Viaggiare per sfidare i luoghi comuni
È stato un istante, l’altro giorno, a portarci a pensare… Pensare porta ad altro pensare, e alla fine tutto ciò che abbiamo raccolto nella nostra testa ci ha spinto a scrivere queste righe!
Viaggiare ci rende stranieri nella terra di altra gente, ma a volte anche nella nostra stessa terra. Nella cultura occidentale, almeno secondo noi, il viaggio è diventato spesso un insieme di luoghi comuni.
Ci sono ancora tante persone che non hanno mai viaggiato, che non sono interessate a farlo oppure che non si spingono oltre le capitali dei loro paesi. Chi non ha occasione di conoscere direttamente altri luoghi e altre culture finisce spesso per formarsi un’opinione attraverso i racconti degli altri, i film, la televisione, i documentari e le notizie dei giornali.
Tutta l’Italia potrebbe essere giudicata attraverso le azioni di un singolo uomo, magari il politico che si trova temporaneamente al governo, oppure attraverso il comportamento di un turista italiano incontrato all’estero o di un attore visto in un film.
Lo stesso accade con le religioni: basta poco per attribuire un’etichetta positiva o negativa a milioni di persone. Una volta abbiamo sentito qualcuno chiamare terroristi tutti i musulmani. Un pregiudizio assurdo, eppure c’è chi lo ripete senza aver mai conosciuto davvero le persone di cui parla.
Stiamo capendo che un altro obiettivo del nostro viaggio lento sarà quello di spargere un messaggio: mettere in discussione le opinioni senza fondamento, contrastare gli atteggiamenti bigotti e gli stereotipi che ci impediscono di conoscere veramente gli altri.
Vogliamo affermare che, pur nelle nostre differenze, siamo tutti esseri umani con bisogni fondamentali molto simili. Abbiamo bisogno di mangiare, di vivere dignitosamente, di sorridere, di amare e di essere amati.
Ci piacerebbe presentare il viaggio come uno degli strumenti educativi più validi contro il razzismo, i pregiudizi e le forme di violenza ideologica. Incontrare direttamente le persone, ascoltare le loro storie e condividere una parte della loro quotidianità potrebbe insegnarci molto più di quanto immaginiamo.
Praticare il viaggio sostenibile
Viaggiare con rispetto. Un altro punto importante del nostro modo di viaggiare è far capire che reti di ospitalità come CouchsurfingIl Couchsurfing è una forma di ospitalità tra viaggiatori che permette di soggiornare gratuitamente a casa di persone disponibili ad accogliere ospiti, favorendo l’incontro, lo scambio culturale e la conoscenza del territorio attraverso le comunità locali. non rappresentano semplicemente un letto libero o un modo per gironzolare per il mondo gratis e a spese degli altri.
Pensiamo che tutti i viaggiatori debbano avere una forte consapevolezza e farsi promotori di cultura, solidarietà, umanità e comprensione reciproca. Devono praticare il viaggio consapevole.
Il mondo non è il nostro parco giochi. Dobbiamo chiederci perché viaggiamo e che cosa vogliamo raggiungere. Dobbiamo considerare che ciascuna delle nostre azioni ha sempre delle conseguenze, anche quando non ce ne rendiamo conto.
Pensare e agire con coscienza, responsabilmente, in modo intelligente. Siamo parte di un grande disegno e le nostre azioni possono influenzare la vita delle persone che incontriamo.
Chiediamoci che cosa potrebbe succedere se urlassimo contro l’autista di un autobus, se privassimo un bambino di un sorriso, se attraversassimo certi quartieri della città fissando con insistenza le persone che vivono per strada e, peggio ancora, fotografandole in maniera molesta, senza chiedere il loro permesso.
Viaggiare in modo consapevole significa provare a mettersi nei panni degli altri, vedere il mondo anche attraverso i loro occhi.
Come ci sentiremmo se una persona molto più ricca di noi entrasse nella nostra casa e cominciasse a scrutare ogni cosa, fotografando compulsivamente le nostre stanze oppure spostando mobili e oggetti a proprio piacimento?
Come ci sentiremmo se qualcuno visitasse il luogo in cui viviamo trattando le nostre abitudini come qualcosa di strano, ridicolo o semplicemente divertente da osservare?
Dobbiamo ricordarci che quando siamo ospiti di qualcuno entriamo nel suo spazio personale, nella sua quotidianità. L’ospitalità è un gesto di fiducia e merita attenzione, gratitudine e rispetto.
Si deve viaggiare con compassione, cura e rispetto, ricordandosi che non è soltanto delle impronte dei nostri piedi che dobbiamo preoccuparci, ma anche dell’ombra che lasciamo dietro di noi.
Nota editoriale – ottobre 2026. Questo testo è stato scritto prima della partenza del nostro viaggio senza soldi del 2011. Abbiamo conservato le riflessioni e le convinzioni di quel momento, intervenendo sulla forma e su alcuni collegamenti.
Il riferimento a Couchsurfing rispecchia il funzionamento della piattaforma nel 2011. Oggi l’accesso alle sue funzionalità richiede una membership a pagamento, mentre l’ospitalità tra i membri rimane gratuita.
Se ti interessa approfondire questa forma di scambio, puoi leggere l’esperienza di Couchsurfing raccontata da Chiara Marra oppure consultare la nostra raccolta di articoli sul Couchsurfing. Le condizioni di accesso e le pratiche di sicurezza vanno sempre verificate prima di utilizzare una piattaforma di ospitalità.
Il nostro viaggio senza soldi sta per cominciare
Queste riflessioni fanno parte dei preparativi del viaggio che Roberta e Simone stanno organizzando attraverso l’Europa. Nei post precedenti abbiamo raccontato come è nata l’idea e quali strategie vorremmo utilizzare per viaggiare senza denaro.
Per recuperare gli articoli precedenti puoi leggere il nostro primo esperimento sociale e Come viaggiare e vivere senza soldi.
La storia prosegue il 23 giugno 2011 con E ora si parte!, l’ultimo articolo scritto prima di metterci davvero in viaggio.
Fonti e approfondimenti
Le riflessioni sul rispetto delle comunità ospitanti trovano riscontro nei principi del Codice mondiale di etica del turismo di UN Tourism, che richiama la responsabilità dei viaggiatori verso le persone, le culture e l’ambiente dei luoghi visitati.
Per le condizioni attuali delle reti di ospitalità: Couchsurfing – membership e accesso alla piattaforma.
Controllo redazionale: 14 ottobre 2026. Il corpo principale conserva il punto di vista espresso dagli autori prima della partenza del 2011. Le informazioni sul funzionamento attuale delle piattaforme sono successive e possono cambiare.

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