La scena è il Miradouro de Santa Catarina, per tutti “Adamastor”, una terrazza informale affacciata sul Tago tra Bairro Alto e Bica.
Le sedute a forma di grande ciambella fanno da fioriere per ulivi e margherite e raccontano il carattere creativo del quartiere, tra street art e vista aperta sui ponti e sul porto. Qui si legge il giornale, si chiacchiera, si osserva il tramonto con un caffè del chiosco. La luce migliore arriva nel tardo pomeriggio, quando i colori della città diventano più morbidi e il fiume si accende. È un punto comodo per una sosta durante una passeggiata che collega il Chiado al Bairro Alto o la funicolare da Bica. Tieni d’occhio gli oggetti, come in ogni luogo popolare, e rispetta la quiete serale perché la terrazza confina con case abitate. Scendendo di poche vie si trovano botteghe storiche e piccole tascas dove assaggiare petiscos. Un angolo semplice che riassume lo spirito di Lisbona: vicinanza tra vita quotidiana, creatività spontanea e orizzonte d’acqua.
“Adamastor” è il soprannome legato alla statua del gigante dei Lusiadi.
“LX♥ME” è un gioco grafico che si legge “Lisbon loves me”, cioè “Lisbona mi ama”. “LX” è l’abbreviazione popolare di Lisboa, rimasta dall’antica grafia “Lixbõa”; per questo la trovi in tanti nomi cittadini, come LX Factory. Il cuore sostituisce il verbo e fa il verso agli slogan turistici tipo “I ♥ NY”. Non è una campagna ufficiale: è nato come messaggio da strada, poi ripreso su adesivi, panchine e arredi urbani nei punti panoramici come Santa Catarina, dove comunica l’idea affettuosa di una città accogliente. È semplicemente un piccolo badge di appartenenza locale, mezzo ironico e mezzo romantico.
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