Alejandro Jodorowsky è un artista totale, nato in Cile nel 1929, che ha attraversato e contaminato molteplici forme d’arte: cinema, letteratura, teatro, fumetto e spiritualità. È conosciuto per il suo approccio visionario e spesso provocatorio, sempre al confine tra arte e mistica. Le sue opere cinematografiche, come El Topo e La Montagna Sacra, sono diventate film di culto nel circuito underground, grazie a un linguaggio visivo fortemente simbolico, carico di elementi esoterici, religiosi e psichedelici.
Jodorowsky non si è mai limitato a raccontare storie: ha sempre cercato di trasformare lo spettatore, di scuoterlo in profondità. Per lui, l’arte non è intrattenimento, ma una forma di guarigione, di conoscenza, un rito alchemico. Questa visione si ritrova anche nei suoi fumetti, realizzati spesso in collaborazione con disegnatori come Moebius, dove ha creato universi fantastici e filosofici, intrisi di metafisica e di critica sociale.
Negli anni si è anche dedicato allo studio dei tarocchi, in particolare del mazzo di Marsiglia, che ha restaurato e reinterpretato non come strumento divinatorio, ma come specchio della psiche umana. Da questa passione è nata la sua pratica della psicomagia, una forma originale di “terapia poetica” in cui riti simbolici vengono usati per curare traumi e blocchi emotivi, con un metodo che unisce psicoanalisi, sciamanesimo e teatro.
Jodorowsky è una figura unica, a metà tra l’artista e il mistico, sempre in cerca di una verità più profonda dietro le apparenze, convinto che l’essere umano possa trasformarsi attraverso l’immaginazione, l’arte e il coraggio di guardarsi dentro.
