“Slow Down” dei Low Roar: un inno alla lentezza nel vivere la vita

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“Slow Down” dei Low Roar non è soltanto un brano musicale; rappresenta un’ode alla lentezza e al cambiamento, una riflessione sulla rapidità con cui la vita ci avvolge, o ci sfugge, mentre siamo distratti da tutta una serie di problemi, grandi o piccoli che siano.

Originari dell’intersezione tra culture islandese e americana, i Low Roar, sotto la guida del cantante e compositore Ryan Karazija, hanno sempre messo al centro del loro stile musicale un’attitudine meditativa. Le loro composizioni, caratterizzate da un mix unico di indie rock, elettronica e suoni ambientali, offrono un’esperienza d’ascolto che invoglia all’introspezione e, come suggerito dal titolo del brano, a rallentare.

A mio avviso “Slow Down” incarna proprio l’essenza di ciò che rende i Low Roar inimitabili. La canzone risplende grazie alla sua melodia coinvolgente e all’aura tanto ritmica quanto onirica che ne sottolinea il messaggio.

Nonostante la loro apparente semplicità, i testi dei Low Roar possiedono una profondità emozionale che sollecita chi ascolta a fermarsi un attimo, respirare e contemplare.

Ascolta la canzone:

“Slow Down” Low Roar (testo)

I’m a man of my word I could say
Probably maybe not
What seemed close now seems so far away
You’re a blurry spot

The audience doesn’t stare at me the same way anymore
I’m a bastard a self centered JIM
I’m a loaded gun
I won’t hurt anyone

Well, I need to slow down
Well, I need to slow, slow down
Made a promise and I lost
Had a plan that was a bust
Am I coming in clear?
Draw up a plot to get me out of here

Take this pill it will calm all your nerves
I swear, you’ll be safe
Now look around before we fade away like a bell that’s rung
Like a setting sun

Well, I need to slow down
Well, I need to slow, slow down
Made a promise and I lost
Had a plan that was a bust
Am I coming in clear?
Draw up a plot to get me out of here

Well, I need to slow down
Well, I need to slow, slow down
Made a promise and I lost
Had a plan that was a bust
Am I coming in clear?
Draw up a plot to get me out of here

Interpretazione

Le parole delle canzoni spesso risuonano in maniera ambigua, poiché lasciano spazio a molteplici interpretazioni. Anche se non posso pretendere di cogliere l’intento originale dell’autore di Slow Down, posso esprimere le sensazioni e le immagini che la combinazione delle parole e della melodia evoca in me.

Immagino un uomo in preda all’agitazione, forse in fuga o in cerca di soccorso (“draw up a plot to get me out of here”). Forse è un personaggio famoso in ansia a causa del rapporto con il suo pubblico che “non lo guarda più allo stesso modo” (“the audience doesn’t stare at me the same way anymore”). E infine, la rivelazione: “Ho bisogno di rallentare” (“I need to slow down”). Questa canzone riflette non solo una parte di me, ma anche l’esperienza di molte persone che cercano di districarsi in una società sempre più frenetica. È un potente monito sull’importanza di prendersi un momento per fermarsi, per notare e valorizzare quei dettagli della vita che, se trascurati, potremmo perdere, e che potrebbero rappresentare, in realtà, ciò che conta davvero.


Ci lascia Ryan Karazija


È con grande tristezza che dobbiamo menzionare la prematura scomparsa di Ryan Karazija.

La sua influenza e il suo talento straordinario hanno lasciato un segno indelebile nel panorama musicale. La sua passione per la musica e la sua capacità di toccare le vite di coloro che ascoltano le sue canzoni, continua a risuonare anche dopo la sua morte. Uno dei momenti salienti nella carriera di Karazija e Low Roar è stata l’inclusione della loro musica in un videogioco, noto per la sua “lentezza”: Death Stranding, diretto da Hideo Kojima in cui interpretiamo un fattorino che fa le consegne in un mondo, seppur distopico, pieno di paesaggi naturali mozzafiato. La collaborazione con Kojima ha portato la band a una notorietà maggiore grazie all’audience vasto del videogioco.

“Slow Down” dei Low Roar rimane  uno dei pezzi più semplici ma espressivi, a prova del suo talento e della sua visione unica del mondo.  La sua eredità, come l’inno alla lentezza che ha creato, continuerà a vivere nei cuori di coloro che apprezzano la sua musica.


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About Davide Fiore 20 Articles
Mi chiamo Davide. Sin da sempre ho coltivato uno spirito indipendentista e ribelle che mi ha spinto a lavorare come programmatore in modalità remota. Oltre alla mia passione per il coding, mi dedico alla fotografia nel mio tempo libero e naturalmente adoro il cinema. Amo immergermi nell'atmosfera dei concerti (adoro la musica dal vivo e l'energia che si sprigiona da essi). Faccio migliaia di altre cose, ma sarebbe impossibile scriverle tutte qui!

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