Global Warming e COP24

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“Il mondo è fuori rotta nel suo progetto per scongiurare un cambiamento climatico catastrofico”. Si apre, tra le altre, con queste parole del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, l’apertura ufficiale del vertice Cop24 di scena fino al 14 dicembre a Katowice, in Polonia. Dopo una serie di preoccupanti rapporti ambientali che mostrano che, per scongiurare il riscaldamento globale, bisogna drasticamente ridurre le sue emissioni di gas a effetto serra, Antionio Guterres ha avvertito ai delegati che anche se assistiamo a devastanti impatti climatici che causano il caos in tutto il mondo, non stiamo ancora facendo abbastanza, né ci muoviamo abbastanza velocemente, per prevenire un’interruzione climatica irreversibile e catastrofica.

Le sorti del pianeta

Le sorti del mondo intero dipendono da mezzo grado.

Se riusciremo a liberarci dei combustibili fossili, a limitare le emissioni di carbonio e combattere i gas serra, a puntare sulle rinnovabili e diminuire drasticamente l’inquinamento legato a industria e agricoltura forse quel mezzo grado in più sarà scongiurato. Le decisioni e le strategie su come riuscirci, e quali strade è necessario percorrere per contenere il riscaldamento globale, saranno discusse sino al 14 dicembre del Cop24, appuntamento delle Nazioni Unite che raduna a Katowice i leader e gli esperti di tutto il mondo per discutere di cambiamento climatico.

Il punto centrale è cosa fare e come riuscire a farlo velocemente per rispettare gli accordi di Parigi presi nel 2015 in cui oltre 184 paesi del mondo si sono impegnati a ridurre le emissioni. Il problema, ha ricordato poche settimane fa un report dell’IPCC redatto da più di 100 scienziati ed esperti internazionali, è che non c’è più tempo. Nonostante Trump continui a rimanere scettico sugli effetti del riscaldamento globale, come lo contraddice un altro report della Casa Bianca “il cambiamento climatico è in atto”.

La temperatura

ghiaccio, iceberg, scioglimento dei ghiacciai, planet over profit, riscaldamento globale, cambiamento climatico, profitto, greenpeace, manifestazione, friday for futureL’assunto è che oggi la temperatura globale ha già toccato quota 1 grado rispetto all’età preindustriale. Se continueremo a emettere gas serra ai ritmi attuali, già entro il 2040 raggiungeremo +1,5 gradi, oltre il 2050 si teme +2 gradi e nel 2100 si potrebbe arrivare persino a +3 gradi. La chiave delle analisi di tutti gli scienziati del mondo è capire cosa accadrà, se non riuscissimo a limitare le emissioni, quando la temperatura passerà dal +1,5 gradi verso il quale ci stiamo avviando ai +2gradi. Gli scenari dicono che un solo mezzo grado può stravolgere il Pianeta, tanto da far sì che:

  • le estati senza ghiaccio nell’artico saranno 10 volte più probabili;
  • il 37% della popolazione globale correrà il rischio di forti ondate di calore ogni cinque anni;
  • 411 milioni di persone in più saranno esposte a gravi siccità.
  • molte specie animali scompariranno, così come le barriere coralline;
  • il livello del mare, con conseguenti catastrofi per gli abitanti delle coste, salirà di 56 centimetri.

E questi sono solo alcuni esempi costituiti da dati, ma semplificando le cose si potrebbe parlare di differenze sempre più allargate fra popoli ricchi e quelli poveri, di aumento di mortalità, di carenza di cibo, impennate dei prezzi e via discorrendo.

Il tutto per mezzo grado.

Gli impegni

Per questo le strategie e gli accordi che verranno presi in Polonia sulla base di quelli di Parigi sono di fondamentale importanza. Al vertice, a ricordarlo ai potenti del mondo, ci sarà anche sir David Attenboroug, naturalista che con i suoi documentari ricorda ogni anno al mondo la bellezza e la diversità del nostro Pianeta. Gli impegni che si andranno a rivedere e rettificare, in aggiunta al concetto che tutti i Paesi dovranno essere più lesti, sono quelli per limitare l’aumento delle temperature ben al di sotto dei 2 gradi. Includono l’aumentare i finanziamenti per l’azione per il clima, sviluppare piani climatici nazionali entro il 2020; impegnarsi a proteggere gli ecosistemi che assorbono i gas serra come ad esempio le foreste e richiedere uno sforzo congiunto di tutti gli attori globali.

Il ruolo degli USA

Tra questi anche gli Stati Uniti, che dopo aver aderito a Parigi hanno deciso di ritirarsi, pur mantenendo parti dell’impegno fino al 2020. Il ruolo degli USA e le intenzioni di Trump saranno fra gli argomenti centrali del dibattito. I prossimi colloqui sul clima sono il più importante round dei negoziati da quando è stato raggiunto l’accordo di Parigi tre anni fa” sostengono i vertici WWF consci che è “tempo di agire” e sviluppare un “programma di lavoro per l’attuazione” rispetto agli impegni del 2015.

Ogni frazione di grado in più conta

Soltanto pochi giorni fa l’agenzia meteo dell’Onu, la World Meteorological Organisation (WMO), ha affermato che la temperatura media globale per il 2018 dovrebbe essere la quarta più alta mai registrata. Cifre che si aggiungono a una montagna di altri studi, passati a peer-review, che continuano a certificare i possibili danni da cambiamento climatico. Per la vicesegretaria della WMO (Elena Manenkova) “ogni frazione di grado di riscaldamento fa la differenza in termini di salute umana e di accesso al cibo e all’acqua, estinzione di animali e piante, sopravvivenza di barriere coralline e flora e fauna marine. Fa la differenza in termini di produttività economica, sicurezza alimentare e resilienza delle nostre infrastrutture e città. Fa la differenza in termini di velocità dello scioglimento dei ghiacciai, di forniture d’acqua e di futuro delle isole e delle comunità costiere”.

“Ogni frazione di grado in più conta”.


Per approfondimenti visita la sezione Cambiamento climatico




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