Jonathan Kubben con un dromedario nel deserto, in abito tradizionale berbero, mostra il messaggio “Mom I’m fine” scritto sulla mano

Jonathan Kubben con un dromedario nel deserto, in abito tradizionale berbero, mostra il messaggio “Mom I’m fine” scritto sulla mano

In mezzo a un palmeto desertico, tra sabbia, luce cruda e sorrisi veri, Jonathan posa accanto a un dromedario che sembra condividere la stessa espressione divertita. Indossa un abito tradizionale berbero, blu intenso, e non ha bisogno del cartello: stavolta, il messaggio “Mom, I’m fine” è scritto direttamente sulla mano, alzata verso l’obiettivo.

Il dromedario (Camelus dromedarius), spesso chiamato semplicemente “cammello” nei paesi del Mediterraneo, è un animale perfettamente adattato alla vita nel deserto. Ha una sola gobba, a differenza del cugino cammello bactriano (che ne ha due), e può sopravvivere per giorni senza acqua, grazie alla sua straordinaria capacità di resistere alla disidratazione e immagazzinare energia sotto forma di grasso.

È usato da secoli come mezzo di trasporto nelle regioni aride del Nord Africa e del Medio Oriente, dove è chiamato anche “la nave del deserto”. Paziente, resistente e sorprendentemente agile, è una presenza preziosa nelle carovane e nella cultura nomade berbera.
In molte aree desertiche, il dromedario non è solo un animale da lavoro: è un compagno di viaggio.

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Mom, I’m fine! Il messaggio del viaggiatore alla sua mamma


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