Oltre a essere un monumento di fede, la Sacra di San Michele è anche un punto nodale di un’antica rotta di pellegrinaggio di 2000 km che collega il Mont Saint-Michel in Francia a Monte Sant’Angelo in Puglia. Questo percorso ha contribuito a rendere l’abbazia un centro culturale internazionale importantissimo.
Molti visitatori attraversano rapidamente lo Scalone dei Morti e la chiesa abbaziale per arrivare alla vista panoramica, ma gran parte del fascino della Sacra sta nei dettagli: i capitelli scolpiti, le pietre consumate dai pellegrini, le tracce romaniche e gotiche sovrapposte nei secoli, il silenzio dei corridoi monastici. È un luogo che funziona meglio se osservato con tempi lenti. La Sacra conserva ancora una dimensione religiosa viva e in alcuni momenti possono esserci celebrazioni o aree meno accessibili. Un tono di voce basso e un atteggiamento rispettoso aiutano anche a percepire meglio l’atmosfera del monastero. Infine, vale la pena fermarsi all’esterno prima di andare via. Dalle terrazze e dai punti panoramici si apre una vista amplissima sulla Val di Susa e sulla pianura torinese. È uno dei motivi per cui questo luogo, per secoli, è apparso ai pellegrini come una soglia sospesa tra terra e cielo.

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