro viaggio, quindi, tecnicamente, non diventerete anacoreti inaspriti nell'almo.

Autobus, treni, aerei, ristoranti, alberghetti, monumenti, sentieri: ovunque ci sarà qualcuno con cui poter scambiare informazioni o semplicemente intrattenersi. Occasionalmente, potreste addirittura imbattervi in gruppetti e maniche di viaggiatori come voi, a cui potreste addirittura fare la sponda (nel senso di accompagnarli con deferenza, così come "si ponevano alla destra" i cavalieri per le dame, nel passato).

Delle volte, incontrerete un solingo viandante come voi, tanto affine da unirsi a voi dopo una semplice inquisizione sotto forma di "Da che parte vai?". Nell'eventualità, poi, ognuno sia costretto, dopo un certo lasso di tempo, ad intraprendere la propria strada, nessun problema: si è condiviso comunque una bella esperienza pacifica e rilassata assieme.


7) Stare in movimento può anche essere assuefante (non sempre è positivo, a dire il vero).



allenamentoAlcuni soggetti potrebbero essere avvezzi ad una forma di dipendenza nota come il "traveler's rush", lo  "sprono vagabondo" (più precisamente ansia da viaggio): laddove si arrivi in località nuove si è tanto entusiasti da immediatamente desiderarne altre.

Generalmente, meno si permane in un luogo e prima si parte, più afflosciati ci si sentirà.

E' consigliabile permanere in una località per almeno tre notti, potendosi tranquillizzare e, semmai, anche svolgere qualche lavoro temporaneo per del tempo per poter racimolare un gruzzoletto con cui facilitarsi ulteriormente il viaggio.

Ovviamente, laddove vi sia "lividore", se non addirittura inimicizia per il luogo in cui vi trovate, è preferibile fare tela quanto prima.

8) Non cercate il Paradiso in Terra sotto forma di una sola località


Se avete avuto modo di raggiungere una località particolarmente memorabile e siete ansiosi di tornarci, sarebbe meglio abbattere certi eccessi aspettativi: permanere troppo a lungo in un posto non susciterebbe altro che pigrizia in voi, privandovi della pazzia necessaria per poter intraprendere nuovi viaggi e peripezie.

avventura

Non lasciatevi inoltre convincere troppo dalla voce di chi vi è attorno: frequentemente, i luoghi più noti risultano essere molto pacchiani e banali, privi di contenuto una volta esplorati a fondo (soprattutto sotto l'aspetto umanitario).

Un esempio lampante è stata Londra per il redattore di questo articolo: ricchissima di contenuto culturale e gradevolissima da visitare come "esploratore e setacciatore", ma un vero tedio da abitare, vero e proprio esperimento sociale fallito, poiché la globalizzazione di massa porta soltanto ad una faida costante tra le numerose, estremamente differenti culture presenti in un raggio territoriale ristretto. 

Considerate anche le vostre priorità: durante i vostri viaggi, potrebbe servirvi internet veloce in alcuni giorni, ed in certi posti esso potrebbe non essere accessibile perché non vi è il servizio (raro oggidì), oppure perché non vi è ubicazione pubblica dal quale poterne usufruire (difficile).

Evitate inoltre di considerare i "paradisi" altrui: il "paradiso" per una persona che conoscete, sia essa un parente od un amico, potrebbe non rivelarsi tale per voi; quest'ultima frase direttamente dall'interiore di chi scrive.

9) Viaggiare non significa "essere fuori dal mondo".


Lo scopo dell'essere umano è quello di compiacere se stesso, ma soprattutto quello di compiacere se stesso ED ANCHE gli altri.

Se durante i vostri viaggi siete stati costruttivi, avete avuto modo di aiutare persone in difficoltà con lavoretti volontari, partecipando ad iniziative dalle quali avete appreso molto, non indispettitevi MAI se qualcuno insinua che siate "fuori dal mondo", poiché l'essere umano è stato programmato come una creatura di impulsi, percezioni e sentimenti, e senza di essi non si è umani, ma meri automi la cui unica funzione è permanere come ingranaggio prossimo a consumarsi di una macchina mostruosa nota come "società moderna", i cui risultati veramente utili rasentano lo zero - secondo voi chi ha permesso la diffusione delle tecnologie usate oggi da tutti noi: il creativo, cioè colui che viaggia con la mente, oppure il caporione burbero e sprezzante?

10) Viaggiare non comporta niente.


viaggiareAvete smesso di perseverare nel vostro lavoro più attuale per poter viaggiare? Non siete oziosi o nulla facenti, semplicemente volete cambiare. L'essere umano, a meno che non patisca l'ignavia, non è programmato per rimanere immobile su di uno sdraio a gustarsi Daiquiri alle Fragole alle Bahamas tutto il giorno, senza almeno un singolo, concreto obiettivo. 

In noi umani c'è il bisogno di "costruire", di "rendere qualcosa". Viaggiare a lungo, infatti, non comporta soltanto la scoperta di nuovi posti, ma anche lo sviluppo di qualcosa di nuovo, di concreto; fosse anche soltanto un diario in cui racimolare le proprie memorie sulle esperienze vissute e le persone incontrate dopo che si è filati per l'occhio.




11) Non c'è una sola fonte di contentezza e felicità



automiQuando v'è un accozzaglia di elementi, se la si ordina essa diventa un pentadecalione renumerativo, sia tale ricompensa monetaria o soltanto spirituale.

E' una legge base della chimica leggermente parafrasata, la "legge delle proprietà emergenti".

Solo temporaneamente una fonte di piacere può adibire al suo scopo: lungo termine, è richiesta un intreccio di variabili, altrimenti si raggiunge una forma di marmosità, a cui solo i più analgesici e tenaci possono tenere il campo.
C'è chi, al mondo, e si è in molti in questa caterva, ambisce a vincite spropositate alla lotteria oppure ad una vendita cospicua di un proprio possesso edilizio. Il denaro aiuta a felicitare la propria posizione, ma v'è il paradosso della scelta: se si è ottenuto tutto questo denaro, ma in cuor proprio non si è capaci di decidere dove andare, dunque cosa è rimasto?

Al mondo, quattro sono i fattori principali a cui qualcuno dovrebbe uncinarsi:

Ricchezza - intesa come quantitativo di tempo utile a disposizione, grazie al quale poter realizzare i propri obiettivi.

Salute - intesa come funzionalità delle proprie funzioni movimentali ed intellettive soddisfacente o sopra la norma.

Relazionamento - la qualità delle relazioni che si hanno con chi è intorno a noi influisce nettamente sulle nostre prestazioni, ma ci sono molti casi in cui svariate persone non soffrono la carenza di relazioni attive, compensandone la carenza con la ricchezza di tempo utile a disposizione per create qualcosa di produttivo.

12) Provate a commutare ad intervalli regolari lavoro e viaggio


equilibrio
Se vi sentite tenaci, potreste provare a concentravi al 100% su di un solo ufficio: una volta il lavoro ed una volta il vostro viaggiare. Una buona combinazione è miscelare tale forma mentis sfruttando le stagioni dell'anno come "punti di svolta": ad ogni alternarsi di stagione, licenziatevi dal lavoro che state svolgendo, viaggiate sino la seguente stagione, quindi tornate a casa, riprendete a lavorare per altri tre mesi, tornate a viaggiare per altri tre mesi, e poi continuate così, ciclicamente.



13) Il lungo termine insegna molto più che tutto il resto... anche con Internet!

investimento

Viaggiare di propria fattura, oppure utilizzando quel meraviglioso tramite conosciuto ai più come "Internet" e ai meno come "sistema globale tra reti interconnesse via ordinatori elettronici in maniera cablata oppure senza fili, adoperando la cartella protocollo Internet TCP/IP, permette di espandere i propri orizzonti al punto da iniziare a meditare su se stessi, sulla propria ed altrui vita, su quanto davvero serva per soddisfare le proprie esigenze.
Viaggiare è per tutti quanti, insomma: dal frenetico Ridge Racer sino allo spedito Super Sonic Racer, dall'Otaku sedentario fino allo zetetico Wasteland Wanderer.

giovedì 11 febbraio 2016

Nelson Il Pellegriniere: Intervista

Nelson Il Pellegriniere


Prima i pellegrini indipendenti erano, alla maggioranza, anonimi per il grande pubblico. Attualmente, grazie alla vasta rete connettiva nota come internet ed in particolare alle reti sociali, è sorta una nuova generazione di giornalisti amatoriali di un certo rilievo.

"Nelson Il Pellegriniere", così noto ai più, nella vità è scrittore, artista, filosofo, giornalista è, soprattutto, pellegrino sin dal 1997 e fondatore del sito www.mochileros.org, un sito insignito del premio di miglior blog in spagnolo di tutto il Sud America.

Nativo del Perù, Nelson Il Pellegriniere è cittadino del mondo data la sua permanenza duratura in svariati Paesi del mondo. La seguente intervista ci permetterà di scoprire un vero e proprio "nomade" alla "slow manner" (ovvero che prende il suo tempo senza andare di fretta): un individuo attivo e pronto a raccontarci delle meraviglie terrene, lui che ha scelto il viaggiare come stile di vita.


preparare i bagagli

1. Vivi di ciò che più ti appassiona?

Assolutamente. "Vivo proprio di ciò che mi appassiona". Ahah. In realtà, si: vivo condividendo esperienze odoperiche (di viaggio), realizzando video e scrivendo articoli. Non vado in vacanza, non ho da tornare al lavoro una volta terminato un viaggio, assolutamente: non finisce mai, perché è uno stile di vita. Attualmente mi sto dedicando in pieno alla motivazione e al supporto nei riguardi di altri viandanti tramite i miei progetti, video-reportage e strumenti vari disponibili al sito. www.mochileros.org. Non dimentichiamoci inoltre del blog personale, ulteriore fonte grazie alla quale ci si può informare su svariate iniziative dedicate ai viaggi.

vignetta

2. Nonostante le tue esperienze ed i tuoi risultati, la tua famiglia rampogna il fatto che avresti dovuto scegliere una carriera più consona alle esigenze del mondo, come dottorato o avvocariato?

Sono professore in viaggi novizi, dottorato in pellegrinaggio ed alfiere (rappresentante) delle cause giuste. Credo che ciò li abbia resi quanto più contenti potessero essere, i miei parenti. Inoltre, in termini generali, protendo ad un tenore di vita moderato ma soddisfacente e non dubito vi sia da vergognarsi o rimprovarsi, anzi: ognuno deve agire, senza urtare il prossimo, con il fine di raggiungere compiacenza di sè.



3. Molte persone pensano che per essere pellegrino "zaino in spalla" si dovrebbe avere " un talento speciale" non alla portata di tutti. La pensi ugualmente?

Credo che si tratti di equipararsi ad un atleta o un musicista: chiunque, con un poco di dovizia e passione, può suonare uno strumento o giocare con una palla; ma sono necessari requisiti quali talento e portamento. Chiunque può essere uno "zaino in spalla", ma si tratta pur sempre di rimanere accorti sull'avvenire e prevenire quante più eventualità.

Viaggiare costantemente e professionalmente è un altro discorso rispetto alla necessità di guadagnare valuta, qualunque essa sia: certi individui non sono così facilmente abituati a lasciare tutto per cui sono generalmente soggetti a pressioni, non potendo adoperare gli oggetti acquisiti per aiutarsi nel viaggio (soprattutto per carenza di spazio) o poter contare sulle varie relazioni instaurate laddove vi sia un rischio - immaginate di sbagliare strada, percorrere il sentiero per chilometri e dover ritornare all'interstizio di strade dove dovete poi prendere quella corretta!

Mi ripeto, ma è importante: è fondamentale reinventare se stessi e la propria circospezione verso il mondo.

reinventare se stessi

4.Quali sono, secondo te, le caratterstiche di un pellegrinante "zaino in spalla"?

La capacità di risolvere i problemi lungo la strada intrapresa; ingegnarsi per trovare il modo di continuare a viaggiare senza interruzioni ma con agevolazioni; l'organizzazione e la pianificazione che consentono di rendere il viaggiare uno stile di vita e non una carriera; infine, la consapevolezza che tutti i backpackers, nome inglese de pellegrinanti zaino in spalla, sappiano quando ci si debba sostenere l'un l'altro dopo la singola o le numerevoli esperienze viandanti (fosse per me, sempre e comunque).

viaggiare in barca

5. Per quale ragione preferisci viaggiare a tale maniera invece che con vasti gruppi organizzati, tramite, tento ad esemplificare, agenzie di viaggio?

In realtà è meglio un viaggio indipendente, perché così diventa più sostenibile ed è possibile personalizzarne le sfaccettature in base alle proprie esigenze. Il viaggio inteso come "giro turistico" altro non è che una visita dispendiosa, preconfezionata, passiva e, una volta terminata, priva di ulteriori stimoli.

Inoltre, non è possibile visitare certi luoghi attraverso tour organizzati, ed io non sono uno "chiuso" a tale riguardo: a volte è necessario e ancora più conveniente per chi non abbia tempo o ambizione di intraprendere un viaggio indipendentemente. Immaginate, per esempio, quanto possa essere utile l'appoggio di un esperto in materia, grazie al quale difficilmente si andrà in acciacco!

carpooling

6. Nel caso si viaggi in compagnia di qualcuno, con che tipo di persona viaggeresti e con chi invece eviteresti di condividere il tragitto. Quali sono le caratteristiche incompatibili, generalmente, per un pellegrinante "zaino in spalla"?

Mi piace incontrare altri scrittori o videobloggers professionisti zaino in spalla perché senza tergiversare sappiamo che siamo sulla stessa barca, potendo quindi accedere alla produzione di un documentario o di un progetto con relativa semplicità. Mi piace conoscere la gente ospitale sulla strada e scambiare una buona conversazione: le persone che mi sanno un po' stile di eremitico hanno un certo fascino.

Non so se possa viaggiare con altri girovaghi solitari, non è mai stato un mio uopo, una mia necessità e, se potessi scegliere, condividerei il passo con qualcuno che può imparare o svolgere un progetto assieme a me.

educazione
7. Quando scegli un tragitto e, di conseguenza, una meta, effettivamente leggi molto e parli con le persone per tenermi informato, proprio come hai consigliato prima ai potenziali viaggiatori intraprendenti?

Inizialmente commettevo l'orrore di viaggiare allo sbando, senza alcuna informazione, nemmeno generiche. Al termine, ne ho pagato le conseguenze, poiché non essendomi informato, quei primi viaggi erano alquanto sciatti e privi di visite a luoghi di interesse dove approfondire la gamma culturale oppure incontrare personalità interessanti. Ora so che mi piace molto di più consultare risorse da qualunque fonte per poter attingere quelle informazioni con cui godere appieno del viaggio seguente.

viaggiare in solitaria

8. Di tutti i Paesi che hai visitato, potresti indicarne tre che raccomanderesti senza ombra di dubbio?

Thailandia: Una cultura distinta da quella occidentale, accessibile, paradisiaca e conveniente.

Perù: Ci sono i climi per tutti e tante varieta territoriali: spiagge, giungla, foresta. Non delude.

Argentina: Meravigliosi ghiacciai in Patagonia; parchi nazionali fenomenali ed aree rurali e rustiche anguste ed irte, un vero e proprio consolamento per chi voglia intraprendere un viaggio difficoltoso e punzecchiante.


pericolo nucleare

9. Durante i tuoi viaggi hai avuto modo di vivere alcune situazioni pericolose o per lo meno complicate? Qual è stata la peggiore esperienza? 

Il soggiorno da ammalato in un Paese straniero è più che un disagio, è puro incubo: ancor di più se non si parla la lingua e nessuno ti capisce. E 'successo in un paio di occasioni e mi sono sentito male, ma sono sopravvissuto . Una volta ho perso il mio bagaglio , ma l'ho recuperato . Questi incidenti fortunatamente so come affrontarli e non sarei sorpreso se accadesse nuovamente.


viaggiare low-cost

10. Cosa porti sempre in viaggio con te?

Accendini, coltelli svizzeri, forbici, liquidi infiammabili, a condizione che voli.
E quella canzone "con i terroristi " ... Nel caso in cui mi fa venir voglia di requisire un aereo e andare in un altro posto ... E 'davvero una fantasia che ho. Sempre più si mostrano insopportabili e paranoici negli aeroporti.

loghi social
11. Con più di 89.000 interessati su Facebook ed altrettanti su Twitter, ignorando le migliaia di lettori del tuo sito http://mochileros.org/nelson/, sei diventato una celebrità in Sud America. A cosa è dovuto tale esito?

Semplicemente sono arrivato prima di altri ed il contenuto è originale. Narro la storia di come tutto è iniziato, come prosegue e come proseguirà... una galassia molto molto lontana, quella del primo blog di viaggi di tutto il Sud America, per non dire del mondo.


fare network

12. Come ed in quale maniera sei stato sostenuto da internet e le sue creazioni quali le reti sociali?

E' interessante constatare come i contenuti raggiungano la rete e come li si raccomandi ai "consumatori", così come è curiosa la maniera con cui si approcciano gli altri - generalmente intromettendosi cordialmente in una discussione tra altre due persone su qualcosa che potete avere in comune reciprocamente.

La ragione per cui sono riuscito a rimanere a galla tutti questi anni è stato proprio grazie alla volontà di coinvolgermi nelle altrui discussioni. Tutto ciò ha comportato un lento ma inesauribile innalzamento di lettori interessati.

smile

13. Che tipo di messaggio ricevuto dai tuoi lettori gradisci ricevere?

Credo che siano le loro stesse esperienze e storie ad informarmi su come hanno iniziato a viaggiare: sia stata la scintilla qualcosa che hanno visto o letto nei miei scritti oppure qualcosa di totalmente incorrelato, come, per esempio, un documentario sulle meraviglie dello Yucatan.

Mi sento enormemente soddisfatto di sapere che ho fatto qualcosa di buono e aiutato qualcuno che in qualche modo ha cambiato la sua vita per sempre. Ecco perché ho ​​continuato a fare questo per diversi anni.


cani e gatti amici

14. Infine, cosa diresti a chi voglia ma non ha il coraggio di intraprendere l'avventura di essere backpacker, fosse per motivi familiari, lavorativi, studiosi o scuse che essi stessi hanno creato?

Sono tutte, per l'appunto, giustificazioni: se non è ciò, è altro. E pensare troppo avanti può essere visto come un sentiero oscuro e incerto, negativo è giammai stimolante possibilità verso l'ispirazione del tragitto da intraprendere.

Si tratta sempre di dove si voglia andare nell'universo e quale posizione si voglia occupare.

L'approccio, la proiezione e la forza di dirigere quei pensieri sono ciò che in ultima analisi, rende fattibile ciò che si desideri.

Delle volte io stesso riesco a terminare di credere in ciò che ho commesso o i luoghi ove o incontrato gente con cui ancora sono in contatto. Non potrebbe essere d'altro modo giacché ciascuno dei miei giorni è colmo di fantasie sui lati positivi dei prossimi viaggi.

Il viaggiatore, il pellegrinante muta continuamente. Dopo un viaggio niente è come prima, ma quanto è differente risulta, quasi sempre, superiore a ciò che si è intravisto anteriormente.

mercoledì 10 febbraio 2016

Viaggio lento in Cappadocia, Turchia (IV parte)

viaggio lento
E’ mattina prestissimo quando suonano le sveglie e senza fare troppo rumore, nel buio totale, scendiamo dai letti a castello e con gli zaini facciamo la gincana tra gli altri viaggiatori cercando di non svegliare nessuno. Facciamo colazione e ci mettiamo in cammino: il nostro obiettivo è la tanto attesa Ihlara Valley, più lontana e fuori dal convenzionale itinerario dei turisti. L’idea è quella di raggiungerla in autostop, ma come già anticipato non sempre l’autostop in Cappadocia funziona.
Dopo moltissimi chilometri a piedi, qualche chilometro in auto con brevi passaggi e altri, tanti, chilometri a piedi, si ferma un’auto sgangherata, di quelle vecchissime, guidata da un anziano. L’auto è minuscola, senza bagagliaio, noi siamo in 4 con 4 zaini ma ancora una volta riusciamo in qualche modo ad entrare nella vettura, uno sopra l’altro, e decidiamo di sopportare la scomodità del viaggio: ci porterà in direzione Guzelyurt, fino a Derinkuyu!

indicazioni stradali
Il viaggio, anche se scomodo, scorre tranquillo con l’anziano allegro che cerca di fare conversazione, quando in una strada in salita l’auto comincia a rallentare. Pensiamo sia dovuto al nostro peso, che la piccola auto non può reggere; ben presto inizia ad uscire fumo dalla parte anteriore, un sacco di fumo, e l’uomo inizia a dirci in turco “Araba Problem! Cok Araba Problem!”, ovvero qualcosa come “Macchina Problema! Macchina grosso problema!”. Morale della favola, scendiamo tutti e ci troviamo a spingere la macchina fino al primo paesino, dove l’anziano conosce un meccanico. A questo punto una persona dotata di buon senso, saluterebbe con un bel sorriso e proseguirebbe a piedi alla ricerca di una nuova auto, ma non noi: abbiamo preso in simpatia l’anziano, oltre al fatto che su quella strada non abbiamo visto passare auto neanche con il binocolo! Cominciamo quindi a bere cay all’interno dell’officina mentre il meccanico aggiusta la macchina - proprio così, gliela aggiusta sul momento-.
Non so quanto tempo abbiamo passato in quell’officina, fatto sta che, riparato il guasto, ci rimettiamo tutti in macchina e proseguiamo allegramente il viaggio fino a quando arriviamo a Derinkuyu, ma l’uomo non ci lascia sulla strada, in un punto strategico dove tentare l’autostop o proseguire a piedi verso Guzelyurt, no: ci porta nel baretto del paese dove ci sono altri suoi amici, chi legge il giornale e chi gioca a backgammon. Diciamo che siamo di fretta ma ovviamente ci ritroviamo seduti a bere cay e una partita di backgammon non ce la toglie nessuno.

baretto
Salutiamo gli uomini, decidiamo di sacrificare la visita della città sotterranea di Derinkuyu in nome della nostra destinazione. Ci rimettiamo in marcia e vediamo un cartello: Guzelyurt 51 chilometri.
A Guzelyurt ci arriviamo a piedi e sono i 51 chilometri più lunghi della mia vita: nessuna macchina all’orizzonte, un caldo tremendo perché sono già le ore centrali del giorno e le gambe che iniziano a risentire del viaggio. Le uniche forme di vita che incontriamo sono delle bambine dirette alla scuola di corano, quando raggiungiamo Guzelyurt. Quei chilometri sono stati i più difficili, con il sole insistente che filtrava dai copricapi, la pelle scottata e la frustrazione non solo di non veder passare nessuna macchina, ma anche di impiegare tutte le forze che ci sarebbero servite per il canyon. Da Guzelyurt proseguiamo in direzione di Selime, in una strada in mezzo ai campi, in direzione di Selime dove abbiamo intenzione di entrare nell’Ihlara Valley per attraversarla tutta, passando per Belisirma ed uscendo ad Ihlara, appunto. Ovviamente nessun’auto per fare l’autostop, si ferma soltanto un trattore che ci porta per un breve tratto. Seguiamo in mezzo ai campi quando all’improvviso accade l’inaspettato: un’auto!

passaggio in autostop
Siamo stanchi, probabilmente abbiamo preso un’insolazione, ci sembra un miraggio. L’auto si ferma, dai finestrini suona Hotel California degli Eagles, a bordo una ragazza brasiliana che sembra uscita da una rivista di moda e il suo Couchsurfing host, ragazzo turco della nostra età: abbiamo le lacrime agli occhi. Ci portano fino a Selime dove ci salutano, non prima di averci dato dei pazzi per la nostra impresa. E’ già pomeriggio, ma non ci dissuadono: andremo fin dove riusciremo, campeggeremo nella valle e proseguiremo l’indomani.

selime

E’ quando imbocchiamo il canyon da Selime che ci troviamo ricompensati del nostro sforzo: non me ne abbiano gli amanti della Turchia, ma ho apprezzato di più la selvaggia Ihlara Valley del resto delle mete più gettonate come Pasabag e la Rose Valley. Monoliti e camini delle fate si susseguono a perdita d’occhio; c’è una strada battuta dove vediamo le tracce di motociclette, ma ben presto decidiamo di esplorare ed arrampicarci. Incontriamo dei ragazzi finlandesi in bicicletta con la pelle scottata, di un'insalubre gradazione arancione, poco più tardi li incontreremo mentre tornano indietro affranti, verso la città, accompagnando le biciclette a mano.

canyon

Insieme a Thomas decido di arrampicarmi in cima ad una vetta, gli altri sono troppo stanchi e si riposano all’ombra. La vista da lassù è impagabile, si vede il bosco che attraverseremo di lì a poco, si vede la città che raggiungeremo l’indomani.

paesaggio turco

Scendiamo, raggiungiamo gli altri, attraversiamo una prima parte del bosco fino a che arriviamo ad una radura, vicino a un ruscello, e decidiamo che è il posto perfetto per accamparci. Montiamo la tenda, poi vado con il mio amico a cercare della legna per accendere un fuoco prima che il sole tramonti. Ricorderò per tutta la vita quella notte spensierata passata intorno al fuoco, unici abitanti di quel canyon imponente. Ci addormenteremo fuori dalla tenda, con gli occhi rivolti alle stelle, per poi essere svegliati di soprassalto da un violento temporale. Dormiremo fradici nella tenda che si inonda, uno vicino all’altro per non dormire congelati.

accendere un fuoco
Al mattino, con un tempo terribile e senza cibo -perché tutto il cibo che abbiamo si è riempito di insetti-, saremo costretti a rinunciare all’impresa di arrivare fino ad Ihlara ed usciremo dalla vallata a Belisirma, città fantasma, per poi macinare infiniti chilometri a piedi; oltre che ad essere nel mezzo del nulla piove pure a dirotto e non c’è verso che qualcuno passi di lì. La nostra salvezza dopo molte ore, a temporale passato, saranno degli operai che accetteranno di darci un passaggio in cambio di una mano ad asfaltare la strada, fermandosi ad ogni buca: il passaggio più lento di tutti.


Altre, troppe avventure ci capiteranno sulla via del ritorno, ma anche questa è un’altra storia.


Per leggere le precedenti avventure di Valentina
clicca qui sotto:

terza parte del racconto
seconda parte del racconto
prima parte del racconto

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domenica 7 febbraio 2016

Il Wwoofing

Introduzione, Dritte e curiosità sul w.w.o.o.f.


il wwoofing

In questo post, Carmine ci introduce al mondo del w.w.o.o.f. per chi ancora non lo conoscesse! Ecco quindi un nuovo post che spiega che cos'è e perché piace tanto ai viaggiatori e agli amanti della campagna.

World Wide Opportunities on Organic Farms (Opportunità Mondiali nelle Fattorie Biologiche) oppure Willing Workers on Organic Farms (Lavoratori Volontari in Fattorie Biologiche) sono le possibili traduzioni di entrambi gli acronimi: si tratta di una rete accessibile di organizzazioni nazionali che danno a dividere il collocamento di volontari in varie fattorie del mondo.

Il WWOOF non include soltanto fattorie nell’accezione effettiva, ma anche serre, depositi, giardinetti privati, castelli, agriturismi, zolle pubbliche e fattorie commerciali in capannoni (purché il coltivo sia biologico!).

Non v’è un comitato centrale effettivo, sebbene l’associazione copra 99 Paesi, ma non si disperi: pur avendo valori che li accomunano ciascuna delle varie dipendenze si pone obiettivi e criteri diversi.

Il WWOOF punta a provvedere volontari anche alle prime esperienze nel settore delle crescite plantari ecologiche e biologiche, affinché il movimento biologico cresca e permetta ai volontari stessi di abbandonare per del tempo la porcinaglia della frenetica vita moderna ed immergersi nelle fresche attività della raccolta, coltivazione ed allevamento, tutto svolto in maniera salutare.

I volontari di tale associazione, affettuosamente denominati WWOOFers, NON ricevono alcun contributo emolumentale: il compenso avviene, da parte di chi vi ospita, tramite vitto, alloggio ed opportunità propedeutiche alla carriera lavorativa.

wwoofing
Tutti insieme possiamo rendere il mondo più gioviale.

Nella sezione italiana del sito ufficiale della WWOOF (www.wwoof.it/en/) troverai numerose informazioni al riguardo.

La durata della vostra permanenza in tale ambito, accertate tutte le scartoffie, varia da un lasso di tempo di pochi giorni fino a svariati anni. Le giornate lavorative tendono ad essere un ibrido di mezza e piena giornata, essendone la durata di circa 6 ore. Vi è costante interazione con volontari stranieri provenienti da tutto il mondo.

Esperienze vivibili tramite il servizio volontario nel WWOOF includono: l’apicultura dalle Api Liguri o dagli alveari nell’Isola Dei Canguri nella, per noi latini, remota Australia Meridionale; la raccolta d’uva Syrah nella Clare Valley; la raccolta dei chicchi di caffè varietà arabica nella Tailandia del Nord ed ulteriori, innumerevoli imprendimenti.

Per saperne di più, ti raccomandiamo di dirigerti su il sito ufficiale o direttamente visualizzare le varie documentazioni presenti con cui tenerti al corrente su come funziona l’iniziativa!


DOMANDA E RISPOSTA:


1) Di che si tratta?

WWOOF in italiano significa Opportunità Mondiali Con Fattorie Biologiche oppure Lavoratori Volontari in Fattorie Biologiche ed è una iniziativa grazie alla quale persone da tutto il mondo possono volontariamente contribuire all'espletamento di svariati compiti.

2) Come funziona? 
3) Chi puo partecipare?
4) Il compito dei wwoofer?
5) Quali sono i tipi di alloggiamento?
6) Quanto mi tocca sgobbare?
7) Quanto tempo posso rimanere?
8) Devo imparare per forza il cingalese o il guineiano?
9) Come trovo le varie fattorie?



In cambio per il lavoro volontario, vi sarà offerto vitto, alloggio ed opportunità carrieristiche.

Chiunque abbia un fisico moderatamente allenato e sia svelto di riflessi. Anche alcuni bambini possono partecipare, chiaramente accompagnati da un adulto.

Di tutto e di più: raccoltasramificazionepiantamento, raccogliere frutta con la fescinadisinfestazionecesteriacoltivazionebada degli animali.

Alcuni dei vari agricoltori accoglieranno direttamente in casa propria, laddove altri potrebbero ospitare i vari volontari in tende moderne oppure autocaravan.

Dipende dal tuo anfitrione, colui che ti ospita: alcune fattorie sono a mezza giornata (4-5 ore), altre invece a giornata ibrida (6 ore), altre a giornata piena (8 ore) - quest'ultimo caso avviene anche in quelle a mezza giornata nei casi in cui vi sia un abbondante raccolto.

Generalmente non v'è limite, ma ad alcune fattorie è richiesta una permanenza di almeno sette giorniAlcuni dei wwoofer rimangono addirittura per mesi.

Praticamente tutti i woofer parlano in maniera soddisfacente l'inglese, ma vi è la possibilità di apprendere una ulteriore lingua se lo si desidera.

Contatta l'ambasciata dell'organizzazione WWOOF nella nazione in cui vorresti permanere. Per una quota partecipativa a scadenza annuale di soli 35 euro riceverai una lista di tutte le fattorie oltre che consigli su come vivere come un Wwoofer, come funzionano i documenti per l'espatrio, le assicurazioni e quant'altro. 

QUALCHE DRITTA SUL WWOOF


Persino Jack Frost, la mascotte del celebre romanzo interattivo "Shin Megami Tensei" della Atlus, dopo aver scoperto il WWOOF, ha deciso di sprizzare fuori il suo lato verde ed ecologico, agghindandosi a dovere e prestando il suo celebre pipilio "Heeyo" per la causa.


NON SOLO FATTORIE, HEEA HEEA HEEYO!


fattoria logo

Durante il soggiorno Wwoof, si spenderà la maggior parte del tempo a gestire il giardino e curarne le piante, ma tempo considerevole sarà anche dedicato alla preparazione dei pasti, alla pulizia e a qualunque tipo di faccenda un ambiente fattoriale sia accostumato. 

Non mancherà l’occasione di insegnare od apprendere una lingua straniera per meglio familiarizzare con gli altri membri o improvvisarsi filoterapista o allergologo in base alle evenienze e richieste!

Dives est qui sibi nihil deesse putat. 
Ricco è colui che ritiene che non gli manchi nulla

VOLONTARIATO = NON SEMPRE ALLA PARI


Si desume, da parte di alcuni volontari epuloni e incespanti, di potersi arrogare vitto ed alloggio senza dare la vestita – ovvero sganciare il grano, il soldo, “lì danè”.
Non è sempre il caso, poiché non sempre l’agricoltura, per di più biologica, risulta lucrativa per tutti, e si potrebbe arrivare a pagare anche 2-10 “unità monetarie locali” per il vitto.
Generalmente, più si lavora meno si dispende dalle proprie tasche.


Ex nihilo nihil fit.
Dal nulla non viene nulla

NON ZAPPERAI NELL'ACQUA


Poiché non sempre sono richiesti tutti i volontari nelle varie fattorie, o se state pagando una quota per la vostra permanenza, parte del tempo può anche essere dedicato all’esplorazione dell’area imminente e scoprire quanto offra la circostanza.
E non ci si impensierisca: generalmente, i fine settimana sono liberi.

Ignavum fortuna repugnat.
La fortuna respinge i pigri


L’ESPERIENZA DURA IN BASE ALLE TUE ESIGENZE


C’è chi è costretto a ritirarsi per sbrigare le proprie faccende, per nostalgia o, addirittura, per gianduiesca irresoluzione, ma ciò non indica che non possiate permettervi di rimanere quanto desideriate.

Aut viam inveniam aut faciam.
Troverò una strada o ne farò una


PIÙ' PERMANI, PIÙ' APPRENDI, PIÙ' CRESCI, PIÙ' MIGLIORI, PIÙ'... 



vita di campagna

Quanto più rimarrete nella fattoria, più apprenderete e più diventerete avvezzi nell’operato. Immaginate quanto potrete impressionare voi stessi e chiunque vi sia vicino, una volta tornati a casa: non solo più svegli, meglio in salute e cavallanti di bontà culturali, ma anche disposti ad apportare cambiamenti in positivo!


Dii facientes adiuvant!
Gli dei aiutano gli operosi


VITTO ED ALLOGGIO VARIANO. 


C’è chi può permettersi la camera e chi invece deve accontentarsi di una tenda.
Alcune delle fattorie non dispongono di elettricità, addirittura.
Campate la vita, non battete la mano e non sudate sangue: vi avvicinerete ad un tenore di vita più sano genuino ed il vostro corpo e la vostra mente si accastelleranno!.

Mens sana in corpore sano, ma anche Restitutio ad integrum!


... MA IL VITTO E' SEMPRE FRESCO!

wwoof

Non mancheranno le occasioni di dirigersi ai mercatini locali o rionali: siatene certi, e troverete una ulteriore soddisfazione nel condividere una simile attività con persone da tutto il mondo, se in gioventù già eravate soliti andare con i genitori o i nonni nei campi.

Fiat panis
Che ci sia il pane


L'AREA CIRCOSTANTE NON E' CIRCOSPETTA, MA CONTA! 


Generalmente bisogna considerare il luogo in cui si vorrebbe andare oppure dove si verrà inviati: date le tecnologie attuali, scaricare e stampare delle mappe geografiche, demografiche e serviziali dell’area attorno la fattoria comporterebbe un beneficio considerevole.

Potrebbe anche porvi in buona reputazione immediatamente con gli altri volontari, ai quali parrete aprioristici e preparati.


Qui docet in doctrina
Si faccia insegnare a chi insegna

PERSONE ED AMICI ANIMALI


Conoscere chi è intorno a voi renderà la vostra permanenza più gaudente e ricca, grazie ad un costante scambio di informazioni e la condivisione delle attività e lavorative e meriggianti.

Il Wwoof è un’iniziativa grazie al quale, soprattutto, aprire le proprie frontiere ed imparare a convivere con persone culturalmente e diametralmente opposte a noi. Se siete amanti degli animali, inoltre, difficilmente mancheranno le occasioni per poter familiarizzare con un segugio canino o un genetta.


Non nobis solum nati sumus
Non siamo nati soltanto per noi stessi


SPAGNOLO ED INGLESE LE LINGUE PIU' PARLATE



Considerando che al mondo l’Inglese è praticamente la lingua franca odierna e lo spagnolo è estremamente diffuso in tutto il continente Americano (si, anche in America Del Nord), aspettatevi di dover apprendere in maniera adeguata almeno la prima.

Lo spagnolo, essendo alquanto similare con l’italiano, sarebbe un buon supplemento, per facilitare la discussione con i nativi della terra cugina alla nostra.

Multitudo sapientium sanitas orbis
La moltitudine dei savi è la salute del mondo.


Il Manuale Del Buon Wwoofer

ricerca

1) Ricerca. Scrivi una lista di compiti, l'ammontare di lavoro da svolgere effettivamente, varie notifiche sull'area circostante alla fattoria in cui permarrai. Ti verrà chiesto di raccogliere la fruttabadare agli animalicostruire una piccola grondaia affinché l'acqua scoli?


Quante ore lavorerai? Non t'impegnare a meno che non intenda quanto tu voglia e como lo voglia realizzare. Usa tutti gli strumenti a tua disposizione per acquisire informazioni quanto meglio, senza mancare di conversare con chi di dovere se necessarioprima di prenotare la tua permanenza.

comicità

2)  Sii aperto nei riguardi dei compiti che ti verranno proposti. Generalmente, per apprendere sulla coltivazione biologica, ci vuole più mena che mero lavoro manuale, come pensano molti dei wwoofer novizi.


3) Sii pronto a divertirti ed occupare il tuo tempo libero in autonomia, siccome i tuoi anfitrioni saranno molto probabilmente persone occupate e non potranno mostrarti la maggior parte dell'area circostante. Siccome ti troverai con moltissima probabilità nella lontana periferia, non sarebbe inconveniente informarsi su attività locali.


4) Non ti impegnare per troppo lungo: inizia con pochi giorni e, se ti consideri soddisfatto di quanto stai realizzando e se ti trovi in sintonia con il tuo anfitrione; meglio sondare il territorio invece che obbligarsi ad una permanenza lunga e possibilmente tediosa.

assertivo

5) Sii rispettoso degli altri e delle altrui proprietà, trovandoti nella casa\nel terreno di estranei.
Un buon anfitrione cercherà di realizzare il proprio meglio per inglobarti nel suo ambiente familiare, e di conseguenza dovresti ricambiare dimostrandoti sollazzevole malleabile.



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