30.000 km in bicicletta
Un viaggio epico, lento e sostenibile
Le televisioni ci raccontano spesso fatti di cronaca, guerra e criminalità. Notizie che intimoriscono e ci portano a pensare che il mondo sia un posto pericoloso, forse troppo pericoloso per partire. Con questa storia vogliamo raccontare qualcosa di diverso: un viaggio lento, umano e pieno di incontri, capace di ricordarci che il mondo è spesso più accogliente di quanto immaginiamo.
Sembra impossibile, ma non lo è. Un ragazzo britannico ha raggiunto l’Australia in bicicletta partendo dall’Europa. Sul suo profilo ha scritto: “648 giorni fa ho lasciato la mia casa a Londra, per esplorare l’Australia in bicicletta. Ieri sono finalmente arrivato a Darwin e quel sogno pazzo di raggiungere l’altra parte del mondo, utilizzando solo la bicicletta, è divenuto realtà!”.
Jonathan ha 23 anni, compiuti da poco. Per metà inglese e per metà danese, è nato e cresciuto nella frenetica Londra, ed è proprio lì che ha avuto l’idea di intraprendere un grande viaggio in bicicletta. “Mi sono stancato del lavoro, per questo ho scelto l’avventura. Non è stato difficile trovarne una adatta a me”.

Jonathan sta cercando di capire quali siano i suoi limiti e quanto lontano possa arrivare con la sua bicicletta. “Mi sento ancora un neofita quando si parla di ciclismo o campeggio e sono abbastanza scarso a leggere le mappe”, scrive sul suo blog.
Racconta la sua esperienza con entusiasmo: “Ho perso sangue, sudore e lacrime in 35 paesi e 30.000 km, solo perché questo progetto si realizzasse. Ogni goccia ne è valsa la pena”. Prima di partire non aveva mai affrontato viaggi simili in bicicletta, eppure sembra essersela cavata molto bene. Non tutti possono dire di aver attraversato due continenti con il solo aiuto della propria bici e delle proprie gambe.
Il suo segreto?
Jonathan si sposta quasi sempre improvvisando. Impara giorno per giorno a fare campeggio, a trasportare le borse sulla bici e a vivere da nomade su due ruote. Alcune persone pianificano un viaggio così per anni; lui decide molto all’ultimo momento, lasciandosi guidare dai luoghi e dalle situazioni.
“Forse è proprio questo che rende il viaggio così divertente. Ogni giorno imparo qualcosa e attraverso il mio blog posso condividere pensieri ed esperienze man mano che scopro il mondo e questo nuovo stile di vita in sella a una bicicletta!”.
Il suo viaggio lento è stato un vero successo, ma l’obiettivo finale non è ancora stato raggiunto. Jonathan è già pronto a ripartire per la prossima avventura: l’Outback, il deserto dell’Australia centrale, da attraversare in circa due mesi.
“Sono entusiasta di ripartire per la prossima avventura con la mia due ruote: il prossimo capitolo si chiama The Outback, ovvero due mesi nel deserto attraversando il centro dell’Australia. Sono giusto in tempo per l’estate”.

Il deserto presenta alcune difficoltà pratiche, e Jonathan sta studiando il modo migliore per affrontarle. “Mi sentirò un pochino più sicuro una volta che avrò capito come attaccarmi venti litri d’acqua alla bici!”.
Il messaggio più bello arriva da un suo post sulla pagina Facebook:
“Allora, non ho idea di quanto grande sia il mondo. Nessuno ha mai provato a uccidermi, nessuno mi ha derubato e nessuno ha cercato di fermarmi, a parte la polizia di volta in volta. Stranieri mi hanno dato da mangiare, mi hanno fatto sentire al sicuro, mi hanno offerto posti dove dormire e hanno condiviso con me il loro ambiente e la loro cultura”.

Alla domanda “quando finirai di viaggiare?”, Jonathan risponde: “Non ne ho idea, ma di sicuro non molto presto!”.
Non resta che seguire la sua avventura sulla sua pagina Facebook o sul suo blog.
Il sito di Jonathan: www.jkbsbikeride.com
Pagina Facebook di Jonathan: JKB’s Bike Ride

Non è stato difficile trovarne una adatta a me”.



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